NAMM 2012 – Giorno Due

 

Il secondo giorno della fiera californiana del NAMM ci ha davvero consumato le suole delle scarpe. Senza accorgersene si fanno chilometri e chilometri su e giù per i padiglioni. Devo dire che quest’anno, muniti di due iPad, con l’applicazione sviluppata dal NAMM stesso abbiamo potuto organizzare tutto molto meglio. Le mappe interattive, le schede appuntamenti e la possibilità di evidenziare gli stand da vedere e quelli già visitati hanno fatto la differenza per noi.
Nonostante questo bel passo avanti tecnologico, che consiglierei a qualsiasi fiera di imitare pari pari, i prodotti visti e da vedere ancora sono davvero tantissimi.

Il NAMM 2012 è una fiera che se non segna una ‘rinascita’ annuncia una certa ripresa, cosa che speriamo possa avvenire anche per il nostro Paese, anche se ci sono segnali non certo confortanti.
Cominciamo subito a vedere le cose migliori viste oggi ed i prodotti che secondo noi meritano un commento o un encomio.
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Stand Behringer

E’ più facile dire cosa Behringer non fa, piuttosto che descrivere tutte le novità che il marchio dell’ “orecchio giallo” ha portato al NAMM. La parola d’ordine è sempre “prezzi bassi”, anche se questo vuol dire a volte fare dei prodotti non proprio convincenti. In alcuni casi la produzione cinese non porta gravi perdite di qualità, in altri la differenza con la concorrenza si vede. E’ il caso della linea DJ di Behringer, sulla carta molto completa, super competitiva nei prezzi e aggressiva nel seguire a ruota marchi come Native Instruments, Numark, Alesis e Reloop, ma nella sostanza ci sono cose negative evidenti anche ad un profano come me: pulsanti molto secchi ed a scatto, fader non proprio stabilissimi ed un design un po’ piatto.

Di Behringer però vogliamo premiare il nuovo sistema di personal mixing Powerplay 16, con cui sul palco ogni membro della band si può fare il proprio mix nei monitor a 16 canali. E’ un prodotto che sta diventando molto comune ma questo di Behringer costa di meno, è semplice e sembra fare tutto quello che promette in modo affidabile.

Sorprendentemente grande, potente e accattivante l’idea dell’iNuke Boom. Costo 30 mila euro, 10 mila Watt di potenza ed una sola connessione, un dock per iPad, iPhone o iPod. Sembra una trovata molto commerciale, ma i product specialist Behringer ci assicurano di aver già ricevuto diversi ordini da locali e service.

Stand Ibanez

Di Ibanez abbiamo scritto non più tardi di qualche giorno fa riguardo alle ben 28 nuove chitarre in uscita nei prossimi mesi. C’è un’intera schiera di RG, compresa la riedizione delle serie fluo che si illuminano al buio se illuminate con neon ultravioletti.
Il mercato americano avrà delle chitarre dedicate che in Europa non arriveranno, o arriveranno modificate soprattutto a livello di configurazione dei pickup.
E’ davvero inutile ripeterci rispetto allo scorso articoli, possiamo però segnalare un paio di modelli di chitarre e bassi che ci sono piaciuti di più.

Tra i bassi direi l’SDB2WHF, 4 corde con una silouhette molto accattivante, non aggressiva in modo eccessivo ma sicuramente non anonima. Molto belli, con l’elegante finitura naturale e gli strati del body sinuosamente in vista, i bassi SR4XXV e SR5XXV, fabbricati per celebrarne il venticinquesimo anniversario.

Per quanto riguarda le chitarre. A parte le RG fluo, anch’esse riproposte in occasione del XXV anniversario della serie c’è da segnalare la Steve Vai Jem Evo. Già perchè la RG come la conosciamo in verità viene dal virtuoso Steve. Questa versione in riproduzione fedelissima che vale oltre 10 mila dollari  è stata costruita in pochi esemplari che riportano tutti i dettagli, graffi e usura comprese, dell’originale EVO, una delle chitarre più famose ed amate al mondo. Vorrei poter parlare anche della nuova Ibanez George Benson ma dovremo aspettare fino a domani quando si terrà una speciale conferenza stampa per presentare proprio questo modello.

Stand Numark

Come detto nel nostro video di fine giornata una delle cose più interessanti ed importanti del settore DJ è l’uscita di questo nuovo controller, l’iDJ Pro, di Numark. Un controller che integra l’iPad, che ormai è come il prezzemolo, in un setup da DJ professionale. Questo potrebbe decretare definitivamente il successo di questa tendenza di utilizzo integrato del tablet Apple. E’ certamente una moda, ma la possibilità di usare diverse app, la possibilità di aggiornare continuamente i software e le potenzialità di un touch-screen prodigioso sono convinto che faranno la differenza.
Nota negativa è certo il fatto di averlo solo potuto vedere in una teca, chiusa e sigillata. Una tendenza, questa di portare prodotti non finiti che non si possono provare, che non ci piace e non ci convince.

Stand Alesis

Registriamo il ritorno, dopo che l’anno scorso Roland ci aveva provato con il Lucina, delle keytar in stile anni ’80. Alesis porta come novità la Vortex, una keytar che gode delle tecnologie moderne e credo che non pochi tastieristi vorranno provare di nuovo l’ebrezza di spararsi un assolo spalla a spalla con un chitarrista. Unisce suoni synth, pad per campioni di batteria e qualsiasi altra cosa si voglia lanciare anche via MIDI. Il tutto alimentato e controllato anche via USB, una prima assoluta che garantisce un’interazione senza precedenti con pc e mac e qualsiasi software di registrazione, strumenti virtuali e chi più ne ha più ne metta.

Sempre sul fronte ‘utilizziamo l’iPad per qualsiasi cosa’ Alesis, dopo l’iO Dock, fa uscire anche AMP Dock, una pedaliera per chitarra con stompbox virtuali, e DM Dock che invece è dedicato alle batterie virtuali. Tutti questi prodotti vanno provati e guardati con un po’ più di attenzione, poiché se ora l’eccitazione di usare l’iPad in qualsiasi campo fa sembrare tutto facile e bellissimo, potrebbe nascondere degli aspetti negativi che si possono valutare solo con un uso sul campo.

Stand Blackstar

Una piccola capatina nel mondo dell’amplificazione per chitarra, che vedremo poi domani in modo più approfondito, per citare la bella linea di pedali valvolari di Blackstar. I modelli coprono più o meno tutte le tipologie più utilizzate di distorsori ed effetti. La cosa più importante è che, ad una prima impressione, suonano veramente bene. Non so se l’intervento della valvola sia decisivo ma poco importa, quel che conta in fondo è il suono.

Stand Korg

Di Korg ci è piaciuta la nanoSeries2, tre piccoli controller dall’aspetto non troppo attraente devo dire che però costano poco, sono leggerissimi, portatili e sono molto responsivi sotto le mani. Ammetto di averci giocato un po’ e di essermi molto divertito. I pad sono di qualità, i fader un po’ meno. Il software ce lo mettete voi e sarà quello a fare la differenza.

Mi sono anche molto divertito con i Vocoder di Korg. Soprattutto il micro Korg synthetizer/vocoder mi ha lasciato basito per la facilità con cui si possono ottenere effetti sulla voce una volta possibili solo con macchine più importanti e costose. Non avranno un grande mercato ma sono da provare assolutamente.

Stand Clavia

Abbiamo già detto qualcosa nelle nostre news di Clavia, vederle i prodotti dal vivo, e sentirli dal vivo, però è un’altra cosa sinceramente.
Il Nord Piano 2 sarà certamente un successo, sono le cose che riescono meglio a Clavia, dare il massimo a pianisti e tastieristi che si aspettano il massimo e non hanno paura di spendere molto.
Un po’ diverso è il discorso per l’organo digitale Nord C20. Dedicato agli amanti di organo Hammond ma anche ai luoghi di culto, un mercato sempre florido, come abbiamo avuto modo di capire qualche tempo fa. Le drawabar fisiche sono un’ottima pensata, per un mercato che tutt’ora, nonostante la rivoluzione digitale, rimane molto legato al passato.

Un discorso a se merita il Nord Drum, un prodotto con cui Clavia esce dal suo solito tracciato per sperimentare strade mai battute. Un modulo synth/expander per batteria elettronica che punta a creare i suoni del futuro. Si libera in un certo senso dalla schiavitù dei campioni multi-layer per andare a creare suoni, su 4 canali, creati via sintesi analogica. Questo permette di sperimentare timbri davvero innovativi e talvolta stranissimi da sentire su una batteria. Se riuscirà a prendere piede potrebbe diventare davvero un prodotto di grande tendenza. Uno di quelli che rimangono nel tempo.

Stand Tascam

Anche Tascam cavalca l’onda dei dispositivi iOS. iXZ è un’interfaccia per iPad/iPhone ad un canale. Si può entrare con un microfono via XLR, phantom compresa, o con una chitarra/basso e un jack da 1/4”. E’ l’ennesima interfaccia di questo tipo, ne abbiamo viste una decina solo oggi.

Stesso discorso per il Tascam iU2, un’interfaccia MIDI per usare tutte quelle applicazioni tipo Sampletank che permettono di usare una master keyboard esterna e un iPad/iPhone per avere tutti i suoni che si vuole.

Stand Studiologic

Non me la aspettavo questa uscita. Studiologic è un marchio di altissimo livello, amato da molti tastieristi di fama mondiale, uno su tutti quello che è forse al momento il più grande organista moderno vivente, Joey DeFrancesco. Ora però Studiologic se ne esce con Sledge, un synth mezzo analogico, con tre oscillatori, e mezzo digitale, con preset, effetti e filtri di ultima generazione. Mi sono appassionato al suono molto organico ed alle possibilità sonore di questo synth. I synth professionali di questo livello sono molto utilizzati in studio oggi, per creare tappeti nei pezzi pop, per le linee nei pezzi dance ed electro-pop di ultima generazione.Ha tre oscillatori indipendenti, due LFO per la modulazione, effetti e una schiera di controlli da passarci almeno mezza giornata per capirne in fondo le potenzialità.
Il colore giallo contribuisce a rendermelo ancora più attraente.

Stand RME

Se dovessi eleggere, ma non lo faremo, il prodotto migliore visto oggi, probabilmente sceglierei questa RME Fireface UCX, un’interfaccia audio per la registrazione a 8 canali effettivi compatibile anche, manco a dirlo, con i dispositivi iOS. Grazie ad alcune applicazioni sarà possibile registrare fino a 8 tracce contemporaneamente su iPad. Questo apre un mondo di possibilità inesplorate per il tablet Apple, lo trasforma in vero studio portatile, poiché 8 canali iniziano ad essere sufficienti anche per un’intera band. Poiché si può usare anche stand-alone come mixer live, ha davvero un potenziale superiore.

 

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

 

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