Andrea Di Lorenzo – Recensione MININOVA

Oggi, solo per ZioMusic.it, Andrea Di Lorenzo parlerà del Mininova, il piccolo synth digitale dell’inglese Novation che ormai da qualche anno è riuscito ad affermarsi con forza all’interno del sempre più affollato mercato dei sintetizzatori compatti.


E’ chiaro, infatti, come ormai l’intero mondo degli appassionati di strumenti elettronici si stia indirizzando sempre di più verso prodotti in grado di ridurre al minimo le dimensioni ed il peso, pur senza sacrificare la qualità del motore sonoro. Ed è per questo motivo che tutte le principali aziende del settore stanno sfornando in continuazione synth sempre più piccoli e leggeri, ma estremamente potenti e con una generazione sonora di prim’ordine.

Microkorg, Roland Jd-Xi, la serie Reface di Yamaha e molti altri…ma oggi parleremo nello specifico della Novation Mininova.
Questo mini-synth ha lo stesso motore sonoro della “sorella maggiore” Ultranova. La principale differenza tra le due è la misura dei tasti, nella Mininova decisamente ridotti rispetto all’Ultranova.

Entrambe sono figlie del potentissimo Supernova, synth di casa Novation che potremmo definire “storico”. Le somiglianze a livello di pasta sonora e di timbrica tra questo sintetizzatore e le nuove nate dell’azienda inglese si notano immediatamente e in maniera evidente.

Mininova esce di fabbrica con 256 preset perfettamenti editabili e riorganizzabili, appartenenti a tutte le categorie sonore che possiamo aspettarci da un synth digitale di questo tipo. Tuttavia, si sa, l’attenzione di un tastierista non è quasi mai rivolta ai preset di fabbrica, bensì alle possibilità di modifica del suono. E a questo scopo, riveste particolare importanza la presenza di opportuni (e numerosi!) controlli sul pannello.
Manipolare il suono in tempo reale e in una maniera non solo profonda, ma anche comoda, è sicuramente l’esigenza primaria del tastierista moderno.

Mininova, nonostante le dimensioni estremamente compatte, riesce a soddisfare tali richieste, grazie ad un’organizzazione molto razionale dei controlli sul pannello principale.
Andando nello specifico, abbiamo 5 knob totali. 4 di essi ci permettono il controllo immediato di funzioni e parametri del suono che è possibile assegnare in maniera estremamente agevole e rapida tramite un comodo selettore. Il quinto, invece, è un knob particolarmente grande – messo in posizione centrale – assegnato al controllo del filtro (quindi alla funzione di “cutoff”). Utilizzandolo si nota immediatamente come questo knob consenta un’ escursione estremamente graduale e precisa. Anche le sue dimensioni, di certo, aiutano la scorrevolezza del movimento e la sensazione di solidità e robustezza.

Particolarmente interessanti ed innovativi sono poi gli 8 “ANIMATE BUTTONS” presenti nella parte inferiore del pannello. E’ possibile assegnare ad essi una modulazione a scelta tra le tante presenti e poi utilizzarli per modifiche del suono in tempo reale.

A nostro avviso, grazie alle presenza dei suddetti controlli in real-time (e alle “ovvie” modulation wheel e pitch bender), abbiamo una quantità tale di possibilità di agire sul suono in situazioni “live” da ridurre veramente al minimo il rischio di non poter compiere determinate operazioni, dopo aver ovviamente impostato il tutto secondo le nostre specifiche esigenze.

Nel pannello frontale è presente anche un secondo knob (di dimensioni identiche a quello del cutoff) che ha una semplice funzione di selettore per la ricerca più rapida dei suoni di cui abbiamo bisogno, divisi in varie categorie relative sia al genere musicale (rock, dubstep, r‘n’b…) che alla tipologia di suono (vocoder, lead, arp, bass, pad…). Uno switch permette infine di ordinare i suoni in ordine alfabetico o in ordine numerico.

La sezione dedicata all’arpeggiatore presenta un knob che permette di regolare i bpm di riproduzione e due pulsanti che consentono rispettivamente di attivarlo/disattivarlo e di mantenere fissa una nota. Quest’ultima funzione (latch) è in realtà valida per ogni suono, non solo per quelli che impiegano l’arpeggiatore. L’utilizzarlo è comodo, anche grazie alla possibilità di programmarlo immediatamente tramite gli 8 “animate buttons”, di cui abbiamo già parlato.

Passiamo ora ad un rapido commento sul vocoder, dicendovi che lo abbiamo trovato davvero molto performante, grazie a possibilità di editing semplici ma approfondite. Vi consigliamo di scaricare il soundpack MoroderNova per poterne apprezzare appieno le potenzialità.

Avendo analizzato a fondo le possibilità di editing della Mininova, possiamo dirvi senza timore di smentita che si tratta di un prodotto interessante, con tutti i parametri principali che possiamo aspettarci da un moderno synth digitale (oscillatori numerosi e ben suonanti, LFO, filtri…), ma anche qualche chicca!

Ad esempio, abbiamo trovato particolarmente interessante la presenza di un numero davvero nutrito di effetti a bordo. Possiamo infatti combinare fino a 5 effetti a nostra scelta tra: equalizzatore, due tipi di compressore, due tipi di distorsore, un delay, un riverbero, un chorus e un gator.
Oltre a ciò, Mininova offre anche un validissimo editor al computer, particolarmente utile in quanto quello da tastiera può rivelarsi ostico per la presenza di numerosi sottomenù tra cui è necessario navigare. Il piccolo display, seppur di qualità, non aiuta. Dal sito ufficiale della Novation è possibile anche scaricare molti pacchetti di suoni realizzati da sound-designer di prim’ordine.

L’estetica la lasciamo giudicare a voi, ma vogliamo solo farvi notare che i fianchetti in legno danno una sensazione di robustezza al tatto (e di eleganza) che non ci aspettavamo.

Veniamo adesso però a quello che rappresenta secondo noi il vero e proprio tallone d’Achille della Mininova: i mini-tasti.
Va notato, infatti, che i 37 mini-tasti di questo synth – pur essendo perfettamente suonabili – trasmettono una sensazione non particolarmente appagante sotto le dita e tendano a rompersi con facilità. Sicuramente, quindi, bisogna fare attenzione a questo fattore e trattare la tastiera con la necessaria cura, evitando sbalzi termici eccessivi o un modo di suonare troppo vigoroso.

Una maggiore solidità costruttiva della keybed sarebbe stata sicuramente cosa gradita, ma a onor del vero va anche detto che i pezzi di ricambio non sono per nulla costosi e che la Novation offre un’assistenza impeccabile.

Concludendo, possiamo sicuramente dire che si tratta di un synth molto valido per chi è alla ricerca di leggerezza e poco ingombro, senza dover rinunciare alla qualità timbrica o alla presenza dei tasti. Sul fronte sonoro è sicuramente molto performante per tutto ciò che riguarda le ultime tendenze del panorama della musica elettronica contemporanea – dalla Dubstep alla Trap, dalla Psy-Trance alla Drum & Bass – ma, con una opportuna programmazione, è possibile ottenere senza eccessiva fatica anche sonorità più vintage e trasversali.

Adesso però è ora di lasciare il giudizio finale alle vostre orecchie, non perdetevi le demo realizzate appositamente per voi!

Andrea Di Lorenzo

Leggi altre notizie con:
Vai alla barra degli strumenti