Discografia: la crisi, il monopoli e cauti ottimismi

Per la discografia quello che arriva in queste settimane che precedono il Natale è il periodo più importante dell’anno. Il cosiddetto quarto quarto, stimolato dalla sempre più precoce magia natalizia, dai regali e dalla voglia di concedersi qualcosa in più rispetto al resto dell’anno, è quello che può far la differenza tra un’annata scarsa ed una ottima. Per questo motivo in questi giorni tutti gli operatori si stanno interrogando, o si affidano più prontamente a sondaggi e indagini di mercato, su quello che sarà il risultato di questo fine 2011.

L’erosione delle vendite dei supporti fisici, non ancora del tutto compensate dai download legali a pagamento, ha reso fragile l’industria della musica, rendendola incapace nel giro di soli 10 anni di fare progetti a lungo periodo come in passato. Per questo motivo le prospettive di un buon quarto quarto, come si legge dai sondaggi più cauti ma credibili, sono strettamente legate a quello che succederà nel prossimo 2012 nel mondo della musica.
Questa ‘erosione’ esattamente come un fenomeno carsico ha creato un vuoto reale sotto un terreno che è solo apparentemente solido, che permette ancora ad alcuni di mostrare la bella faccia del music business, fatto di star e di lustrini, di eccessi e di manifestazioni ormai completamente autoreferenziali. Un business che però si è drammaticamente ridimensionato generando a volte scene grottesche da impero decadente.

La fibrillazione di questi giorni però non è soltanto un gioco di società periodico in cui ogni volta che si passa dal via, ogni Natale, si incassa automaticamente e se un anno si pesca l’imprevisto che ci fa andare in prigione senza passare dal via pazienza, sarà per il prossimo anno. Questo gioco vede coinvolte migliaia di persone e migliaia di famiglie che pian piano vedono il loro futuro dipendere da scelte sempre più a breve termine, scelte spesso discutibili, basate su compravendite d’affari che assomigliano si, questa volta, più al gioco del Monopoli che alla vita reale.

I sondaggi di Nielsen Soundscan sul mercato americano, che tanto per cambiare è quello che poi guida nella maggior parte dei casi il trend mondiale, dicono che se queste vacanze natalizie porteranno avanti il trend rilevato in questo fine settimana, il weekend del Thanksgiving, l’anno chiuderà in positivo per la prima volta dal 2004, chiudendo forse il periodo storico di maggior trend negativo dal dopo-guerra.
Gartner Inc., altra importante società di rilevamento, consolida la fiducia verso questo trend con l’ultima proiezione disponibile sul fatturato mondiale della musica digitale per il 2011, 6.3 miliardi di dollari contro i 5.9 del 2010. Il mercato mondiale dei formati fisici, sostanzialmente i CD e DVD musicali e poco altro, invece ha visto il 2010 chiudere con 15 miliardi di dollari ed ha una proiezione di circa 10 miliardi per il 2015, anno in cui il digitale sarebbe atteso a fatturare una cifra di circa 7.7 miliardi di dollari.

Come si vede la compensazione del fatturato del digitale non è proprio dietro l’angolo, si parla ancora di 5 anni o forse più per raggiungere un pareggio con i CD e DVD, anni in cui il totale tuttavia non è destinato a salire di molto poiché il trend decisamente positivo dei download sarà parzialmente o totalmente compensato dal crollo verticale dei CD sempre che non succedano fenomeni imprevisti, positivi o negativi.

In questo periodo di transizione qualcuno, anche qualche pezzo grosso probabilmente, durante il cammino cadrà inevitabilmente negli inghiottitoi insidiosi di cui è disseminata questa sottile strada pericolante.
Sono fortemente sconsigliate limousine e tacchi a spillo.

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

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