5 consigli per farvi amare dai fonici e ingegneri in studio

La registrazione di un disco in studio, magari per la prima volta, è un momento che unisce nell’immaginario comune di chi non l’ha mai fatto, magia, ispirazione, divertimento e creazione. La realtà è che tutto questo solitamente è parte – se tutto va bene – della fase precedente alla registrazione, la composizione del vostro disco.
Quando si entra in studio di registrazione tutto deve essere pronto o quasi, è una fase che richiede molta preparazione, chiarezza di idee e professionalità perchè ne esca un buon prodotto. Appena varcate le porte dello studio il vostro conto in banca inizia un’inesorabile conto alla rovescia verso lo zero. Registrare in un buono studio costa, ogni ora può costarvi 30 euro – quindi circa 300 euro al giorno – se lavorate da soli o con la vostra band ed un solo tecnico che farà tutto, ma anche 500 euro all’ora – che fanno 5,000 euro al giorno – se lavorate in un grande studio con turnisti di fama e tecnici importanti.
Il budget è quasi sempre limitato, spesso molto limitato, e per uscire con un mix di livello non si può sprecare nemmeno mezz’ora.
Il mio consiglio comunque è quello di stabilire prima un forfait per ogni fase della registrazione o per l’intero disco, in questo modo sarà lo studio a sobbarcarsi le eventuali ore di straordinario quando ci sarà qualcosa che non va – perchè c’è sempre qualcosa che non va – e voi non avrete l’ansia di finire il budget a metà disco.

Questi che vi scrivo, senza la pretesa di essere esaustivo, sono cinque brevi consigli che potrebbero aiutarvi a fare un lavoro migliore, a far lavorare meglio chi deve materialmente registrare il vostro disco. I fonici e gli ingegneri del suono sono professionisti, non dovete pensare che si innamoreranno follemente del vostro lavoro come voi, per cui è necessario collaborare nel migliore dei modi per focalizzare la loro professionalità sulle cose utili e non sui problemi che potevate risolvere prima di premere REC.

1. Studiare alla Bene Ogni Parte

Sembra una banalità ma ci sono due aspetti da non trascurare in questo consiglio. Il primo è il tempo. Ci sono decine e decine, se non centinaia, di parti da registrare in ogni disco, immaginate di dover ripetere ogni parte più volte perchè non siete tecnicamente preparati o la memoria vi fa difetto: il tempo della registrazione semplicemente lievita e si mangia tutto il resto. Questo non vuol dire fare le cose affrettatamente, ma essere molto ben allenati su ogni parte vi risparmierà tempo, fatica e denaro.
La seconda è l’arrangiamento ed il mix. Spesso in corso d’opera ci si accorge che alcune cose non funzionano, altre sono meglio, vengono idee dell’ultimo momento o si devono adattare, togliere o aggiungere parti. Conoscere i brani molto bene in tutte le parti vi aiuterà a decidere rapidamente ed a comunicare con efficacia quello che volete ai tecnici. Ricordo sempre un pezzo del documentario “This Is It” su Michael Jackson. Sul palco in fase di produzione dello spettacolo Michael ad un certo punto corregge una parte al tastierista e gli consiglia di farla in un certo modo perchè nel disco era fatta così. Lui aveva tutte le parti dei suoi pezzi perfettamente chiare, tutto sotto controllo, ed ogni dettaglio era importante.

2. Parti Scritte, Sempre Meglio

Quando si lavora per giorni e giorni, si registra per ore, la stanchezza può fare brutti scherzi. E’ sempre meglio avere tutte le parti scritte, soprattutto quelle più complicate. In questo modo sarete più sicuri e, in caso doveste modificare qualcosa, avete un punto sicuro da cui partire. La tradizione orale è una cosa da civiltà dell’Era Glaciale, stare ore a discutere se una parte è così o meno e tentare di spiegarla agli altri non è pensabile. A maggior ragione questo vale se lavorate con dei turnisti. Se sono veri professionisti avranno già preparato tutte le parti a casa, ma voi dovete avere le parti per eventuali cambiamenti e per chiedere loro quello che desiderate.

3. Strumentazione. Tutto A Posto?

Esattamente come quando si esce a suonare, prima di andare in studio è strategico fare un check di tutta la strumentazione che verrà portata. Per una banale pila scarica che manca si può perdere mezz’ora, un pedale che ronza non può essere utilizzato e magari era proprio il suono che volevate, una batteria che suona male può richiedere ore per essere accordata a modo.
Una delle cose principali da non trascurare sono le parti elettriche ed elettroniche. Un buon tecnico saprà risolvere la maggior parte dei problemi quotidiani che riguardano rumori, hum, ronze e loop di terra indesiderati, però non è MacGyver.
La soluzione migliore è quella di provare nei giorni precedenti tutto quello che si userà, proprio come lo si utilizzerà. Ed avere una scorta di tutto il materiale consumabile come corde, plettri, pelli, bacchette, gelatine e così via.

4. Lo Porto o Non Lo Porto? Portalo!

Proprio perchè le cose possono essere cambiate in corso d’opera, ed a volte si scopre che il suono che avevate in testa non è poi così speciale sentito in una registrazione seria, è sempre meglio avere più scelta che meno. Se il basso con cui suonate da anni è la vostra scelta della vita, probabilmente potrete suonare anche tutto il disco con quello, ma potreste scoprire che ascoltando una traccia, sarebbe stato meglio un suono diverso, e allora potete provare un paio di take con quel basso che non usate mai perchè ha un suono troppo particolare. La scelta vincente potrebbe venire da quello strumento o dettaglio in più. Non lasciateli a casa.
La stessa cosa vale per le chitarre e, soprattutto, per la batteria. Un batterista solitamente ha sempre almeno un paio di rullanti diversi, un battente differente per il pedale della cassa ed un set di piatti tra cui scegliere. Se non avete una scelta ampia, fatevi prestare le cose da amici musicisti, o al limite chiedete allo studio se hanno una loro strumentazione a disposizione. Solitamente la risposta è si, o comunque potranno procurarsi per tempo ogni cosa.

5. Programmare, Programmare, Programmare

Proprio per i problemi e necessità di budget di cui vi ho accennato sopra, è sempre meglio stabilire un programma dettagliato delle registrazioni. Un tecnico con un po’ di esperienza ve lo consiglierà e magari vi proporrà lui stesso una bozza di programma. Non c’è niente di peggio della disorganizzazione per perdere tempo e qualità finale.
Una volta pattuito con lo studio cosa andrete a registrare giorno dopo giorno, in modo che loro siano già pronti, fatevi un vostro personale ‘piano di battaglia’. Stimando più o meno quanto ci metterete per ogni pezzo, potete avere un’idea se il tempo basterà o meno. Tenete sempre un 20-30% di tempo extra per i problemi e cambiamenti.
Non cadete nell’errore di far diventare il planning il vostro dio. I tecnici non vanno pressati, così come loro non devono pressare voi eccessivamente, però far vedere che avete la situazione sotto controllo e che avete il programma in mano vi garantirà maggiore rispetto e un lavoro più ordinato e sereno.
Essere razionalmente flessibili è probabilmente la soluzione migliore, ma anche la flessibilità può essere programmata, quindi….programmate.

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

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