Recensione: Lewitt LCT 640 TS

Lewitt, noto produttore austriaco di microfoni, ha lanciato il nuovo microfono per recording LCT 640 TS (dove TS sta per Twin System), che ci aveva già incuriosito quando è stato presentato a Francoforte quest’anno.

lewitt-640-ts_front-side-rearLa particolarità di questo modello è rappresentata dalla modalità “Dual-Output”, con il diaframma frontale e quello posteriore collegati a due circuiti indipendenti. Ciò significa che non solo posso utilizzare il microfono come tutti gli altri microfoni multi-pattern, scegliendo prima della registrazione il pattern polare desiderato, ma avendo a disposizione i segnali dei due diaframmi separati posso creare ogni figura polare come omni, cardioide, cardioide allargato, super-cardioide, bi-direzionale (comunemente chiamata “figura a otto), e qualsiasi sfumatura intermedia anche dopo la registrazione! Vuol dire che il materiale già registrato può essere modificato regolando il pattern polare tramite la gestione dei due diaframmi. In parole povere è possibile gestire la quantità desiderata del suono della stanza, permettendo persino di invertire la direttività del microfono di 180°, anche dopo la registrazione. Pure la registrazione Mid-Side stereo è resa più semplice con questo microfono, visto che solitamente ci vogliono almeno due microfoni per farlo.

L’idea di una gestione indipendente dei due diaframmi non è così rivoluzionaria, come viene descritto dal costruttore di microfoni viennese Lewitt. Ad esempio anche Sennheiser con il microfono MKH800-Twin ha dal 2008 un microfono del genere nel suo catalogo, anche se utilizza due diaframmi piccoli. Anche il Microtech Gefell UM 930 twin utilizza questa tecnologia, ma bisogna dire che con un prezzo intorno alle 900 euro l’ LCT 640 TS è sicuramente il primo microfono abbordabile sul mercato di questo tipo. Inoltre Lewitt ha anche sviluppato Polarizer, un plugin che permette di cambiare i vari pattern in modo molto confortevole, direttamente all’interno della DAW, invece di doverlo fare manualmente. Questo plugin effettivamente è molto pratico, e non altera in nessun modo il segnale, ha semplicemente la funzione di controller.

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Prima impressione

Il LCT 640 TS arriva in una valigetta nera, di tipo militare, che da l’aria di essere indistruttibile. All’interno, alloggiato nella imbottitura tutta sagomata troviamo il microfono, il supporto anti-shock, un particolare filtro anti-pop in metallo, una spugna anti-vento, una borsetta in finta pelle e un cavo con connettori XLR/miniXLR che serve per il collegamento dell’uscita del diaframma posteriore.

Tenere il microfono in mano offre una bella sensazione ed esaminandolo attentamente non si può non notarne l’ottima manifattura. Tutte le parti meccaniche sono rifinite con cura e anche il design a mio avviso è bello, con la sua forma classica ma allo stesso tempo moderna, grazie alle svasature sia della gabbia metallica perforata, che protegge i due diaframmi, che del corpo. E poi è tutto nero!
Lo shock mount tiene saldamente il microfono al suo posto, forse anche troppo, ma di questo parleremo dopo. Una vera chicca si preannuncia l’anti-pop, sempre di metallo, che si integra perfettamente nel design, e una volta sistemato è tenuto fermo nella sua posizione con un sistema di magneti, diventa un tutto uno con il microfono.

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Features

A parte la tecnologia Dual-Output, il microfono ha praticamente le stesse specifiche del modello Lewitt LCT 640, significa che stiamo parlando di un microfono multi-pattern a condensatore a diaframma largo (da 1”). Oltre ai tradizionali modelli polari cardioide, omnidirezionale e figura a 8, la capsula offre anche le due polarizzazioni cardioide esteso e super-cardioide, quando viene usato nel modo “tradizionale”, come tutti gli altri microfoni multi-pattern.

Il microfono è dotato di filtro low-cut a 3 livelli (12 dB/ottava a 40 Hz; 6 dB/ottava a 150 Hz; 6 dB/ottava a 300 Hz) e di pad di pre-attenuazione (- 6 dB, -12 dB, -18 dB, commutabile) che lo rendono adatto ad ogni situazione di ripresa e registrazione. Come l’ LCT 640, la versione Twin System è anche dotato di un indicatore di clipping e grazie alla funzione clipping history è possibile capire se uno di questi clip ci è sfuggito, e conviene quindi attenuare l’ingresso. Chi si chiede come tutte queste impostazioni possano essere selezionate anche se il microfono non è tempestato di switch e interruttori, ecco la risposta: grazie all’interfaccia utente frontale retro illuminata, molto elegante è funzionale.

Le specifiche tecniche dettagliate potete trovare QUI

In prova

Ho testato il microfono per un paio di settimane in studio. Devo ammettere che ne ero molto incuriosito. L’eye-catcher (o meglio ear-catcher) di questo prodotto è sicuramente la modalità Dual-Output, ma è ovvio che il microfono deve anche suonare bene, altrimenti la tecnologia non serve a niente.

Come sempre ho preparato qualche sound sample che troverete qui di seguito.
Per favore ascoltate i sample con delle casse decenti o con cuffie buone, altrimenti certe sfumature saranno difficili da cogliere. I file sono nel formato 24 bit/44.1 e anche in free download. Faccio notare che quello che si sente sono i segnali “nudi e crudi” della voce e degli strumenti. La catena del suono utilizzata è: LCT 640 TS -> Prism Maselec MMA-4 -> RME Fireface 800.
Non ho utilizzato nessun tipo di eq o compressione/limiting.

Ho provato a riprendere un po’ di tutto con il microfono, in particolare la voce, chitarra acustica e classica, qualche rumore ambientale percussivo, un violino, ecc. Essendo il microfono forse un po’ l’antagonista dell’ AKG 414 ho provato anche a metterli a confronto, con risultati interessanti. Anche se l’ LCT 640 TS effettivamente schiaccia l’occhio al 414, ha comunque il proprio carattere, sia per quello che riguarda le basse frequenze come anche per la gamma delle alte. Difatti con la capsula impostata sulla figura cardioide c’è una certa enfasi dai 30 ai 60 Hz e troviamo leggeri boost dai 3 ai 5 kHz e poi dai 7 kHz in su. Naturalmente la risposta in frequenza cambia molto in base alla figura polare utilizzata. Comunque il microfono riesce a captare e restituire la voce e strumenti con molto dettaglio.

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I l setup del microfono è molto semplice: per usarlo come un microfono multi-pattern basta collegarlo con un cavo XLR 3-pin standard a un qualsiasi preamplificatore microfonico, interfaccia audio o mixer provvisto di phantom 48 V. Una volta che si illumina di bianco l’indicatore di stato (il logo Lewitt) il microfono è pronto per l’uso. Con il tasto centrale dell’interfaccia si può scegliere uno dei cinque pattern polari, con gli altri due e possibile attivare i vari pad di attenuazione e filtri passa-alto con un semplice (e silenzioso) click.

Sempre premendo il tasto centrale, ma per più di due secondi, si entra nella modalità Dual-Output che viene segnalata dal logo LEWITT, che diventa ora verde. Prima però conviene collegare tramite il cavo adattatore in dotazione (mini XLR su XLR) e un altro cavo XLR per prolungare la linea, anche la seconda uscita, quella del diaframma retrostante. Questa uscita si trova sul lato sinistro del LCT 640 TS e sarà necessario inserirla in un altro canale del preamp/interfaccia/mixer.

A questo punto si registrano i segnali dei due diaframmi su due canali separati. E’ molto importante controllare che gli input gain dei due canali preamp siano allo stesso livello, essenziale per poter poi creare i pattern polari dopo.

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Una volta registrati i segnali dei due diaframmi separati, si può decidere se cambiare manualmente i pattern polari all’interno del mixer della propria DAW, cioè lavorando con i fader, oppure utilizzare il plugin dedicato di LEWITT, il Polarizer, che effettivamente è un controller molto comodo. Basta scaricare il software dal sito di LEWITT (sia Mac che PC), installarlo, per trovarselo come plugin negli insert nella DAW. Il Polarizer permette con una specie di slider virtuale di passare in modo fluido da una figura polare all’altra, anche con posizioni intermedie tra un pattern e l’altro, offrendo così tutta una serie di vantaggi.

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Dual is megl che uan?!

Per me il concetto del Dual Output o Twin System è una bella idea. La possibilità di avere i due segnali distinti dei due diaframmi offre una serie di applicazioni molto interessanti e creative. Poter cambiare (e automatizzare!) la figura polare del microfono anche dopo la registrazione permette di “aggiustare il tiro” anche in fase di post-produzione (e non solo), eccovi alcuni esempi:

  • aggiungere e togliere il suono della stanza. Volendo lo si può fare in modo dinamico anche durante una canzone, per esempio nella strofa tenere la voce più asciutta e poi nel ritornello aprire con un po’ più di room;
  • minimizzare il rientro durante una session di registrazione con più strumenti tramite l’aggiustamento della figura polare;
  • cambiare proprio il suono del segnale registrato. Diversi pattern polari producono caratteristiche  diverse;
  • compensare il movimento del musicista davanti al microfono in modo dinamico, pensando all’angolo di rientro;
  • cambiare anche la direzione del microfono e non solo la figura polare (0° o 180°);
  • fare degli incroci di figure polari diverse;
  • mettere il microfono in mezzo a due cantanti per un duo, e poi equilibrare le voci successivamente;
  • stessa cosa vale per situazioni di interviste o podcasting, si può bilanciare le voci in post-produzione;
  • usare uno o due LCT 640 TS come microfoni drum room, per esempio direzionando il microfono lontano dalla batteria, verso il muro riflettente, e giocare con l’inserimento del diaframma che è rivolto verso la batteria;
  • fare delle registrazioni con applicazioni MS Stereo con un microfono singolo, basta girare il microfono di 90°, con il lato del microfono girato verso la fonte sonora;
  • vi lascio immaginare che cosa non si può combinare con due LCT 640 TS.

A chi mastica un po’ l’inglese consiglio vivamente di dare un’occhiata al Manuale (in inglese) dove oltre a delle info dettagliate del microfono e spiegazioni del funzionamento del Dual-Output, ci sono delle spiegazioni molto semplici ma utili per fare un “refresh” su temi come: figura polare, come leggere un diagramma polare, i tipi più comuni di pattern polari e le loro caratteristiche, e le varie tecniche di ripresa, con particolare accento sulla ripresa MS stereo, vista la particolarità del microfono.

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Tabella per creare manualmente differenti pattern polari con il LCT 640 TS con un mixer o all’interno della DAW

Considerazioni

Lo so, ci sarà (come sempre) qualcuno che avrà da ridire, facendo notare che un ingegnere bravo deve saper valutare bene la situazione, scegliere il microfono giusto e posizionarlo come si deve, scegliendo a priori il pattern polare giusto per ottenere esattamente quello che vuole. Posso essere anche d’accordo, che la preparazione è importante, ma perchè escludere possibilità di ricerca sonora, se sono disponibili? Oltre agli oggettivi vantaggi pratici c’è anche il puro gusto ludico/creativo e la sperimentazione.

Comunque durante le registrazioni l’LCT 640 TS si è dimostrato all’altezza di tutte le situazioni: funziona bene sulla voce e su tutti gli altri strumenti e le possibilità offerte dal “Twin System” arricchiscono significativamente le già ampie funzioni di un microfono multi-pattern di livello come questo.

Se devo proprio cercare il pelo nell’uovo, eccone due:

  • lo shock mount è bello robusto e tiene ben fermo il microfono semplicemente stringendo il sistema di alloggio. Il ragno risulta veramente solido, è un misto di metallo e plastica e lascia la parte anteriore del microfono totalmente libera. Non siamo di fronte alla solita ‘plasticaccia’ ma un materiale composito estremamente rigido. Un cosa che però mi disturba è che lo snodo dello shock mount permette di inclinare il microfono solo sull’asse verticale, ma non orizzontale, essendo il microfono fissato in una specie di morsa, che non permette di ruotarlo. In una situazione del tipo “produttore che canta e suona seduto davanti alla sua  postazione DAW con davanti la tastiera e in mano una chitarra o il basso”, dove devo arrivare con l’asta del microfono dal lato del corpo, risulta scomodo, come anche nelle registrazioni MS Stereo, dove è necessario girare il microfono di 90 gradi, direzionando il lato del microfono verso la fonte sonora. Essendo l’LCT 640 TS fisso nella sua posizione, poi in qualche modo ci si trova l’asta un po’ troppo vicina alla fonte, tipo il corpo di una chitarra o altro.
  • il sistema anti-pop è esteticamente bellissimo, con una doppia maglia fatta di metallo perforato, e il sistema con i piccoli magneti incorporati nella struttura che lo tengono fermo sul ragno è veramente cool, ma ho potuto verificare che non è affatto efficiente come un pop-filter tradizionale, in particolare sui suoni plosivi (ascolta il sound sample).

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Considerazioni finali

Il LEWITT LCT 640 TS oltre alle qualità di un ottimo microfono condenser multi-pattern offre una tecnologia veramente interessante ad un prezzo in linea con altri microfoni multi-pattern in questa fascia di prezzo (sulle 900 euro), che però … non sono Dual.

Info: www.frenexport.it

Info: www.lewitt-audio.com

 

Guido Block
Redazione ZioMusic.it

 

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