Un tranquillo sabato sera di ‘paura’

Come si trasforma un sabato sera in un tranquillo weekend di paura? Presto detto: basta non avere impegni, accendere la televisione per guardare un film ed assolutamente per caso finire magneticamente catturato da uno degli eventi musicali più assurdi ed involontariamente comici dell’anno, l’Eurovision Song Contest 2012.

Per anni la Rai non aveva nemmeno più dato lo spazio in palinsesto a questa manifestazione canora europea, considerata a torto, o forse più probabilmente a ragione, un concorso poco valido dal punto di vista musicale. L’anno passato invece l’italiano Raphael Gualazzi, musicista jazz-pop dal grande talento, aveva partecipato ed inaspettatamente sfiorato la vittoria dietro all’Azerbaijan. Questo fatto ha riportato quel tanto di interesse che è bastato a riportare l’evento in diretta eurovisione su Rai Due ieri sera.

Quest’anno la nostra rappresentate era Nina Zilli, giustamente considerata tra le favorite con la sua canzone “L’amore è femmina”. Nina ha cantato perfettamente, dimostrando di essersi meritata il favore dei pronostici, ed anche io che nel frattempo ero catturato da altri ilari pensieri che dirò poi, avevo quasi dato per scontata la sua vittoria, o quanto meno un piazzamento sul podio. Purtroppo invece si è classificata solo decima.

L’altra parte della storia è che il sottoscritto dopo soli dieci minuti dell’ESC 2012 azero (tenutosi a Baku, in Azerbaijan) non è più riuscito a scollarsi dal televisore, quasi con le lacrime agli occhi dal ridere ed incredulo che potesse esistere davvero una manifestazione canora del genere. E per fortuna che esiste!
Se non lo conoscete dovete sapere che questo concorso raramente rappresenta davvero la musica di ciascuna delle 27 nazioni in gara. E’ però uno show di portata gigantesca, con oltre 130 milioni di spettatori, con ottimi cantanti alternati a picchi di comicità involontaria che rendono il tutto quasi surreale.

E’ inutile tentare di farne una cronaca, sull’ottimo sito della manifestazione potete rivedere tutte le esibizioni (www.eurovision.tv). Se inizialmente mi ero promesso di guardare solo i primi 10-15 minuti della serata, commentata in modo azzeccatissimo e leggero dai due conduttori radiofonici Filippo Solibello e Marco Ardemagni, appena sono scesi in campo gli anacronistici ungheresi Compact Disco ho capito che dovevo approfondire. Con l’esibizione romantico-acrobatica del lituano Donny Montell e la sua ammiccante “Love is blind” ho capito che non sarei riuscito a cambiare canale così presto, ma l’arrivo delle fenomenali vecchiette russe mezze sdentate, le Buranovskie Babuški con il loro pezzo disco-folk “Party for Everybody” ha definitivamente vinto ogni mio tentativo di allontanarmi. Vi svelo subito che questo pezzo è poi arrivato sul podio, e avete già capito tutto.

Punte massime di trash televisivo e canoro sono state raggiunte anche durante le seguenti esibizioni: l’estone Ott Lepland con la sua “Kuula”, canzone d’amore alla Albano che per noi italiani suona molto diversa dalle intenzioni originali; la rumena Mandinga (anche qui, già il nome…) con “Zaleilah”, chissà perchè cantata in spagnolo con ballerini cubani al seguito; il turco Can Bonomo con “Love me back” ed il moldavo Pasha Parfeny con “Lăutar” con due coreografie che varrebbero come prova per l’infermità mentale; infine i miei beniamini assoluti, gli irlandesi Jedward con “Waterline”, talmente fuori scala nel ‘trashometro’ che andavano puniti con la vittoria finale.

Alla fine l’ha spuntata la Svezia con la cantante Loreen e la canzone “Euphoria”, che ricorda le frequentazioni tecno di Bjork. Non male devo ammettere nonostante l’incomprensibile mix coreografico di mosse tarantolate, capoeira e un ballerino alla Mister T. In Svezia questa manifestazione è davvero un evento nazionale e l’anno prossimo non potremo certo perderci l’edizione 2013 organizzata in terra scandinava.

Una piccola lezione noi italiani ce la prendiamo però anche da questo Eurovision Song Contest. Un festival con una produzione ed una struttura di livello incredibilmente alto che soprattutto mette al centro di tutto le canzoni e solo le canzoni per quanto discutibili. Il nostro intoccabile Sanremo invece ogni anno riesce nel difficile compito di allontanarsi sempre di più dal vero scopo di promuovere la musica del nostro paese.
 

 
Luca “Luker” Rossi

Redazione ZioMusic.it

 

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