Recensione: Focusrite ISA Two

Da quando la registrazione audio è entrata nell’era digitale, l’utilizzo di preamplificatori di qualità è diventato sempre più importante, visto che tantissimi studi di registrazione, fanno a meno di un banco analogico o digitale, optando piuttosto per una combinazione di una DAW professionale con convertitori AD/DA di qualità e preamplificatori di alto livello.
Sul mercato si trovano soluzioni per tutti i gusti e portafogli, in particolare nella fascia fino ai 1,000 Euro c’è grande concorrenza. Per emergere da questo mare di prodotti un preamplificatore per avere successo deve mostrare di avere gli attributi a vari livelli. L’azienda inglese Focusrite, con i modelli di preamplificatori  della Serie ISA, oltre ad aver dimostrato di saper costruire prodotti professionali sia a livello sonoro che di manifattura, può vantare anche un nome illustre come designer della primissima versione del preamp “ISA”: un certo Rupert Neve. Nel 1985 su commissione di George Martin [famoso produttore inglese, noto anche come “il quinto Beatle”, ndr], assieme a Focusrite, Neve sviluppò il leggendario channel strip ISA 110, utilizzato nelle consolle „Forte“ e „Studio“. In particolare il cuore di questo tanto desiderato channel strip, il trasformatore di ingresso Lundahl LL1538, era piaciuto a Rupert Neve per il suo suono e lo utilizzò per il design originale dell’ISA 110.
Questo concetto viene riproposto anche nel prodotto che abbiamo in prova ora. L’ISA Two è caratterizzato da due preamplificatori classici Focusrite, basati sul trasformatore Lundahl LL1538.



Impressioni

L’ISA Two offre due mic/line/instrument-preamps nel tipico chassis azzurro-giallo-grigio da 19 pollici con altezza di una unità rack.
La prima cosa che attira l’attenzione è il particolare design della sezione di regolazione del gain. In tutto vengono utilizzati ben tre elementi per la regolazione: inizialmente un piccolo selettore determina il range del commutatore rotativo a quattro scatti, o da 0 a 30 o da 30 a 60 dB. Questi scatti sono a step di 10dB, una risoluzione piuttosto grossolana che poi però può essere regolata in modo molto più fine e preciso con il potenziometro “Trim”, che lavora con segnali mic/line su un range di 0-20 dB (con segnali di strumenti da 10 a 40 dB). 20 dB addizionali sono più che sufficienti per un aggiustamento manuale in tempo reale durante la registrazione, e non troppi per rischiare magari un salto di gain troppo drastico semplicemente girando leggermente il potenziometro in fase di gain riding (= appunto compensare con il potenziometro del gain eventuali sbalzi di dinamica di uno strumento o una voce). In tutto parliamo di 80 dB di guadagno a bassissimo rumore di fondo. Mica noccioline!

Su ogni canale è presente anche un filtro passa alto a frequenza variabile il cui design è rimasto invariato sin dalla sua introduzione nel primo modulo ISA 110 negli anni ’80. Con un’attenuazione di 18dB per ottava, il filtro ha una frequenza di taglio variabile tra 16 e 420Hz (!), selezionabile tramite il grande potenziometro presente sul pannello frontale. Il fatto che la frequenza di taglio arrivi addirittura fino a 420Hz è veramente tanto per un filtro di questo tipo e permette di utilizzarlo non solo per togliere i soliti rumori molesti, ma per dei veri interventi timbrici.

Oltre al filtro ogni canale possiede alimentazione phantom, inversione di fase e insert (!) con accesso dal pannello posteriore. Ognuna di queste funzioni è attivabile e disattivabile dal pannello frontale, con interruttori che si illuminano quando vengono attivati, ben visibili anche nelle regie con luci soffuse.

Un’altra funzione molto preziosa è che le impostazioni di impedenza d’ingresso sono selezionabili. Sono disponibili quattro valori diversi: Low (600 Ω), ISA 110 (1.4 k Ω), Med (2.4 k Ω) e High (6.8 k Ω). L’idea è di garantire un uso sempre ottimale di tutti i tipi di microfoni con impedenze diverse, inclusi i modelli ribbon e vintage. Come l’impedenza di output del microfono può interagire (anche in modo creativo) con l’impedenza di input del preamplificatore microfonico viene spiegato in modo esaustivo nell’ottimo manuale dell’ ISA Two (in lingua inglese, francese e tedesco) a pagina 12, che consiglio a tutti di leggere attentamente. Comunque in linea di massima vale la regola che impostazioni  di valori alti di impedenza di ingresso producono prestazioni del microfono con più volume, ma più piatto su bassi e medie e con un boost sulle frequenze alte, in confronto ai setting con l’impedenza di ingresso bassa, con un output level minore e le basse e medie frequenze enfatizzate.
I preamplificatori tradizionalmente sono costruiti in modo da avere in media una impedenza di ingresso dieci volte più grande del microfono, circa da 1,2 kΩ fino a 2 kΩ. Anche il design dell’ ISA 110 originale seguiva questa convenzione, con una impedenza di ingresso di 1,4 kΩ a 1 kHz, che troviamo anche nell’ISA Two.

Si nota che i progettisti di questo dual mono preamp hanno pensato fortemente a tutti gli user di DAW, perche i LED meter ad 8 segmenti  possono essere calibrati tramite la funzione Peak Meter Calibration sul pannello posteriore (un semplice potenziometro di piccole dimensioni), che permette di allineare il livello di 0 dBFS dei Led meter con quello del convertitore A/D, (scheda audio, DAW) che si sta utilizzando. Così si spiega anche più facilmente la presenza dell’insert, perche posso utilizzare processori esterni prima della conversione A/D, ma comunque controllare il livello del segnale che va al convertitore con i meter dell’ISA Two. Notevole!

Oltre agli ingressi microfonici e ingressi di linea TRS sul pannello posteriore, sono presenti anche due ingressi strumento con accesso diretto dal pannello frontale che fungono anche da entrata quando si vuole usare l’ISA Two in modalità DI, selezionabile dall’ input switch (mic, line o instrument).

Per tutte (ma proprio tutte) le Specifiche Tecniche vi consiglio di consultare sempre il manuale alle pagine 15, 16 e 17.

Comunque dai valori dichiarati del costruttore per il rapporto segnale/rumore (121dB relativo al max output +24 dBu), la distorsione armonica totale + rumore (<0.0007% ad 1 kHz) sull’ingresso microfonico e la estesa risposta in frequenza fa intendere che abbiamo a che fare con un preamplificatore davvero serio.

In prova

Ho potuto testare l’ISA Two per due settimane in tante situazioni diverse. Grazie alle features descritte precedentemente il workflow è veramente ottimo, ma è ovvio che quello che vi/mi interessa di più è…come suona? Da me in studio ho una piccola collezione di preamp: il quattro canali della Prism MMA4, un due canali Telefunken V672 , due moduli 500 API 512C e il channel strip stereo Trident – Series 80, che utilizzo in modo creativo per le più varie applicazioni, perciò ho potuto fare anche qualche confronto.

Beh… per farla breve, l’ISA Two risulta molto trasparente, bilanciato e performante su tutto lo spettro delle frequenze e a tutti i livelli di gain. Significa che colora poco o niente il suono. Descrivendo il comportamento dell’ISA Two sulle medie alte, forse potremmo utilizzare  il termine “nitido”, che però non significa mai in questo caso spiacevolmente tagliente o duro. Le sorgenti vengono semplicemente amplificate in modo pulito. Vuol dire che il carattere viene dato dallo strumento e il microfono, che poi l’ISA Two riesce sempre a valorizzare. Questo vale sia per la sezione di preamplificazione microfonica, che per gli ingressi strumento e linea.

L’ISA Two è una macchina analogica e basta. Qualcuno dirà che si poteva “in più magari mettere un convertitore e/o un uscita digitale di qualsiasi tipo“, ma personalmente ho già dei convertitori belli, a me non servirebbe. Mi piace anche poter usare sempre due canali dello stesso tipo di preamp, perche in studio spesso si ragiona a coppie. A parte gli overhead della batteria, si microfona il rullante sopra e sotto, la cassa dentro e fuori, la chitarra acustica e qualsiasi altro strumento o evento sonoro in stereo, ed è bello avere una vera coppia di preamp energici ma neutrali a disposizione.
I connettori delle entrate di linea bilanciate forse avrebberò potuto essere XLR e non Jack TRS 1/4", ma qui si tratta di trovare proprio il famoso "pelo nell’uovo".

Sample Audio
Come sempre ho preparato qualche sample audio per darvi la possibilità di giudicare con le vostre orecchie. Tutti questi audio samples sono a 24bit, 44.100 Hz e non hanno subito alcun tipo di trattamento dinamico o di equalizzazione. Sono anche a disposizione per il download gratuito.


Qui sono entrato con la chitarra elettrica (una Yamaha Pacifica, tipo Telecaster) direttamente nell’instrument input dell’ISA Two. Nel primo sample l’high-pass filter e spento, nei due seguenti l’hpf è attivato e la frequenza di cut off è impostata prima su 210Hz e poi su 420Hz.


Chitarra amplificata con Mesa Boogie Express e ripreso con Shure SM57, impedenza ingresso microfonico: ISA 110 (1.4 k Ω)


Basso Ibanez RD505 in diretta nell’ingresso strumento.


Synth Roland JX-3P (vero!) in diretta nell’ingresso instrument dell’ISA Two.


Voce ripresa con microfono AKG C414 ULS, impedenza ingresso = ISA 110 (1.4 k Ω)


Voce ripresa con microfono valvolare Brauner Valvet, impedenza ingresso = Low (600 Ω)


Chitarra acustica Yamaha, ripresa in stereo (2 x AKG 414), impedenza ingresso = high


Chitarra acustica Yamaha, ripresa in stereo (2 x AKG 414), impedenza ingresso = low


Grancassa Tama Superstar microfonata all’interno con Audix D6.


Batteria acustica, ripresa overhead x/y stereo (2 x AKG 414),  impedenza input = ISA 110, high pass filter, frequenza cut off = 210 Hz.

In conclusione
Secondo me l’ISA Two è proprio un bella macchina. La progettazione e la manifattura sono di alto livello e si presta per tante applicazioni. Come già detto nella fascia fino alle mille euro vengono offerti tanti preamplificatori e vale la pena di studiare attentamente tutte le offerte, ma chi cerca un preamp trasparente, bilanciato e silenzioso con l’ISA Two va senza dubbio sul sicuro. Il prezzo si aggira intorno agli 850,00 euro (IVA inclusa) che per un preamp due canali di questo livello è veramente ottimo.

Info: www.focusrite.com

Info: www.grisbymusic.it
 


Guido Block                
Redazione ZioMusic.it

 

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