Schecter: Blackjack SLS PT

Da sempre costruttore di ottime chitarre, Schecter nell’ultimo decennio nel nostro paese ha perso un po’ di visibilità anche per la grande concorrenza ed il focalizzarsi del mercato su marchi più noti tipico dei periodi di crisi. Tuttavia negli ultimi anni il marchio californiano ha saputo legarsi a band che hanno avuto un ottimo successo e che hanno fatto molto presa sui giovani anche nella nostra penisola. Band come Papa Roach, Disturbed, Avenged Sevenfold, Nevermore e Black Label Society hanno ridato visibilità e un nuovo smalto più moderno ed aggressivo a queste chitarre.

Per questo motivo voglio parlare di una chitarra Schecter recentemente uscita che a nostro parere ha decisamente colpito nel segno, la Blackjack SLS PT, una chitarra total black dallo stile minimale ma deciso ed al passo con i tempi.

La Blackjack SLS PT è una chitarra a doppio humbucker fatta dichiaratamente per il rock aggressivo ed il metal. Il corpo in mogano ed il ponte TonePros TOM con corde passanti attraverso il corpo la dicono lunga sul tipo di suono e sulla possibilità di usare anche mute di corde pesanti e accordature ribassate. Stesso discorso si può fare per la scala da 25,5” e la costruzione set-neck che danno a questo strumento una risonanza certamente superiore su tutto lo spettro di frequenze.

Il manico è stato realizzato in tre strati di acero, probabilmente per bilanciare un suono che altrimenti sarebbe stato troppo scuro. La tastiera a 24 tasti è in ebano e potrebbe essere stata preferita al più comune palissandro per il colore più scuro e tendente al nero che meglio si accompagna con la finitura nero opaco.
I pickup possono essere scelti in tre combinazioni, o i cattivissimi Seymour Duncan Active Blackout, o i Full Shred o Jazz passivi, sempre di Seymour Duncan. La prima scelta si adatta di più a chi vuole un suono potente, tagliato sulle medie e che faccia saturare al massimo qualsiasi amplificatore. I Full Shred vanno bene per chi vuole un top-end molto definito per i fraseggi più intricati pur mantenendo basse corpose. Infine i Jazz sono per chi vuole un output più moderato che possa andare bene per qualsiasi altro genere non estremo.

Molto stilosa la tastiera senza segnatasti con l’intarsio a forma di teschio al dodicesimo tasto, un tocco di classe che rende la chitarra parecchio riconoscibile e di carattere.
Decisamente uno dei pezzi migliori che ci è capitato di vedere ultimamente.

Info: www.schecterguitars.com

Info: www.gold-music.it

 

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