Dunlop: Mini Fuzz Face, pedalboard-friendly

Fin da quando è stato creato il distorsone Fuzz è croce e delizia di ogni chitarrista. Molti lo amano, molto altri semplicemente lo detestano, ma tutti convengono nel dire che è un tipo di distorsione più difficile da gestire poiché il rischio è sempre quello di ottenere suoni poco gestibili, troppo invadenti o, per dirla con parole nostre, schifosi.

Un altro problema di chi ama questo pedale è la sua inconfondibile quanto scomoda forma rotonda dalle dimensioni generose che lo rende nemico di qualsiasi pedaliera.
Dunlop certamente non può risolvere il problema dei chitarristi casinisti che usano il Fuzz Face per coprire di rumore le proprie note lamentose, ha deciso però di risolvere il problema spazio creando una versione, sempre rotonda, ma di dimensioni ridotte così da occupare lo stesso spazio di un normale stompbox, o quasi.

Oltre a questo fattore spazio è stato aggiunto il circuito true-bypass per uno switching che lasci inalterato il segnale quando il pedale è disattivato, un LED di stato brillante, un alimentatore AC e un vano batteria più comodo.
Di questi piccoli pedali ne sono state prodotte tre versioni: una, scontata, presa dal Fuzz Face Hendrix (vai all’articolo) che già vi avevamo presentato in passato; un Fuzz Face Silicon e un Fuzz Face Germanium.

L’FFM1Silicon Fuzz Face Mini ha le stesse specifiche del Fuzz Face anni ’70 ed è noto per il suo suono più brillante ed aggressivo realizzato grazie ai transistor al silicio BC108 accoppiati.

L’FFM2 Germanium Fuzz Face Mini è invece catapultato nel 2013 direttamente dall’era pre-silicio dei pedali. Erano gli anni tra il ’66 e il ’68, quegli anni in cui tra figli dei fiori, lotta di classe e dischi rock che avrebbero fatto la storia si faceva spazio il suono vintage e caldo di questo Fuzz Face generato dai famosi transistor al germanio leggermente disaccoppiati.

Info: www.jimdunlop.com

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