NAMM Musikmesse Russia: buona la prima?

Molta era la curiosità del mercato per il primo esperimento di fiera del mercato musicale, audio e luci professionali in Russia, NAMM Musikmesse Russia, tenutasi a Mosca dal 16 al 19 maggio.
In un periodo certamente critico per l’economia mondiale questa fiera è nata per aprirsi a nuovi mercati dall’unione di due giganti dell’organizzazione fieristica mondiale, NAMM e Musikmesse (Prolight + Sound compreso), rispettivamente le due società organizzatrici delle due maggiori fiere musicali al mondo, la prima a Los Angeles, USA, la seconda a Francoforte, Germania.

Com’è andata dunque? I dati ufficiali divulgati dopo la fine dell’evento parlano di 190 compagnie partecipanti da 18 paesi. Il risultato in fatto di visitatori è stato, secondo l’organizzazione, sopra le aspettative, attestandosi ad un totale di 6275 spettatori (Qui il link al comunicato ufficiale).
Mi fermo qui nella citazione di dati da comunicato stampa per passare al significato che questi possono avere.

Le 190 compagnie sono certamente un buon numero, segno di una certa fiducia e di un’aspettativa medio-alta delle aziende rispetto a questo nuovo possibile mercato. Queste aspettative a dire la verità, proprio per la natura del periodo che stiamo vivendo, non nascono nella maggior parte da un vero ottimismo imprenditoriale, bensì dalla speranza che si possa compensare il calo dei mercati occidentali con quelli orientali o medio-orientali. Questo ragionamento è in parte comprensibile e condivisibile, anche se la tentazione di trasportare i nostri modelli di mercato tali e quali in realtà molto lontane potrebbe scontrarsi con uno stato dei fatti molto diverso.

A questo mi riferisco quando leggo il numero totale di visitatori della manifestazione, poco più di 6 mila visitatori. Se prendiamo e diamo per scontato l’uso del metro abbondante e generoso universalmente utilizzato dagli organizzatori di questi eventi, le 6 mila presenze non sono poi da vedere in modo altrettanto generoso. Sarebbe impietoso e sbagliato confrontarle con le oltre 91 mila del NAMM di Los Angeles 2012 o le circa 70 mila della fiera di Francoforte sempre di quest’anno. Tuttavia dobbiamo trovare un metodo di valutazione se si vuole capire, e allora cerco di trovarlo nelle nostrane vicende, drammatiche vicende fieristiche italiane che hanno visto la cancellazione del Music Italy Show 2012.

Il MIS 2010 dichiarò una presenza di pubblico di oltre 21 mila spettatori, il vecchio appuntamento del DISMA poteva contare su un numero variabile che oltrepassava però le 40 mila presenze. Di fatto il MIS 2010 rappresentava una sorta di ripartenza, un appuntamento nuovo, dopo tre anni di stop. Per la prima fiera russa di questo livello, realizzata in una grande capitale come Mosca, in un mercato emergente e accreditato di grandi capitali ed enormi potenzialità, forse questo numero di 6 mila e passa non è così positivo come si vorrebbe far apparire. Si tratta di un numero di presenze comparabili con le piccole fiere di settore del nostro paese come potrebbe essere la vitale fiera del pianoforte di Cremona.

In chiusura bisogna certo dire, ed è quello che risponderebbero certamente gli organizzatori di NAMM Musikmesse Russia, che questa prima fiera è un seme, o forse un primo germoglio nato da una terra ancora da coltivare. Una terra forse non così fertile come si pensava.
Ovviamente voglio comunque invitare, ed invitarmi, ad una certa cautela. Se questi ragionamenti rimangono comunque validi, è necessario almeno attendere la seconda edizione per poter tracciare una tendenza e capire se la crescita sarà esponenziale, come organizzatori e operatori si auspicano dopo questa falsa partenza, oppure lenta e lineare. In quest’ultimo caso vuol dire che c’è ancora molto terreno da dissodare.

 

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