Vasco Rossi, un’eccellenza italiana che divide. Perchè?

E’ impossibile sfuggire all’argomento Vasco Rossi/ Modena Park 2017, è un tema così caldo in ambito musicale che non si sta parlando d’altro in questi giorni, al tal punto che anche giornali e televisioni nazionali hanno dato un risalto eccezionale all’evento. Già questo aspetto solo sarebbe sufficiente per dare un punto di merito a Vasco, che è riuscito a far parlare di musica tutta l’Italia, indifferentemente.

Per mettere le cose in chiaro, così da rispondere anticipatamente sia alle risposte dei tanti fans di Vasco che dei suoi altrettanti detrattori, io mi dichiaro agnostico a riguardo. Musicalmente apprezzo Vasco a macchia di leopardo, sia nei lavori vecchi che nuovi, e da musicista non posso far altro che riconoscere l’evidenza e provare ammirazione sincera per un artista che ha portato il rock in Italia a livelli a cui praticamente nessuno ha mai osato aspirare, facendosi accompagnare in questo lungo viaggio da alcuni dei migliori musicisti italiani e non solo.

Detto questo Modena Park 2017 è stato un evento da record mondiale, che ha dimostrato come l’Italia sia in grado di organizzare in modo altamente professionale qualcosa che non era mai stato tentato prima. Ma perchè dunque, dopo decenni di onorata carriera, fans che attraversano più generazioni, la dimostrazione di un carisma che non diminuisce con l’età e la difficile arte del restare ai margini del music business arraffone attuale, Vasco divide così tanto?

Cercando di essere più oggettivo possibile ho provato a cercare ragioni sia da un lato che dall’altro.
Ecco i pro Vasco:

  1. La “legge della piramide” non fallisce mai, è una questione di grandi numeri. Più arrivi in alto, più aumenta la visibilità e più aumenterà il numero di ammiratori come quello di chi odia ciò che fai. Statisticamente sarebbe una distribuzione gaussiana, e le code di questa campana contengono da una parte i fans irriducibili, dall’altra al contrario gli haters. Non si sfugge, nel bene e nel male.
  2. A corollario del punto precedente c’è un’altra legge che ne deriva. Più una personalità si innalza rispetto alla moltitudine e più diventa un bersaglio facile da colpire. Vasco è il rocker numero uno, indubbiamente in Italia, e pertanto non stupisce che la sua idea ‘personale’ di rock italiano sia altamente criticata poichè è anche quella che più passa nel nazional popolare.
  3. Soldi, fama ed il raggiungimento di grandi obbiettivi inevitabilmente causano invidia da parte di chi, per qualunque motivo, sente di essere stato defraudato dal destino della sua parte di gloria.
    La gloria terrena però non è un contenitore chiuso, e se qualcuno ottiene un risultato non ci sta automaticamente privando della nostra parte. Ognuno è artefice del suo destino e probabilmente tante critiche a Vasco, come ad altri, arrivano da chi non ha mai provato sul serio a fare quello che ha fatto lui.
  4. Modena Park 2017 è stato un evento che si ricorderà negli anni, una cosa che ha il suo senso più nell’impresa che nella musica, poichè celebra un’icona, un po’ come le decine di migliaia di persone che all’Olimpico si sono commosse all’addio di Totti. Quando si punta ad un’impresa, passato un certo punto, non si posso fare prigionieri e difficilmente si riuscirà a lasciare tutti soddisfatti.

Ecco i contro:

  1. Riparto proprio dal punto 4 di cui sopra. Modena Park 2017 è stato un evento di proporzioni tali che, visto senza le fette di prosciutto sugli occhi, non può puntare all’ascolto della musica nelle condizioni migliori. Nonostante l’eccellenza del lavoro e l’organizzazione impressionante (solo da lodare), questo concerto come tanti mega-eventi, prevedeva intrinsecamente che la maggior parte del pubblico fosse talmente distante ed immerso nella folla da avere una fruizione alterata della musica e dello show. La produzione faraonica, la moltitudine commossa e la percezione di far parte di qualcosa di unico hanno fatto il resto.
  2. La storia di tutte le rock-star, o quasi, che hanno avuto grande successo come Vasco passa dalla trasgressione iniziale al diventare potenti e canonici. Il fatto che Vasco cerchi ancora di essere un bastian contrario può talvolta sembrare più un mestiere che una vera vocazione all’anarchia. O sei coerente come Diogene o difficilmente sarai immune dalla critica di indossare una maschera.
    La mia idea personale è che un grande musicista è come un personaggio di teatro, sul palco indossa una maschera, giù dal palco è normale che non lo faccia. Basta non perseverare nell’illusione.
  3. Il messaggio musicale di Vasco ha raggiunto livelli alti, con un contributo importante al rock italiano, con musicisti eccellenti e produzioni di livello internazionale, ma spesso è caduto anche nella semplificazione estrema dei contenuti, con risultati a volte discutibili. E’ difficile fare cose semplici e belle allo stesso tempo, molto difficile. Oggi sembra che basti essere pop per giustificare tutto. E’ come la storia dell’estintore della galleria d’arte contemporanea. Tutti a chiedersi cosa avesse mai inteso l’artista, e invece è solo un estintore.
  4. Vasco è un grande accentratore, attira inevitabilmente e carismaticamente tutto su di se. E’ riuscito ad arrivare nelle case di tutti gli italiani, nella testa degli italiani ed i suoi testi sono diventati modi di dire, citazioni e frasi ricorrenti. Non voglio cadere nell’errore descritto al punto 3 dei Pro, ma parte delle critiche che possono arrivare ad un artista così grande è che, dico forse, avrebbe potuto fare qualcosa di più per supportare la musica rock italiana ed avere degli ‘eredi musicali’ in cui riconoscersi. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità, ma non tutti hanno voglia di essere super-eroi.

In conclusione, non possiamo che essere felici da musicisti di ciò che è appena successo. I complimenti vanno davvero fatti a chi è riuscito a realizzare questa impresa, lasciando un segno. Vasco continuerà a dividere e, probabilmente, è proprio quello che lui desidera. Anche in questo, ammettiamolo, è riuscito molto bene.

 

 

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

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