Musica con l’acceleratore?

Prima di arrivare all’editoriale di questa mattina vi ricordo, se non lo avete già notato, che è uscito proprio oggi il secondo capitolo delle nostre AudioLezioni, il cui primo articolo sull’Equalizzazione ha ottenuto un eccellente riscontro invitandoci a fare ancora meglio. In questa seconda AudioLezione vi portiamo nel mondo selvaggio e misterioso della Compressione (Vai all’AudioLezione – Il Compressore).

Una delle più grandi e, per un certo verso, motivate critiche che si fanno spesso alla musica prodotta in questi ultimi anni è di essere poco creativa, poco innovativa. Molti critici dicono che nei migliori dei casi si tratta della semplice ricombinazione di elementi presi dal passato, per il resto si tratta di un vero e proprio ritorno continuo a movimenti e sonorità che hanno già avuto successo e vengono pertanto riproposti a distanza di decenni.

Ecco qualche esempio che mi è venuto in mente mentre cercavo di avvalorare questa tesi.
Amy Winehouse? Provate a sentire Etta James, una canzone su tutte “Something got a hold on me”.
Lady Gaga? La varietà stilistica dei pezzi, certe melodie, il look eccessivo, le coreografie ed il carattere dissacrante di ogni sua mossa a chi non ricordano la Madonna degli anni ’80?
I One Direction? Sentendo “One Thing” ho avuto l’improbabile dejà vu di “I want it that way” dei Backstreet Boys solo in versione più Disney Club e più pompata.
I Modà? Un ritmo pop-rock per rinnovare uno stile da neomelodici napoletani.
Potrei continuare con molti altri esempi ma mi fermo premettendo l’assoluto rispetto per questi artisti che nel loro campo sono sicuramente dei numeri uno.

Non c’è nulla di male nel prendere elementi dal passato rielaborandoli e facendoli propri, si chiama evoluzione. La distorsione sta nella velocità con cui questo processo ha preso a correre negli ultimi anni.
Esasperando. Provate ad immaginare se invece che in milioni di anni le specie nascessero e si estinguessero nel giro di un giorno. Lunedì avremmo solo alghe e verdure miste, martedì vedreste i dinosauri, mercoledì un grosso meteorite darebbe la prima chance ai piccoli mammiferi, giovedì compariremmo noi e domenica chissà cosa ci aspetterebbe. Una settimana d’inferno.
Chi se lo ricorderebbe lo strabiliante metodo di sopravvivenza del camaleonte oppure l’incontrastato dominio dei trilobiti del torbido lunedì notte? Forse nessuno.

Questo music business globale, internauta e digitalissimo sta cambiando moda più velocemente persino delle stagioni. Un’artista o un gruppo hanno bisogno spesso di anni per trovare naturalmente la propria strada in modo originale, a questa velocità nella maggior parte dei casi possono solo prendere in prestito dei vestiti già messi, non conviene farsene uno, tanto domani lo devi cambiare di nuovo.

  
Luca “Luker” Rossi
 
Redazione ZioMusic.it

 

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