Lo streaming salva l’industria discografica. Terzo anno di crescita

E’ uscito giusto qualche giorno fa il Global Music Report 2018 dell’IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) ed è molto interessante notare che, a differenza di quanto pensano in molti, il mercato discografico per il terzo anno consecutivo risulta in crescita. Una crescita sana, con un convincente +8,1% che ci fa veramente ragionare, poichè quest’industria che diversi esperti davano in declino vale ancora circa 17,3 miliardi di dollari.

L’altro dato importante da registrare è che per il primo anno nella storia della musica i servizi di streaming salgono al primo posto come maggior voce di entrata per questo business. Con 176 milioni di utenti abbonati ai servizi di streaming musicale, questa fetta vale ora il 38,4% del totale con una crescita del 41,1% rispetto all’anno precedente. La vendita fisica scende al 30%, in continuo calo nonostante la continua ma timida crescita revanscista del vinile, mentre le vendite digitali, fulmineamente cannibalizzate dai servizi di streaming, totalizzano solo il terzo posto.

La progressione dell’industria musicale fino al 2015, anno di inversione della tendenza negativa.

La voglia di musica, associata ad un servizio comodo ed illimitato, è quindi riuscita a rivitalizzare un settore che versava in crisi soltanto qualche anno fa.
Questo ci fa riflettere ulteriormente su quanto spesso gli artisti, soprattutto gli emergenti che dovrebbero essere più innovativi, preferiscano nuotare controcorrente sprecando energie e risorse nella stampa di CD che spesso rimangono negli scatoloni perchè nessuno sa più dove farli suonare. Con questi numeri di crescita una spesa equivalente alla stampa dei CD può essere investita in un’aggressiva campagna di pubblicità sullo streaming che sicuramente oggi darà più risultati di visibilità, e forse anche economici, rispetto alla vendita dei CD.

Luca “Luker” Rossi
 

 

Redazione ZioMusic.it

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