I Preamplificatori ed il Rullante

Oggi voglio ripartire da dove ci eravamo fermati nel precedente articolo e continuare a dare qualche consiglio sulla ripresa della batteria, che è il primo passo solitamente quando si entra nel vivo della registrazione di un disco in studio. Oggi vi parlerò delle mie scelte in fatto di preamplificazione ed equalizzazione e di come solitamente registro il rullante della batteria.

Il Signal Chain della Cassa

Concludendo il discorso che avevamo trattato, una delle mie scelte più comuni per la cassa – tra le mie preferite – è la combinazione di un microfono Electro-Voice PL-20 che va in un preamplificatore DM1 o un Neve 1073 (l’originale) per poi processare il segnale in un equalizzatore come il GML 8200. Questa signal chain mi da un suono già di buon livello, che può andare già nel convertitore. A seconda delle dinamiche del batterista, dalla scelta della cassa e dalle scelte artistiche vado a fare modifiche sul posizionamento del microfono e sul grado di preamplificazione.
Metto l’accento su un fattore da non dimenticare mai, l’accordatura della pelle della cassa. Ha un impatto notevole sul risultato finale, per cui lavorateci e cercate di capire quale sia il suono giusto per quello che volete ottenere fin da subito. Personalmente mi piace intonare la cassa con la fondamentale attorno a 63 Hz.

Non Accontentatevi di un Solo Ascolto

Ascoltando su più riferimenti possibili – compatibilmente con quello che avete e con il tempo di produzione – potete equalizzare al meglio e sgrossare la cassa con tagli eq che prevengono i mascheramenti degli altri strumenti. Anche una radio mono o le cuffiette dello smartphone sono molto utili: il suono deve rimanere coerente e non saturare ad alto volume sui dispositivi più piccoli. Diverso invece è il discorso per le estremità dello spettro. Sulle basse ci vogliono grandi monitor – io ad esempio amo le Adam S5 MKII – e poi le sempre-verdi Yamaha NS10M fanno da tester per capire se sotto i 40Hz non ci ho dato troppo. Se le casse sopravvivono, posso passare oltre la cassa.

Il Rullante 

Come molti altri ingegneri del suono ho iniziato a registrare il rullante con l’immancabile Shure SM57. Nonostante anni e anni di prove con altri microfoni, continuo a pensare che l’attacco caratteristico e l’effetto prossimità di questo mic siano una combinazione ottimale.
La microfonazione migliore è con un puntamento verso il punto di percussione della bacchetta. Poi se volete un suono ancora più grosso e volete eliminare un po’ di effetto-bordo potete avvicinarvi il più possibile alla pelle. Al contrario però, se avete solo un microfono per il rullante, dovete riprendere la pelle, il fusto e la risonanza cordiera in una sola traccia e quindi spostarsi anche quasi attaccati al bordo può realizzare un buon compromesso. Se avete poco budget ve lo consiglio.
Anche qui l’accordatura, le regolazioni e tutte le applicazioni (Moongel, scotch, sordine e ring) vanno curati con molta attenzione per ottenere il suono che avete in mente. Sulle alte il suono del rullante è molto influenzato dalla tensione della cordiera.

Meglio Sempre su Più Tracce

Proprio per questo motivo per la cordiera metto sempre un secondo microfono, preferibilmente a condensatore come un AKG 414, un sE Electronics 4400 o l’Audio-Technica AT4033. Qui la posizione è al centro della pelle risonante, cercando di stare a pochi centimetri se si cercano anche le medio-basse della pelle, oppure più lontano se volete solo le alte della cordiera.
Un vantaggio notevole di questo metodo multi-track con microfoni ravvicinati, visto che non amo i rientri degli altri pezzi, è di avere tracce ben separate tra loro.
Se ne avete la possibilità un terzo microfono a condensatore può essere usato per riprendere il suono del fusto, messo vicino al foro di ventilazione del rullante. Non puntatelo direttamente in asse verso il foro, o avrete troppo pop a causa dell’aria che spara direttamente sul diaframma del mic .Altrimenti questo terzo microfono lo posso posizionare parallelo all’SM57, rivolto verso la pelle ma attaccato al bordo, acquiserà tutte le armoniche del bordo.Uso Spesso un AKG C414. Credo che mixate nel modo giusto queste tre tracce diano la vera rappresentazione di un rullante.
Nella mia routine aggiungo inoltre sempre anche il trigger della Ddrum, uno per la pelle battente e uno per la risonante. Oltre che essere perfetti per la quantizzazione MIDI della traccia, se sommati nel mix mi danno un risultato con molto carattere, zero armoniche, tanto attacco.
Più tracce avrete e più potrete disegnare il vostro rullante al meglio, senza dover lavorare troppo con eq e compressione.

Come potrete immaginare sul rullante si potrebbe parlare moltissimo. Senza diventare inutilmente tecnici, continueremo nel prossimo articolo a capire come ottimizzare al meglio questo importante pezzo della batteria e vi darò qualche altro consiglio per ottenere una parte percussiva di impatto.

 

 

Marco Borsatti

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