Morto Little Richard, il gigante del Rock ‘n’ Roll

Richard Penniman, meglio noto come Little Richard, che ha combinato le grida sacre della chiesa nera e i suoni profani del blues per creare alcuni dei primi e più influenti dischi rock ‘n’ roll del mondo, è morto ieri mattina a Tullahoma, Tennesse all’età di 87 anni.
Il suo avvocato, Bill Sobel, ha affermato che la causa è stato il cancro alle ossa.

Little Richard non ha inventato il rock’n’roll. Altri musicisti avevano già cominciato a percorrere quella strada quando registrò il suo primo successo in uno studio di registrazione di New Orleans nel settembre 1955: Tutti Frutti – una canzone sul sesso, con testi ripuliti ma con un significato facilmente interpretabile. Chuck Berry e Fats Domino avevano raggiunto la top 10 del pop, Bo Diddley aveva superato le classifiche rhythm-and-blues ed Elvis Presley aveva già inciso dischi da un anno.

Ma Little Richard, scavando a fondo nelle sorgenti della musica gospel e del blues e battendo come un forsennato sui tasti del suo piano, urlando come nessun altro, ha alzato il livello di energia e creato qualcosa di diverso rispetto alla musica ascoltata sino a quel momento – qualcosa di nuovo, emozionante e per certi versi anche pericoloso.

Il rock’n’roll era una musica spudoratamente macho nei suoi primi tempi, ma Little Richard ha presentato sul palco un’immagine molto diversa: vestito sfacciatamente, i suoi capelli ammucchiati e un trucco sul viso decisamente acceso. Amava sottolineare che se Elvis era il re del rock’n’roll, lui era la regina. Fuori dal palco, si è caratterizzato in modo diverso come gay, bisessuale e “omnisessuale”.

La sua influenza come interprete era incommensurabile. Lo si poteva vedere nelle esibizioni di James Brown, che lo idolatrava (e usava alcuni dei suoi musicisti quando Little Richard iniziò una lunga pausa dall’esibizione nel 1957), e di Prince, la cui immagine ambisessuale deve tanto a quella di Little Richard.

Tutti Frutti e il singolo successivo Long Tall Sally, assieme a Lucille e Good Golly Miss Molly nel 1957 e nel ’58 furono i più grandi successi della carriera di Penniman. Al culmine della sua fama, l’incredibile performer ha improvvisamente lasciato il suo tour australiano, dichiarando che voleva dedicare la sua vita a Dio.

Anche se fece un comeback  nel 1962, e nei due anni successivi suonò con grande successo in Inghilterra, Germania e Francia, i suoi primi successi rimasero i più riusciti e influenti; è stato venerato, insieme ad altri titani del rock ‘n’ roll come Elvis Presley e Jerry Lee Lewis, da artisti della statura di The Rolling Stones, David Bowie, Elton John e The Beatles. Ha poi continuato a girare incessantemente negli Stati Uniti, con una band che per un po’ includeva anche Jimi Hendrix alla chitarra, con esibizioni sold-out a Las Vegas e apparizioni trionfali ai festival rock di Atlantic City e Toronto alla fine degli anni ’60.

Come tanti artisti, Little Richard ha avuto problemi con l’alcool e la cocaina, e per salvarsi nel 1977, ancora una volta è passato dal rock’n’roll a Dio. Divenne un venditore di bibbie, ricominciò a registrare canzoni religiose e, per la seconda volta, scomparve dai riflettori, ma non è rimasto lontano per sempre. La pubblicazione della sua biografia nel 1984 segnò il suo ritorno alla vista del pubblico e ricominciò a esibirsi. In seguito ha avuto anche  successo come produttore discografico e come personaggio televisivo. Ha officiato a matrimoni e funerali di numerose celebrità. Continuò come performer fino al 2013.

“Anche se canto il rock’n’roll, Dio mi ama ancora”, ha detto nel 2009.
“Molte persone mi chiamano l’architetto del rock ‘n’ roll. Io non mi definisco così, ma credo sia vero.”

Info: www.ziomusic.it

Vai alla barra degli strumenti