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Ad Umbria Jazz ho avuto la possibilità di conoscere e di avere come Cicerone uno dei personaggi più importanti e caratteristici per la manifestazione stessa, Angelo Tordini. A detta di Carlo Pagnotta stesso sulle nostre pagine (Link), direttore artistico di UJ, Angelo è da 25 anni un punto cardine dell'organizzazione tecnica di Umbria Jazz, un capo saldo che organizza un grande numero di persone con professionalità e passione, in modo che l'audio che arriva al pubblico sia sempre migliore e impeccabile. Angelo Tordini è però, durante tutto il resto dell'anno, proprietario di Reference Laboratory, azienda italiana che, oltre all'importazione di noti marchi nel campo audio e musicale, fabbrica cavi in Italia e che, puntando su ricerca e sviluppo, ha portato all'ordine del giorno il tema della qualità dei cavi nelle applicazioni musicali.
ZioMusic: Angelo, per cominciare, rivelaci un po' com'è iniziata questa lunga avventura con Umbria Jazz? A.T.: E' iniziato più di 25 anni con l'esigenza dal punto di vista audio per il main stage, dove da sempre si sono svolti i concerti più importanti. Ricordo tra tutti il mitico Joe Zawinul ma potrei citarne moltissimi. Umbria Jazz nacque in un tendone a strisce, come una manifestazione un po' hippy, poi si è trasferito in città man mano che le esigenze ed il pubblico cresceva. Parlando di oggi ci troviamo di fronte all'impegno di tre palchi: Arena Santa Giuliana, i Giardini Carducci e Piazza IV Novembre, in aggiunta ci sono le Berklee Clinics che si svolgono nel centro civico di Sant'Anna. E' importante però specificare che noi non siamo un service, siamo partner tecnico di Umbria Jazz. Io sono un produttore e un importatore che tre settimane all'anno viene a Perugia per valorizzare questo specifico evento e anche per portare agli altri la filosofia e la scommessa che il marchio Reference con i suoi cavi ha voluto fare. This text will be replaced
ZioMusic: Parlando appunto dei vostri cavi e di questa scommessa. Voglio essere un po' impertinente, cosa pensate di avere in più rispetto agli altri produttori di cavi? A.T.: Bene, sarò altrettanto impertinente, noi vogliamo insegnare ai musicisti qual è il vero suono del loro strumento e ai rivenditori e negozianti che vendono i cavi qual è il loro vero mestiere. This text will be replaced
ZioMusic: Per quanto riguarda lo sviluppo dei vostri cavi. Qual è il vostro rapporto con i musicisti che poi li utilizzeranno?
ZioMusic: “100% Made in Italy” sembra essere uno dei motti della vostra azienda.
Nonostante mi abbiano offerto di produrre in Turchia, in Etiopia, in Cina, paesi da cui arriva la stragrande maggioranza dei cavi in commercio, noi manteniamo fede alla nostra esperienza che ci dice che qui in Italia le cose si fanno meglio. Per entrare un momento solo nel dettaglio, l'estrusione in un cavo è il processo fondamentale per il rivestimento, la protezione e la flessibilità. E' come, scusa la metafora casereccia, il ragù della nonna che tutti vogliono copiare e far fare chissà dove, non si può. I nostri prodotti sono tutti custom, con un attenzione ai dettagli che non potremmo mai avere altrove. La scelta e la miscela dei polimeri per l'estrusione necessita di studio e controllo continuo, lo studio dei filler che proteggono il cavo per mantenere inalterate le prestazioni è altrettanto vitale. Ci sono davvero molti dettagli e procedimenti che distinguono un cavo scadente da uno di qualità. ZioMusic: Sappiamo però che quest'anno avete lanciato una novità, proprio in occasione di Umbria Jazz. A.T.: Esatto. Da anni pensavo che anche i chitarristi jazz dovessero avere un cavo che potesse valorizzare il loro modo di suonare. Quest'anno quindi abbiamo prodotto un cavo, per cui Umbria Jazz ci ha concesso il marchio in esclusiva, apposta per questo genere, l'Umbria Jazz Cable. This text will be replaced
ZioMusic: Ora ti faccio la domanda scomoda, quella che un po' tutti si chiederanno perché alla fine i conti si fanno con le risorse che si hanno. Quanto costano i tuoi cavi rispetto a quelli tradizionali generici? A.T.: Un cavo fatto in Cina costa normalmente intorno ai 12 euro. Io però rispetterei la produzione cinese se riuscisse a fare un cavo alla stessa qualità di quelli che faccio io ma con un prezzo minore. Questo non avviene. Io non ce l'ho con i cinesi ma non apprezzo chi propone indiscriminatamente prodotti che non danno garanzia di qualità. This text will be replaced
ZioMusic: Giusto per chiudere puoi dirci due parole del bel concerto di Paolo Conte a cui ho assistito e di cui eravate responsabili per la parte tecnica? This text will be replaced
ZioMusic: Grazie Angelo per questa interessante chiacchierata. A.T.: Grazie a te e a tutti i lettori di ZioMusic, che invito a visitare il nostro sito e a recarsi presso i punti vendita e a 'rompere le scatole' per fare la nostra prova comparata dei cavi, si stupiranno. Info: www.referencelaboratory.com Luca “Luke Reds” Rossi
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