Marshall: dagli ampli agli smartphone

Marshall Amplification è probabilmente il marchio di amplificazione per chitarra e basso più noto al mondo. Un marchio che, avranno valutato gli strateghi dello storico produttore inglese che dal 1962 suona su migliaia di palchi e studi in tutto il mondo, vale di più di quanto non renda attualmente. Proprio perchè è un marchio con un immagine giovane, rock, vincente, fortemente associato al mondo della musica e con un importante impatto emotivo.

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Da questo ragionamento è arrivata la strategia di branding aggressivo che è avvenuta in questi anni. Grazie ad alcune delle migliori menti che Marshall ha potuto mettere in campo abbiamo potuto ‘sognare’: le cuffie Marshall, il frigo Marshall, lo stereo Marshall ed oggi, ‘finalmente’, lo smartphone Marshall.

In un mondo super-polarizzato come quello dei telefoni intelligenti, che girano fondamentalmente su Apple, Androin e Microfost, mi stupisce questa scelta di creare uno smartphone che abbia un ‘tiro’ prevalentemente musicale.
London, così si chiama il modello, opera con Android e monta un display da 4,7 pollici e risoluzione 1280×720 pixel, chip Snapdragon 410, 2 GB di ram, fotocamera da 8 Mpixel, 16 GB di memoria espandibile con MicroSD.

Livrea e logo sono d’obbligo quella dell’azienda inglese, con un’estetica che ricorda il classico rivestimento in vinile nero degli amplificatori. London però si vuole distinguere dagli altri concorrenti con due speaker frontali di qualità sopra la media, due uscite mini-jack per ascoltare la musica anche in due. Si arriva con un tocco alla playlist musicale e la rotella laterale regola volume e equalizzazione.

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Visto che il prezzo sarà di 590$, che non è certo poco considerando quanto è agguerrita la concorrenza, non so se queste sole differenze hardware ed un’immagine rock&roll potranno convincere gli utenti ad abbandonare marchi di smarphone più blasonati come Apple o Samsung che oltre alla musica possono gestire quasi ogni aspetto della vita dei suoi utilizzatori.
Rimane il fatto che forse Marshall dovrebbe concentrarsi forse più sul futuro dell’amplificazione, piuttosto che su strategie di branding dal risultato tutt’altro che certo.

Info: www.marshallamps.com

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