Metallica-Lou Reed: avanguardia fine a se stessa

Giusto per introdurre questo articolo a coloro, pochi credo, che non hanno almeno sentito parlare di questo disco, "Lulu", possiamo ricordare la fusione a freddo avvenuta nel 2009 tra i Metallica, la più grande metal band al mondo con oltre 100 milioni di dischi venduti, e Lou Reed, uno dei cantautori più influenti di tutti i tempi.
Molti di voi, che forse avranno visto la puntata di ieri sera dove l’inedito quintetto ha fatto tappa promozionale nel programma "Che Tempo Che Fa" con Fabio Fazio, avranno sentito che in occasione di un concerto assieme per la Rock&Roll Hall of Fame i Metallica espressero il desiderio di suonare ancora con il grande Lou. Lou Reed invece cercava una nuova avventura alla Don Chisciotte, un modo per mettere in musica alcuni testi ispirati al drammaturgo espressionista tedesco Frank Wedekind, e prese come segno del destino la proposta dei quattro bad boys.

E’ stata fin da subito una fusione fredda, quella che appare come una grande invenzione ma poi si rivela un fallimento come molti avevano pronosticato.
Don Chisciotte della Mancia è uno dei più grandi falliti di successo dell’immaginario collettivo, tanto da far diventare espressione comune il ‘lottare contro i mulini a vento’. E qualcosa c’era di follemente eroico in questo disco “Lulu” che aveva trascinato anche me verso un giudizio aprioristicamente favorevole. Diciamolo: i Metallica e Lou Reed possono essere visti come una costata di manzo e un pezzo di cioccolato, è una sfida affascinante farci un piatto di successo.

Come pronosticato, questa fusione non c’è stata. Il disco è già additato come un fallimento di vendite, con circa il 97% di vendite in meno rispetto a “Death Magnetic”, il precedente bel lavoro dei Metallica come band. Solo 15 mila copie nella prima settimana, contro le 490 mila in soli tre giorni di Death Magnetic.
Se però ci fermassimo alle sole vendite sarebbe come ammettere che il mercato decide sempre il giusto e che a tante vendite corrisponde altrettanta qualità. Niente di più falso in molti casi.
La cosa peggiore, per me almeno, è che il disco è davvero brutto. Un disco che spreca la bella idea di unire il suono violento dei Metallica con i testi poetici ma violenti e crudi di Lou Reed e la sua voce totalmente priva di conforto. La spreca con musiche ripetitive, canzoni lunghissime e noiose e un Lou Reed per nulla eccezionale che sembra galleggiare stranito sopra la musica come perso in un mare sconosciuto.

Dobbiamo forse credere che nessuno, veramente nessuno si sia accorto dai demo che il materiale non funzionava? Dobbiamo forse credere che si sia pensato realmente che una grande produzione avrebbe migliorato, rivoltandolo, un pessimo lavoro di base? Io non credo a tutto questo, scusate la malizia, soprattutto quando di mezzo c’è un grande cantautore ed una super-band le cui riunioni sembrano più un consiglio di amministrazione che l’incontro di quattro metallari.
Penso che, come tante cose oggi, anche l’avanguardia sia diventato un brand, un brand da vendere al di là dei contenuti. Fine a se stesso. "La gente lo apprezzerà perché è un’operazione d’avanguardia a cavallo tra passato, presente e futuro", avranno pensato. Una di quelle frasi da ufficio stampa che non vogliono dire assolutamente nulla.

Come la filosofia oggi vende più cioccolatini che libri, forse si è pensato che l’avanguardia, di nome e non di fatto, potesse vendere i dischi in questo momento così confusionario. Almeno per questa volta, fortunatamente no.

Luca “Luker” Rossi

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