Recensione Izotope IRIS

iZotope si è fatta un nome come azienda software designer di plug-in molto apprezzati nell’ambito audio recording, in particolare quando si parla di missaggio e mastering, ma anche nei software per la riparazione di audio files. Questa primavera invece l’azienda del Massachussetts ha sorpreso tutti con un rivoluzionario software synth che si potrebbe definire in modo calzante con un neologismo, “samplesizer”, ovvero un virtual instrument che combina in modo molto abile sampling e sintesi.
IRIS sfrutta anche la lunga esperienza di iZotope nella programmazione dei software descritti prima, in particolare dell’audio restauration software RX2, che grazie alla visualizzazione del suono tramite un spettrogramma delle frequenze permette di rimuovere rumori indesiderati con grande precisione con utensili che conosciamo tutti da editor di immagini come Photoshop e altri.

iZotope IRIS è un resynthesizer, che basa la generazione del suono su sample, in gergo tecnico un ‘synth granulare’. Nel pacchetto installer sono già contenuti alcuni sample e patch, in più vengono messi a disposizione in download (dopo l’acquisto di IRIS) circa 4 GB di samples e patches sul sito di iZotope. La cosa bella però è che è possibile utilizzare anche sample personali e così trasformare campionamenti di qualsiasi tipo di rumore nei suoni più assurdi e originali: lo slogan di Iris non a caso recita “Find Music In Everything”.

Ma come funziona?
IRIS dispone di tre slot sample. In ognuno di questi slot può essere caricato tramite drag&drop o browsing un file .wav o .aiff. Questi file sample possono esssere visualizzati nell’interfaccia in dissolvenza continua in due modi, o con la solita grafica di forma d’onda o come spettrogramma. Questa grafica mostra dal basso all’alto la gamma di frequenze e da sinsistra ad a destra il tempo. Inizialmente questo tipo di combinazione risulta un po’ irritante, non essendoci abituati, ma già dopo poco tempo si impara ad apprezzare questo modo di visualizzazione che permette di capire con un colpo d’occhio editing anche complessi.
Come già detto gli utensili (tools) per l’elaborazione dei sample assomigliano molto a quelli di Photoshop: di fatti le funzioni Lasso (lazo), Brush (penello), Magic Wand (bacchetta magica), Eraser (gomma) e altri possono essere utilizzati per isolare singole frequenze e combinarle con altri o creare dei disegni ritmici. Con i sample o i segmenti selezionati è possibile creare layer, stack, loop che si possono ascoltare in avanti o anche al contrario. Per fare un esempio: posso miscelare le armoniche di una chitarra acustica assieme al rombo di accensione di una macchina agricola e mettere in loop solo certi segmenti del sample di uno scarico di un water. Non c’è limite alla creatività!
Un quarto slot chiamato “sub” permette di aggiungere una waveform per dare un po’ di rinforzo e “ciccia” alla patch creata. Questa forma d’onda sub può essere scelta tra quelle proposte da iZotope, ovvero sinusoidale, quadra, triangolare, a dente di sega, ma anche rumore rosa e bianco e altri.

Dopo questa prima fase di caricamento dei sample e la loro elaborazione tramite i tools descritti prima, si può valorizzare ulteriormente i suoni creati, lavorando o su gli slot singoli o sul mix globale. Per ogni slot viene messo a disposizione:

  • Solo e Mute
  • il verso di riproduzione del sample: avanti, indietro, avanti e indietro ecc.
  • il modo di sampling a livello d’intonazione: Resample, Fixed e Radius RT (un algoritmo di pitch shifting in tempo reale di iZotope che mantiene la velocità dei sample durante la riproduzione)
  • Retrigger: on/off
  • Tune: regolazione a step di semitoni e fine (a cent)
  • Volume e Pan
  • una curva di inviluppo grafica ADSR = Attack (Attacco), Decay (Decadimento), Sustain (Sostegno), Release (Rilascio).
  • un filtro LFO attivabile con sette forme d’onda
  • nella sezione Master si può decidere se il tipo e la quantità di effetto (Distortion, Chorus Delay, Reverb) viene applicato globalmente a tutti i quattro gli slot contemporaneamente o tramite Send Effects separatamente per ogni singolo slot.

In aggiunta la sezione Filter permette di scegliere tipi di filtri diversi da applicare alla patch, come anche la regolazione di cutoff e risonanza, in più è disponibile anche una curva di inviluppo ADSR attivabile. Oltre gli LFO dei singoli slot vi è anche un Master LFO, per trattare ulteriormente il segnale globale di tutti e quattro gli slot. Un’altra particolarità presenta la funzione chiamato Macro: qui possono essere caricate preset (Styles) di impostazioni di filtri, effetti e LFO. Con il controllo rotativo Loudness si può impostare il volume soggettivo del segnale audio e grazie alla funzione MIDI Learn possono essere assegnati i vari elementi di comando a un Controller esterno.

Ma come suona?
La libreria di suoni messi a disposizione da iZotope è vastissima. Le patch sono ordinate in cartelle (Ambient, Bass, Experimental, Keys, Leads, Pads, Percussive, Retro, Vocal e User) ed è posssibile ascoltare in previw i campioni utilizzati. In particolare i compositori di musica da film o videogames si divertiranno un mondo perchè le possibilità di creare delle atmosfere interessanti sono enormi. Non so chi di voi conosce Omnisphere di Spectrasonic, comunque come sonorità andiamo in quella direzione. Ovviamente si possono fare con IRIS anche dei suoni e timbri “normali”. Nel pacchetto sample da 4 GB vi sono una grande quantità di campionamenti di synth storici molto belli (Moog, Arp Odissey, CS80, Prophet, Jd800 ecc.). Chi non ha voglia di investire tempo nella creazione dei “propri bambini”, può affidarsi tranquillamente ai tantissimi sample e patch veramente belli offerti da iZotope, ma credo che sarebbe un peccato limitarsi ai preset, perchè la vera forza di IRIS sta nella possibilità di potersi creare dei suoni unici, che non ha nessun altro! Grazie alla innovativa procedura “grafica” nella elaborazione di rumori di qualsiasi tipo il fattore divertimento è altissimo e i risultati sonori a dir poco sorprendenti, anche semplicemente disegnando “a caso”(per non usare un’altra parola con la “c” e sempre con quattro lettere).

Ma…in pratica?
In pratica i vostri zii Guido e Luker si sono scelti un uggioso lunedi mattina per girare per Milano con un registratore audio ZOOM H2, campionando una quindicina di rumori diversi, dalla macchina agricola che sistemava il giardino di fronte a casa alla fotocopiatrice del negozio girato l’angolo, dallo stridere dei freni della mia bici al rumore assordante della macchinetta cambia monete del bar. Ovviamente non poteva mancare anche un campionamento in alta definizione dello scarico del water nel bagno del mio studio.
Quindi è scattata la sfida: ognuno con il proprio IRIS nel proprio studio a creare un mini brano di circa un minuto e mezzo.

La prova di Guido Block

Allo Zio Block è venuto l’idea di fare una specie di sigla da telefilm poliziesco.
Ecco il risultato:

Per questo brano ho aperto nella mia DAW ( Nuendo) una decina di istanze di IRIS. Le patch sono per la maggiore parte create con i “nostri” sample più qualche patch modificata della vasta libreria di suoni messi a disposizione da iZotope. La batteria è un groove di Stylus RMX. 
Per l’inizio del brano ho creato una patch con due slot di campioni (scarico water e motore gasando) e una waveform sub (Sine). L’avreste mai detto che questa atmosfera da startrek avesse a che fare con il water del mio studio?
Il suono lead che parte da 0:30 e fatto in maggior parte dai sample della fotocopiatrice e del aspirapolvere che ho pesantemente trattato a livello "grafico" e rifinito con gli effetti a disposizione.
Credo che i campioni del cambia monete e della mia voce si riconoscono abbastanza facilmente.
Per il suono tipo piano con delay ho preso un campione di pianoforte dalla libreria Izotope e lo abbinato al campanello della mia bici.
Il basso è una patch di Izotope, "Squared Wobbler", dove fa da padrone un Minimoog campionato e come waveform sub un’onda quadra. Ho lavorato molto sul glide e ho allargato un po’ l’immagine stereo.

Senza aver letto neanche una riga del manuale (che comunque poi consiglio di consultare per scoprire funzioni poco evidenti e e shortcut utilissimi) sono riuscito dopo un’ora di smarrimento iniziale, a creare da zero dei suoni belli e particolari. Il fatto di poter “disegnare” il suono (nel vero senso della parola) in questo modo per me è rivoluzionario e risulta molto creativo e divertente! Anche se sono un gran "spippolatore" non credo che sarei mai riuscito a fare gli stessi suoni con metodi tradizionali, e sicuramente non in così poco tempo.
Una volta capita la filosofia di progettazione di IRIS il workflow è davvero ottimo. Ci sono delle funzioni veramente preziose, come l’algoritmo di pitch Radius RT o il riconoscimento automatico della root note del sample. L’audio engine suona piuttosto bene.
L’istallazione è stata veramente semplice sia sul mio computer di casa con accesso internet, sia su quello dello studio, con l’autorizzazione offline. A livello di CPU il consumo è abbastanza importante quando si lavora con Radius RT e polifonia elevata, ma con il mio PC quadcore non ho avuto alcun problema.

La prova di Luker

Lo Zio Luker invece ha scelto la direzione opposta rispetto a Guido, che ha sfruttato moltissimo e benissimo le ampie possibilità di Iris come re-sampler.

Il mio brano “Fractal Monster” è un pezzo dubstep sperimentale in cui i suoni campionati sono stati fortemente elaborati e plasmati fino diventare tutt’altro rispetto all’originale. Si perché Iris è forte anche per questo, ha moltissimi strumenti e possibilità di automazione per creare suoni pazzeschi che si evolvono in continuazione.

Parto dall’inizio. Per l’intro ho creato un preset che ho chiamato “Mystic Indian”. La spiegazione di questo bel suono ambient basato su tre layer la potete trovare nella seconda parte del nostro video all’inizio della recensione quindi non mi dilungo oltre.
La creazione del basso in stile dubstep è stata laboriosa. Sono partito dal suono di clacson della mia auto, che ha fornito una solida base tonale, e l’ho movimentato un po’ modulandolo con un LFO in ampiezza. Il suono della bici in frenata mi ha fornito un layer perfetto da modulare in intonazione per una tessitura fluttuante a tutto spettro. Il suono del motore in accelerazione, anche questo modulato in intonazione, ha fornito una timbrica distorta di tipo scratch. Infine ho aggiunto un’immancabile componente sub per le basse con un’onda pulsante e un LFO sul pan stereo.
Un basso super-strutturato e molto dinamico.
Per il primo suono lead ho fatto qualcosa di semplice e ingegnoso al tempo stesso. Ho usato un’onda pulsante per la parte tonale, modulandola in ampiezza per una sensazione di oscillazione ancora maggiore, quindi ho aggiunto il rumore del motore in accensione, ho selezionato solo le alte frequenze, l’ho modulato in ampiezza e poi ho usato un’automazione per farlo continuamente spostare da destra a sinistra sul pan. Mi ricorda un po’ il rumore di una gomma da cancellare che ti passa continuamente davanti. Stranissimo e molto fresh.
Verso la fine del brano c’è anche un altro suono lead che armonizza in modo strano e un po’ ‘malato’ la melodia. Qui ho usato il suono della macchina agricola, estremamente alzato di tonalità per dare una tessitura grind quasi da distorsione. Per la parte più tonale ho usato una combinazione di un suono di organo presente nella libreria dell’Iris e dell’urlo di Guido, entrambi modulati con un LFO in ampiezza. Usando il Voice Mode Legato e la funzione Glide ho ottenuto un suono monofonico che si sposta da una nota all’altra con dei glissando che ricordano un po’ l’effetto dei delay vintage a nastro.
Per la batteria ho usato un preset kit in stile dubstep di Battery 3 di Native Instruments. L’idea iniziale era quella di fare la stessa cosa usando solo l’Iris, sarebbe teoricamente possibile, ma aprire almeno altre 10 istanze di Iris si è rivelato irrealizzabile a causa del consumo di risorse CPU , quindi ho optato per dei campioni già pronti.

Per come la vedo io Iris è uno dei synth più belli e creativi su cui abbia potuto mai mettere le mani. Amo creare le cose da zero, amo avere suoni che nessun altro possiede ed amo poter modificare tutto quello che voglio fino ad ottenere proprio il risultato che avevo in mente. Ebbene se avete pazienza, un po’ di mentalità aperta e una buona dose di creatività Iris vi può portare a cose davvero pazzesche. I due brani, diversissimi, che abbiamo creato io e Guido usando al 90% questo strumento ne sono davvero la prova provata.

Un consiglio finale

Consigliamo a tutti di scaricarsi subito la versione demo di 10 giorni di IRIS e fare qualche esperimento.
Chi avesse voglia poi di farsi già adesso un regalo di Natale può acquistare sul sito di Izotope in offerta il bundle IRIS 5+ con le librerie Glass, Wood, Food, Toys, Voice + la "solita" 4 GB Iris Sound Library, il tutto a poco meno di 250 euro, incluso IVA.

Info: www.izotope.com

    
Luca “Luker” Rossi
 
Redazione ZioMusic.it


Guido Block                
Redazione ZioMusic.it
 

 

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