Tone2: Rayblaster, approccio nuovo alla sintesi

Se dovessimo avere un centesimo per tutte le volte che in un comunicato abbiamo letto la parola “rivoluzionario” associata ad un nuovo prodotto, probabilmente a quest’ora ZioMusic.it scriverebbe le sue news da una spiaggia dei Caraibi.
Fortunatamente un minimo di competenza e soprattutto l’utilizzo del buon senso ci fanno da scialuppa contro la marea di superlativi ed elogi sperticati che ci inonda ogni giorno.
Talvolta capita però anche, spesso da aziende meno note, di trovare idee valide sul serio come è capitato oggi.

Tone 2, è una giovane software-house tedesca di Stephanskirchen, a cui diversi artisti e compositori di colonne sonore danno molta stima. Da pochi giorni Tone 2 se n’è uscita con Rayblaster, il primo synth virtuale programmato con un motore sonoro che utilizza la loro ultima tecnologia di sintesi, chiamata Impulse Modeling Synthesis (IMS).

Intanto cominciamo con il dire che la preview di questo Rayblaster, che uscirà in dicembre, lascia davvero ben sperare su qualcosa di nuovo. Inoltre i suoni sembrano di qualità ottima e con caratteristiche timbriche molto complesse, che fanno assomigliare molto alcuni di questi suoni di sintesi a suoni reali.

L’IMS non è ne un approccio sottrattivo ne additivo alla sintesi, si basa su recenti studi di psicoacustica che rivelano come l’orecchio umano percepisca non solo la potenza di una certa frequenza nello spettro ma anche la fase delle componenti parziali che compongono un suono, soprattutto alle basse frequenze.
Lasciando a chi vuole approfondire l’argomento la pagina dedicata sul sito Tone 2 (Link), possiamo dire che l’IMS si basa sulla somma e successione di impulsi brevi a determinate frequenze che vanno a formare il suono nel suo complesso. Questo permette di avere una maggiore risoluzione poiché non usa ne loop di forme d’onda di default poi filtrate come nella sintesi sottrattiva, ne forme d’onda in somma continua come nella sintesi additiva. Gli impulsi ad intervalli brevissimi consentono all’orecchio di percepire la fase delle componenti parziali dell’onda sonora, risultando più naturale ed allo stesso tempo senza alzare la pressione sonora reale ne massimizza quella percepita.

Attraverso questo medoto Rayblaster non ha bisogno di filtri o effetti, poiché va a simulare l’effetto di filtri ed effetti completamente attraverso gli impulsi. Una filosofia simile, ma non uguale, all’ottimo Razor di Native Instruments.

Rayblaster viene promesso ad un prezzo interessante e con oltre 500 suoni preset preimpostati. Io sono molto curioso e non vedo l’ora che esca per poterlo mettere alla prova.

Info: www.tone2.com

 

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