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Intervista a Andy Timmons10-06-2010
Chiaccherata con il grande chitarrista americano che strega tutti con il suo tocco espressivo.

 

E' difficile trovare al mondo un musicista che sappia mettere d'accordo praticamente tutti, noi chitarristi poi si sa, siamo una specie particolarmente critica. Andy Timmons, che abbiamo incontrato e intervistato in fiera a Bologna, invece riesce ad uniformare i consensi di tutti.
Non sono ancora riuscito a trovare qualcuno che mi abbia detto apertamente di non apprezzarlo. Sarà la sua tecnica eccezionale, sarà il suo tocco pieno di gusto e di sensibilità, sarà la creatività con cui riesce ad affrontare brani e generi di tutte le epoche e stili, o forse perchè conoscendolo si scopre che dietro al musicista di talento c'è una persona veramente umile e curiosa verso il mondo. Insomma non ci sarebbe bisogno di aggiungere la mia stima personale per un chitarrista che incarna la volontà di fare musica ad altissimo livello ma in modo semplice e spontaneo, ma Andy Timmons oggi è a mio parere una delle massime espressioni artistiche che si possono trovare sulle sei corde elettrificate.

Noi di ZioMusic.it non potevamo quindi lasciarci scappare l'occasione di fare quattro chiacchere con Andy per voi. Nei video un saluto di Andy a tutti voi lettori e, più in basso, il video integrale dell'intervista.
Vi consiglio anche, per chi non li avesse ancora visti, i due nostri super-video di Andy Timmons con i Four Tiles, ribattezzati subito Five Tiles (Link).

ZioMusic: Andy, tu riesci sempre a suonare alla grande praticamente in qualsiasi stile. Qual è il segreto?

Andy: Non c'è una cosa in particolare che mi piace fare più delle altre, quando sento un bel pezzo voglio solo impararlo e capire come suonarlo. Il concetto fondamentale è semplicemente che io suono la chitarra, non importa se è rock, classica o jazz, e quello che mi interessa è riuscire ad esprimermi in quel modo. E' una continua ispirazione perché c'è davvero così tanta musica che non si finisce mai di imparare.

ZioMusic: Quando hai iniziato allora avrai anche tu cominciato a suonare sulle tue canzoni rock preferite?

Andy: Certo. Ho iniziato quando avevo circa 5 anni. Avevo altri 3 fratelli che suonavano la chitarra e praticamente ho imparato tutto ad orecchio fino circa ai 16 anni. Fino a quell'età quindi eravamo solo io e i miei dischi dei Beatles, Kiss, Ted Nugent, Rush, e soprattutto rock&roll anni '70. Così mi sono fatto le ossa.

Andy Timmons sul palco con i Four Tiles, o forse dovremmo dire i Five Tiles.

ZioMusic: Quindi cosa consiglieresti ai giovani chitarristi?

Andy: Certamente quello di ascoltare e suonare i propri pezzi preferiti; è molto importante ti allena l'orecchio. Quando trovi sulla chitarra un accordo del pezzo che ascolti sul tuo mp3, cd o disco, noi li chiamiamo ancora così, si crea una connessione tra il suono che ascolti e quello che stai suonando. A seconda di quello che stai ascoltando vai ad assorbire il feeling di quel tipo di musica o di band. Quando ascoltavo i Kiss era come se io fossi il loro terzo chitarrista, ero nella band [Ride, ndr].
E' un educazione fantastica allenare il proprio orecchio e suonare su sezioni ritmiche di buon livello e quindi trovare anche degli amici con cui suonare assieme quelle cose. Anche questo è importante per condividere le idee, anche se i livelli possono essere diversi si impara sempre qualcosa, perché tutti hanno qualcosa da offrire.

ZioMusic: Per me tu sei uno dei chitarristi che riescono a trasmettere maggiormente emozioni attraverso la chitarra, anche quando suoni veloce. C'è uno modo per esercitare questa capacità?

Andy: E' una bella domanda e non sono del tutto sicuro che esista un percorso preciso ma sicuramente certi elementi vengono dai musicisti che mi hanno influenzato maggiormente. Gente come Steve Lukather, Pat Metheny, Larry Carlton o Robben Ford avevano certe capacità emozionali che ho cercato di inserire più che ho potuto nel mio modo di suonare. Penso però che dipenda anche dal tipo di persona che sei, io sono una persona molto sensibile, forse troppo a volte. Quando sto bene sono veramente al massimo mentre quando sono triste mi sento veramente a terra, la musica è sempre stata il mio conforto, una parte della mia vita.

ZioMusic: Quando hai capito che volevi fare il musicista? Già a 5 anni?

Andy: Sapevo che volevo suonare, ovviamente non sapevo che sarebbe stato il lavoro della mia vita. Quando ho avuto 15 o 16 anni mi è parso molto naturale e ovvio farlo per il resto della vita. In quel momento allora ho iniziato ad andare dai primi insegnanti per approfondire alcuni concetti come la lettura della musica e imparare a suonare in altri stili e generi. Sono sempre stato attratto dal rock fin da quando ero piccolo ma poi ho cominciato ad ascoltare anche musicisti come Joe Pass. Ho capito che leggere la musica era importante se volevo essere come Steve Lukather e suonare negli studi di registrazione. Ho cercato di apprendere più informazioni che potevo.

ZioMusic: Noi di ZioMusic.it abbiamo pubblicato qualche tempo una bella intervista a Steve Lukather e si è rivelato una persona davvero apprezzabile.

Andy: Questo è quello di cui stavo parlando prima. E' un chitarrista molto emozionante perché ha un gran cuore e lo senti quando stai con lui. Non potrebbe essere una persona migliore e si sente dal modo in cui suona.

ZioMusic: Come chitarra suoni solo la tua Ibanez Signature o quando sei in studio usi anche altri modelli?

Andy: La chitarra che mi hai visto suonare oggi è la mia chitarra principale da circa 16 anni, proprio il modello orginale del 1994. Ho anche due modelli delle serie nuove che ho settato in modo differente per altre cose e devo dire che suonano veramente bene. Ibanez ha fatto davvero un gran lavoro per far suonare queste chitarre nel modo giusto. Potevamo anche scegliere di farne una chitarra più economica ma ho pensato che se dovevo avere una chitarra signature in commercio allora doveva essere esattamente come la mia chitarra, altrimenti sarebbe un po' poco onesto.
Ho anche molte altre chitarre, amo le Stratocaster, le Telecaster, le Rickenbacker, le Gretsch, le Gibson perché in studio servono per avere suoni differenti ma quando devo suonare la mia musica torno sempre a quella chitarra, perché è parte del mio modo di suonare e del mio suono.
I dischi su cui sto lavorando in questo momento sono suonati completamente con questa Ibanez AT100 perché è come sentirsi a casa suonandola.

Andy Timmons durante il suo concerto al Mogar Rock Cafe.

ZioMusic: Stai lavorando su qualcosa di nuovo quindi? Tutti vogliono sapere quando uscirà il prossimo disco.

Andy: Presto. Ci sono due dischi su cui stiamo lavorando. Il primo ad essere completo è un album in cui abbiamo riarrangiato pezzi dei Beatles per un power trio, solo chitarra, basso e batteria, niente overdubs. L'idea è nata quando con la mia band live ho iniziato a suonare Strawberry Fields Forever e venne molto bene, riscutendo ottime reazioni dal pubblico. Allora ho cominciato a pensare a quali altri pezzi dei Beatles potevamo suonare. Ora suoniamo l'intero Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dall'inizio alla fine con questo power trio strumentale e come disco dovrebbe uscire entro quest'anno.

ZioMusic: Quindi in questo progetto non canti? Te lo chiedo perché so che canti anche molto bene?

Andy: Forse farò qualcosa di cantato nei prossimi dischi, ho un sacco di canzoni cantate già scritte ma per il momento sono concentrato a far parlare la chitarra.
Poi abbiamo un'altra raccolta di canzoni nuove originali che faranno parte di un disco previsto, credo, in uscita per il prossimo anno.

 

Website: www.andytimmons.com

 

Guido Block
&
Luca "Luke Reds" Rossi
Redazione ZioMusic.it

 

 




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