Mix moderni e vecchie abitudini

Breve messaggio ‘promozionale’. Oggi esce una nuova bella iniziativa di ZioMusic.it, le Audiolezioni, articoli che vogliono essere un piccolo contributo per imparare qualcosa in più sull’hardware, software e tecniche audio. Ad un formato di facile comprensione, che tuttavia cerca il difficile compromesso dell’essere succintamente completi, abbiamo voluto aggiungere il contributo di grande valore di una serie di esempi audio professionalmente ed appositamente registrati, oltre a consigli di musicisti e fonici professionisti.
Partiamo oggi con l’Equalizzazione, speriamo siate in tanti ad apprezzarle.

Detto questo arrivo al punto del titolo del presente articolo, che parte proprio da una riflessione avvenuta mentre terminavo quanto di cui sopra.
Questa mattina stavo lavorando alla scrivania di una camera d’albergo sul mio piccolissimo portatile ascoltando un pezzo di Michael Jackson, “Black or White”. Dalle piccole casse stereo del mio HP ovviamente non pretendevo prestazioni da monitoring studio però, mosso da curiosità, ho provato a fare lo stesso ascolto dal diffusore del mio iPad. Il risultato, come mi aspettavo, è inevitabilmente molto diverso, quasi incomparabile, anche se ancora mi chiedo come l’iPad in così poco spazio riesca a suonare davvero accettabile. Proseguo nell’esperimento. Ho provato a fare questa comparazione con diversi pezzi, arrivando a pezzi anche molto recenti e ritenuti degli ottimi mix.

   

Il risultato finale, molto empirico e che non vuole per altro essere uno studio scientifico della cosa, è che l’ascolto di un pezzo di Michael Jackson risulta quasi più piacevole dall’iPad o dal portatile rispetto ad un pezzo moderno come potrebbe essere un analogo brano pop come “Tik Tok” di Ke$ha.
Se un pezzo di Michael Jackson degli anni ’90 poteva avere come riferimento consumer l’ascolto su un normale stereo di casa o una radio mono, un pezzo di oggi è molto più probabile che venga ascoltato da un iPod con cuffie, su un portatile da casse non certo ideali, o da un tablet da uno speaker ancora difficilmente catalogabile.

Voglio decisamente dribblare tutti coloro che certamente ora mi staranno criticando perchè ascolto la musica in questo modo. Sono un musicista, e mi porto anche in aereo le mie cuffie pro KRK KNS-8400, però tutti noi sappiamo che non è spesso possibile o che la maggior parte della gente ascolta la musica nelle situazioni più disparate e ‘disperate’.

Per decenni tra i fonici sono state tessute le lodi delle famose casse Yamaha NS-10, casse nate con un indirizzo hi-fi poi dirottate quasi esclusivamente verso il monitoring ed usate da anni come riferimento sicuro per accertarsi che un mix suoni bene ovunque. Altrettante case hanno costruito, e costruiscono, monitor di riferimento sulla stessa linea, o cercando ancora di emulare il famoso ascolto da radio mono.
E’ ancora del tutto attuale un ragionamento di questo tipo? Se probabilmente pochi fonici attenti si sono già adattati studiando soluzioni personali per stare al passo con i tempi, l’industria musicale evidentemente non ha ancora recepito il problema.
Forse per la musica di oggi i riferimenti di ieri non sono più adeguati?

E’ un discorso aperto a chiunque volesse contribuire, che riguarda una patologica riduzione di qualità dell’ascolto che porta nuove necessità e problemi da considerare. Sono certo pure che qualcuno molto attento porterà come causa di quanto ho detto l’ormai famosa “loudness war”.
Sarebbe molto bello poter scrivere tra qualche giorno un articolo con diverse opinioni motivate, portate da musicisti come me ma anche da ingegneri del suono, ingegneri costruttori, produttori e semplici appassionati.

  
Luca “Luker” Rossi
 
Redazione ZioMusic.it

 

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