Ciao Toni…

Cari amici, speravo di non dover scrivere questo pezzo, io e molti altri amici e colleghi ci eravamo illusi fino all’ultimo di poter rivedere Toni affaccendato su qualche palco anche in questa timida ed incerta estate.

Toni Soddu, dopo una lunga lotta col solito, maledetto, male incurabile ci ha lasciato questa mattina e con lui se ne va un pezzo della nostra storia.

Ricordare Toni come professionista è quasi superfluo perché in un certo senso questo mondo, il mondo dei “tecnici dello spettacolo”, comincia con lui.
C’era un tempo, molti anni fa, in cui nulla di quello che vediamo ora nei concerti esisteva, ad eccezione di un artista che suonava, qualche microfono, un paio di casse e, quando era giornata fortunata, un mixer con una manciata di canali. Furono proprio Toni e pochi altri capitani di lungo corso che negli anni a venire inventarono e codificarono letteralmente ruoli e mansioni.
Nella sua lunga carriera Toni ha ricoperto diversi compiti salvo poi approdare stabilmente sul palcoscenico dove era universalmente riconosciuto come “il” Direttore di Palco. Un ruolo non semplice dovuto a tempistiche e regole ferree e talvolta complicato dalla stretta vicinanza con gli artisti, non sempre disponibili e affabili. Una mansione in cui, non a caso, Toni ha dato il meglio di sé.
Gli aneddoti in relazione alla sua carriera si sprecherebbero. Io stesso ne vorrei ricordare uno, tra gli altri, molto esemplificativo per inquadrare il personaggio.

Arrivai anni fa al mio primo grande festival come fonico di un artista allora esordiente e, nel momento del load in degli strumenti sul palco, la prima persona che trovai fu proprio Toni Soddu del quale avevo sentito solo parlare. Ci accolse col sorriso, quasi abbracciandoci e dandoci le stesse attenzioni che si davano agli headliner, a noi, 4 pischelli nervosi ed emozionati. Fu proprio grazie a quella rassicurante accoglienza che probabilmente fummo in grado di fare una degna figura…

Da quel giorno ci siamo rivisti moltissime volte, sul lavoro o per mangiare uno spaghetto in amicizia e di lui ricordo sempre e solo l’allegria e la gioia di vivere. A memoria non ho un’immagine sua triste in volto, anche nei momenti di grande stanchezza e difficoltà ha sempre avuto quel suo accattivante e rassicurante sorriso, sempre propositivo e sempre proiettato verso il futuro. Anche ultimamente, per telefono, mi aveva parlato di vederci così che mi potesse parlare di un progetto che aveva in mente e che avrebbe voluto realizzare!

Con lui se ne va un pezzo della mia storia e un pezzo della storia di molti di voi. Senza di Toni se ne va un po’ di quella poesia ed di quel romanticismo che ci hanno fatto scegliere ed amare questo mondo, spesso preferendo una vita “atipica”, frenetica e con poche certezze ad una più comoda e convenzionale.

Con le lacrime agli occhi torniamo a lavorare, più svuotati, meno sognanti ma con la piccola consolazione di tenerci dentro di noi stretti i ricordi che abbiamo del nostro amico, sicuramente felici ed onorati di averlo conosciuto e averci lavorato insieme.

Rilanciamo una sua particolare intervista a Toni su ZioGiorgio realizzata qualche anno fa, una delle tante.

Chi volesse poi lasciare un ricordo può farlo nella sezione commenti qui sotto, sarebbe un gesto apprezzato.

Aldo Chiappini

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