Eugenio Finardi spiega come si ‘taglia’ un vinile

Quante volte abbiamo sentito l’espressione “incidere un disco“, diventata nel passato sinonimo di “registrare un disco”? L’incisione era infatti un processo specifico, un particolare passaggio necessario per passare dal nastro magnetico alla matrice in acetato che sarebbe poi servita per produrre i dischi in vinile veri e propri.

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Oggi questo processo, un tempo all’ordine del giorno, è riservato a poche produzioni che decidono di stampare vinili per gli appassionati che li desiderano in quanto moderni oggetti di culto in contrapposizione con la ‘freddezza’ digitale ed immateriale della musica liquida.
Eugenio Finardi, per festeggiare i 40 anni del suo album di maggior successo, ha deciso di ristampare questi dischi in vinile, tra cui anche il singolo “Musica Ribelle”, e nel laboratorio di incisione ci spiega proprio questo passaggio, divenuto un mestiere in via di estinzione ma che richiede esperienza e molta professionalità per ottenere un buon vinile.

Esattamente come per le casse di uno stereo dei magneti, messi in vibrazione dal segnale proveniente dalla testina del lettore a nastro, mettono in vibrazione una puntina (al posto della membrana di uno speaker) che va ad incidere la matrice in acetato.
Un processo affascinante che scolpisce fisicamente la musica nel supporto, una scultura fatta di solchi quasi invisibili che però possono contenere tutte le emozioni del mondo.

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

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