Duesenberg: Julia, ritorno allo stile italiano Anni 50

Julia è l’ultima “invenzione” della tedesca Duesenberg, che anche quest’anno al NAMM di Los Angeles, si è distinta come uno dei marchi di chitarre in grado di attrarre maggiormente il pubblico con la sua reinterpretazione moderna del look retrò.
Il look è sicuramente la prima cosa che saltà all’occhio delle Duesenberg ma la loro suonabilità e, soprattutto, la timbrica molto convincente le ha rese molto popolari in poco tempo.

Julia è ispirata, una volta tanto veniamo presi come esempio anche nel mondo della chitarra elettrica, all’eleganza sinuosa e un po’ ingenua delle chitarre italiane degli anni ’50 e ’60. E’ una solidbody con camere tonali, un ibrido tra una hollowbody ed una solidbody vera e propria, con corpo in mogano e top in acero, scala da 25,5″ (648mm tipo Stratocaster per intenderci), manico in acero in un singolo pezzo.

I due pickup sono un Domino P90 e uno Split/King dual-coil che richiamano sia nel look che nel suono le sfumature vintage che fanno il paio con l’estetica di questa chitarra. Mentre i P90, lo sappiamo, hanno un suono abbastanza saturo e pastoso, gli Split/King possono produrre sia sonorità single coil che humbucker. Duesengerg ha voluto inoltre aggiungere uno switch DirectOut che indirizza il segnale del pickup al ponte direttamente all’uscita, per avere un suono inalterato e con la massima dinamica possibile.

Molto bella la versione Narvik Blue, ho qualche dubbio invece sulla versione nera con il battipenna Crystaloid, con un effetto “coriandoli di madreperla” che mi fa un po’ kitsch, ma in fondo gli anni ’50-’60 erano anche quello e di certo con una chitarra così non si passa inosservati.

Info: www.aramini.net

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