Old but Gold…Blofeld! – Andrea Di Lorenzo

Ciao a tutti, amici di ZioMusic.it!
Oggi, in esclusiva per voi, parleremo di un modulo desktop della tedesca Waldorf che utilizzo costantemente e con grande soddisfazione in molti live o produzioni in studio.
Sto parlando del Blofeld…no, non lui!

Non mi riferisco al cattivissimo nemico di James Bond…ma ad un piccolo sintetizzatore digitale con modellazione analogica dal suono inconfondibile e dal rapporto qualità/prezzo veramente goloso.

Ci vorrebbero pagine e pagine per parlare in maniera approfondita di questo strumento, ma non abuserò della vostra pazienza e cercherò di essere il più possibile sintetico e al contempo esaustivo.

Il Blofeld è, come già anticipato, un sintetizzatore con un sistema ibrido in grado di combinare una generazione del suono digitale con dei controlli di modellazione analogica. Sostanzialmente, possiamo affermare che il Blofeld utilizza lo stesso sistema di sintesi degli storici PPG Wave. Questi ultimi furono sviluppati dal genio di Wolfgang Palm e nei patinati anni ’80 hanno rappresentato un punto di riferimento assoluto nel mondo del sound-design, essendo stati infatti utilizzati da artisti del calibro di Depeche Mode, Level 42, Jean-Michel Jarrè, Ultravox, David Bowie, Trevor Horn e molti altri.

Insomma, sono presenti in moltissimi dischi di quegli anni che tutti abbiamo ascoltato almeno una volta nella nostra vita! (E magari qualcuno, come il sottoscritto, anche qualche volta di più…). La Waldorf ha ereditato in toto le caratteristiche dei PPG Wave, di cui ha infatti usato la tecnologia e l’architettura per la creazione – nel 1989 – di un synth che è diventato assolutamente iconico: il famosissimo MicroWave, con il suo suono digitale abbinato ai controlli analogici di VCA e VCF.

Questa miscela di modellazione analogica e wavetable digitale è presente ancor oggi nel Blofeld e gli consente possibilità di esplorazione sonora pressoché infinite.

 

Vi espongo rapidamente le caratteristiche principali:

  • multitimbricità a 16 parti nella modalità “multimode”;
  • 3 oscillatori per ogni voce, con frequency modulation;
  • una Modulation Matrix estremamente versatile e profonda;
  • 2 filtri multi-mode indipendenti per ogni voce, da usare in parallelo o in serie;
  • 3 L.F.O.;
  • un arpeggiatore a 16 step;
  • 2 slot di effetti;
  • tutta la wavetable del MicroWave.

Ci sarebbero altre caratteristiche tecniche da esporre in merito al motore sonoro del Blofeld e alle sue possibilità, ma il nostro scopo oggi è quello di dare una visione globale del prodotto e quindi non scenderemo troppo nei dettagli strutturali.

A livello di controlli, sul pannello frontale abbiamo:

  • 5 encoder “endless”, quindi a rotazione continua;
  • 5 pulsanti;
  • 1 encoder per il controllo del volume;
  • 2 encoder posizionati sotto al display.

Viene subito all’occhio quindi che i controlli a disposizione non sono tantissimi e questo in effetti rende a volte la programmazione un po’ lenta, seppur non complicata. Va infatti notato che i parametri si presentano secondo una struttura estremamente ordinata e non è difficile seguire il “percorso” giusto nella creazione del proprio suono. Tuttavia, bisogna districarsi tra diversi sottomenù e navigare tra varie schermate.
Ciò va a discapito della rapidità di editing da pannello, ma al tempo stesso consente il vantaggio di mantenere delle dimensioni estremamente compatte e un peso irrisorio.

Per quanto riguarda l’editor al computer, va segnalata la mancanza di un software ufficiale. Sono presenti e facilmente reperibili diversi (e spesso ben fatti!) editor prodotti da terze parti, ma di sicuro un programma ufficiale creato dalla stessa Waldorf renderebbe felici molti possessori di questo synth.

Per quanto riguarda connessioni e uscite sul pannello posteriore, anche qui abbiamo il minimo indispensabile:

  • alimentazione a 12v;
  • Midi IN;
  • USB;
  • 2 uscite Left e Right;
  • Uscita cuffie.

Ma veniamo adesso a quello che più ci interessa, ossia rispondere alla domanda: “Come suona questo Blofeld?”.

La mia risposta è assolutamente chiara: “Suona magnificamente bene!”. Ma non voglio sembrare il classico “tifoso da bar dello sport”, quindi mi sembra doveroso approfondire e motivare  il discorso.

Come prima cosa, voglio avvisarvi di non fermarvi nel vostro giudizio ai presets, che pur essendo numerosissimi sono tutti orientati verso determinati filoni di elettronica e dance, risultando magari troppo settoriali e non in grado di mostrare approfonditamente le infinite possibilità timbriche del synth in questione.
Ho scritto “infinite” non a caso! Infatti il Blofeld di certo dà il meglio di sé su pad e soundscapes, ma la sua flessibilità e versatilità gli consentono di essere tremendamente efficace su moltissime categorie di suoni, siano essi lead, suoni percussivi, bassi potenti o anche patch più tipicamente emulative di altri timbri.
A patto di avere la giusta bravura nella programmazione e metterci il dovuto impegno, con il nostro qui presente Waldorf a mio avviso non esistono limiti alla fantasia!
Caratteristiche tecniche a parte, è nel timbro che risiede la vera anima di un synth. Ed è esattamente riguardo a questo aspetto che sono assolutamente entusiasta di una pasta sonora così glaciale, algida, “fredda”, tipicamente Waldorfiana ed incredibilmente riconoscibile.

Spesso chi si occupa di sound-design, pur avendo le sue inevitabili preferenze tra i vari sintetizzatori, non si trova in difficoltà nel dover riprodurre sonorità simili con strumenti diversi. Questo è segno del fatto che a volte in questo settore si assiste ad una certa omologazione o mancanza di personalità tra i vari prodotti offerti dal mercato. Di sicuro non è il caso del Blofeld. Quest’ultimo ha infatti una sua spiccata identità sonora e suona realmente “diverso” da ogni altro synth.

Pur essendo dunque assolutamente entusiasta della sua pasta sonora, non posso tuttavia esimermi da qualche piccola critica in chiusura di questa “dissertazione”.
La prima riguarda il volume di uscita, a mio parere leggermente troppo basso. L’uscita cuffie, inoltre, non mi sembra di grande qualità e sicuramente il synth rende di più passando dalle uscite principali e con un monitoraggio esterno.

La seconda critica riguarda il riverbero, a mio parere inferiore qualitativamente rispetto agli altri (numerosissimi) effetti, generalmente più performanti e versatili.
L’ultimo appunto, infine, riguarda gli encoder. Il mio esemplare finora non ha dato problemi, ma ci sono molte testimonianze in rete di encoder che ad un certo punto iniziano a non rispondere più nel modo corretto. Va però detto che la maggior parte delle volte basta semplicemente pulire i contatti, cosa semplicissima da fare anche per chi non esegue solitamente operazioni del genere sui propri strumenti. E anche qualora malauguratamente si dovesse procedere ad una sostituzione degli encoder, si tratterebbe comunque di un’operazione semplice e poco costosa.

Un’ultima avvertenza: la polifonia è di 25 voci, ma come già detto il synth è multi timbrico a 16 parti. Quindi potremo realmente usufruire di tutte le parti a disposizione solo in caso di suoni monofonici. In ogni altra circostanza, dovremo necessariamente rinunciare a qualcosa.

Per quanto riguarda il prezzo, che dire? Ognuno potrà fare le sue considerazioni, ma io lo trovo quasi irrisorio considerando il tipo di prodotto e la qualità offerta.

Voglio segnalare poi che è possibile acquistare dal sito waldorfmusic.com non solo tutti i soft-synths dell’azienda tedesca, ma anche numerosi soundsets per il Blofeld e soprattutto l’utilissima SL License.

Si tratta di un software che permette di attivare la sample memory del vostro modulo e importare fino a 60 Mb di campioni, con i quali potrete poi lavorare utilizzando il motore sonoro del synth stesso proprio come se fossero dei normalissimi oscillatori, a cui sarà dunque possibile applicare una ring-modulation, utilizzarli come sorgente FM o fare qualsiasi altra cosa vi venga in mente. Dopo aver installato la licenza troverete già sul Blofeld un nutrito arsenale di samples da utilizzare per i vostri lavori.
(Avvertenza: i Blofeld Keyboard hanno già la SL License attivata, mentre le versioni Desktop ne sono sprovviste).

Nota di merito anche al manuale, completissimo ed estremamente chiaro anche se scritto solo in Inglese e Tedesco.

A presto con i prossimi articoli ZioMusikettari! non perdetevi anche la demo che preparato per voi.

Andrea Di Lorenzo
ZioMusic Staff

info: www.waldorfmusic.com

info: www.midiware.com

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