Nel 2012 torna a crescere la musica live

Come ogni anno gli operatori del settore, per tastare il polso e verificare la salute della musica live nel mondo, attendono i risultati del primo quarto pubblicati da Live Nation, il più grande operatore al mondo nel campo del management e della musica live con un fatturato dichiarato nel 2011 di 868 milioni di euro.
Quest’anno pare che i dati diano ragione a chi aveva, nel pessimo clima del 2011, mantenuto un certo ottimismo per l’anno a venire. E’ stata registrata una crescita media del 23% nella vendita dei biglietti.

Il dato disaggregato ci dice che è il Nord America, come spesso capita, a capitanare questo movimento di ripresa, con il 25% in più rispetto al 2011, mentre il resto del mondo si difende comunque con una media positiva solo poco più bassa, un più 19%.
Il primo commento immediato è certamente di sollievo per un’industria che in questi anni di crisi sta sicuramente soffrendo molto. Certamente i pessimi risultati del 2011 avevano risentito di due fattori fortemente psicologici, sia dal punto di vista di molte band, che avevano preferito non rischiare tour eccessivamente lunghi e costosi, con meno tappe e tagliando spesso interi continenti, per timore di vendite scarse dovute alla crisi; sia dal punto di vista del pubblico che ha certamente ridotto la quota di spesa dedicata al divertimento in generale. Nel 2012, nonostante questa benedetta crisi morda ancora forte, questo fattore è stato certamente normalizzato e, accusato il colpo, si è ricominciato a fare piani con termini più lunghi degli anni passati, il che ha contribuito a far girare di nuovo gli ingranaggi a livello globale.

Questa notizia non può che farci contenti, visto che solitamente l’Italia è un paese che non anticipa ma segue l’andamento generale con circa 6-12 mesi di ritardo rispetto ai paesi leader nella musica live. E’ quindi auspicabile una ripresa moderata ma con un trend positivo stabile per la fine 2012 e, si spera visto che sono solo previsioni, per tutto il 2013.

Nel nostro paese la musica live, lo possiamo dire senza temere di essere smentiti, sta passando uno dei periodi peggiori da molti anni a questa parte. Questo 2012 vede una certa ripresa nei grandi tour e grandi eventi, mentre per i piccoli e medi eventi la situazione è ancora critica. Dopo molte chiusure di locali, anche storici della musica live, negli anni passati, ora il trend generale è quello di una riduzione drastica della spesa da parte dei proprietari di piccoli-medi locali. Questo è un fatto naturale, poiché la gente ora preferisce spendere, a volte anche molto, per i grandi eventi piuttosto che per le band locali o di fascia media. Tuttavia potrebbe essere un buon segno di lenta ripresa, anche considerando una certa voglia della gente di alleggerire il morale da un clima economico, politico e sociale decisamente pesante.

Tirare a campare con gli avanzi può aiutare a passare la nottata ma si arriva al mattino a pezzi e si resta a terra due giorni poi. La gente ha voglia di musica live, lo si percepisce ora più di prima. Quindi coloro che sanno investire, bene e con un po’ di coraggio, in questo momento critico, si troveranno in pole position quando i tempi si faranno migliori.

 
Luca “Luker” Rossi

Redazione ZioMusic.it

 

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