Bruce Springsteen e la quinta dimensione del rock

Il rock&roll ha praticamente i suoi stessi anni, ed è forse questa una delle ragioni che fa di Bruce Springsteen una delle incarnazioni migliori di questo genere musicale che ha attraversato tutta la seconda metà del secolo scorso per approdare nel nuovo millennio pieno di buoni propositi ma senza una vera stella polare da seguire. E allora ci rimangono le vecchie glorie, come Springsteen, che però nel suo caso sanno raccontare il mondo meglio di molti giovani, e per un artista raccontare bene non significa per forza attenersi alla realtà ma riuscire a condividere le proprie visioni facendosi capire dagli altri.

Bruce Springsteen, che in questo periodo di crisi del rock nelle classifiche di tutto il mondo rappresenta quella vecchia guardia ancora ai vertici nella musica live, ha saputo sviluppare ed evolvere una forma di musica live adatta ai nostri tempi, una musica live che non è intima, non è autoreferenziale, è invece sociale, fatta per migliaia di persone da migliaia di persone. Non dobbiamo dimenticarci che viviamo nell’era dei social network e della condivisione globale. I suoi eventi hanno infatti qualcosa di catalizzatore, una forma di rock difficile da immaginare in un piccolo club o in un teatro, ma che diventa magica quando migliaia di voci, corpi ed anime vi si concentrano tutte assieme.

Quando un artista diventa così grande, così venerato ed intoccabile è fin troppo facile cadere nel distacco, nella tentazione di diventare divi che prestano la propria musica a folle di fans adoranti. Bruce Springsteen invece è un musicista che ha capito che anche la musica è cambiata, cambiando anche quelle canzoni che arrivano da lontano. Perchè uno dei maggiori pregi di Springsteen è sempre stato quello di parlare a tutti parlando di se, interpretando innanzitutto i pensieri della sua generazione, quella che è cresciuta con lui, e poi attraverso la sua semplicità dare la possibilità alle generazioni successive di entrare anch’esse nel suo mondo.

Arrivato a sessant’anni è riuscito ad interpretare non solo i sogni, infranti e non, dei giovani di oggi ma anche il loro modo di condividere e comunicare con la musica. Il concerto di Milano di qualche giorno fa ne è l’ennesima dimostrazione, una festa della musica che festeggia più il pubblico che l’artista, un fenomeno di massa come pochi altri. Senza la sua caratteristica sociale non sarebbe lo stesso.
La quinta dimensione. Oltre a vivere in un luogo e momento preciso nello spazio e nel tempo, questi eventi vivono sulla rete attraverso milioni di connessioni, centinaia di milioni di persone che vivono frammenti e ricevono immagini, rivivono e si connettono all’artista non direttamente ma attraverso la mediazione di altri individui. Ogni individuo lascia qualcosa di se nella trasmissione delle sue esperienze, ed è qui che volevo arrivare, questa è la musica live del nuovo millennio, un’esperienza che va oltre l’artista e cresce grazie al pubblico prima e dopo l’evento, nella quinta dimensione.

 
Luca “Luker” Rossi

Redazione ZioMusic.it

 

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