In the court of the Crimson King

in-the-court-of-the-crimson-kingCi sono band a cui è concesso, per uno strano gioco del destino, per un incastro magico di fattori, di cambiare la storia della musica anche con un solo album. Un numero ristrettissimo di band riesce a fare questo con il primo disco pubblicato, un fenomeno che si è verificato pochissime volte nella storia della musica. Una di queste porta la data del 1969, quando in piena psichedelia e flower power un gruppo londinese di nome King Crimson pubblicava un lavoro destinato a creare una frattura con tutto ciò che la musica rock di tendenza rappresentava in quel momento “In the court of the Crimson King“.

Questo disco, che paradossalmente segna anche lo scioglimento a breve della formazione originale del gruppo, diventa una pietra miliare su di una nuova strada che diverse band percorreranno dopo di loro. L’apice della filosofia dell’amore universale è una candela che brucia rapidamente da entrambi i lati e Robert Fripp e soci ne raccontano la crisi in musica che un disco che va contro e rilancia contaminazioni dalla musica classica, il jazz e quel folk che verrà presto riportato in auge da molti cantautori. Entrano anche strumenti nuovi come il Mellotron e sonorità e direzioni aliene anche per uno strumento consolidato come la chitarra che Robert Fripp trasforma continuamente.

In the court of the Crimson King” è anche il titolo del libro che Alessandro Staiti ha voluto dedicare a questo disco ed uscito proprio pochi giorni prima che la band, che negli anni ha subito molti cambi di lineup riuscendo però a rimanere attiva. Vi sono narrate le storie, il percorso che ha portato alla sua produzione e le vicissitudini dei cinque ragazzi che scrissero una pagina indelebile della storia del rock per poi sciogliersi solo nove mesi dopo.
Inutile ricordare l’influenza che brani come “21st Century Schizoid Man”, “The Court of the Crimson King” o “Epitaph” hanno avuto sulla discografia successiva, o le migliaia di artisti che a questo disco si sono ispirati come Emerson, Lake & Palmer, PFM, Afterhours, Ozzy Osbourne, Dream Theater, Genesis, Nirvana e molti altri.

Nel libro è presente anche un’interessante intervista esclusiva rilasciata da Jakko Jakszyk, secondo chitarrista e cantate degli attuali King Crimson, e il racconto dell’ottava incarnazione della band che ripropone i brani dal primo album mai più suonati in concerto fin dal 1969.

Un libro consigliato quindi a tutti gli amanti di questa mitica band ma anche a coloro che questo disco lo scoprono solo ora, dopo oltre 40 anni, e che attraverso di esso possono iniziare un viaggio straordinario attraverso quel filone di musica parallela che fu poi sommariamente chiamato progressive.

In the court of the Crimson King

  • Autori: Alessandro Staiti
  • Copertina flessibile: 190 pagine
  • Editore: Arcana (3 novembre 2016)
  • Collana: Musiqa
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8862319282
  • ISBN-13: 978-8862319287
  • Prezzo: 16,50€

Info: www.arcanaedizioni.com

 

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

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