Komplete Ultimate 11 – Parte 2 – Musica Elettronica

Recensire un pacchetto come Komplete Ultimate 11 di Native Instruments  con i suoi oltre 80 v-instruments tutti assieme assume quasi le dimensioni di un’impresa. Per questo ho deciso di dividere la recensione in due parti: nella prima, che trovate a questo link, ho provato una buona parte degli strumenti d’orchestra e dedicati all’arrangiamento di colonne sonore; nella seconda parte, questa, passerò in rassegna gli strumenti e gli effetti elettronici. Questo ovviamente non vuol dire che non possono essere utilizzati assieme, è una scelta solo per semplicità e per non scrivere un intero libro.

Siccome Komplete Ultimate 11 è una libreria immensa, cercherò di essere sintetico, consigliandovi di visitare il sito Native Instruments per la lista completa degli strumenti inclusi e tutte le caratteristiche e specifiche.
In questa recensione troverete due brevi brani che ho composto nello stile di due colonne sonore molto differenti, per testare le caratteristiche degli strumenti e darvi un esempio di quello che si può fare con Komplete Ultimate 11.

Cos’è Komplete Ultimate 11?

Per i dettagli sul pacchetto, le diverse versioni e le info sull’installazione ed altre cose utili che potreste voler sapere, vi rimando ancora alla Parte 1 di questa recensione.

img-ce-komplete_11_lp-new-customers_02a_choose-your-universe-9a86364d4fa851571590ea95e199c87c-d

Gli Strumenti ed Effetti Elettronici di Komplete 11 Ultimate

  • Form – E’ un synth granulare che utilizza file audio di qualsiasi genere per manipolarli come sorgente di sintesi. Si possono ottenere suoni modernissimi frammentando e ricostruendo l’audio a piacere oppure ottenere suoni completamente diversi dal punto di partenza.
  • Flesh – E’ un motore di sintesi che rielabora tutto ciò che ci mettete dentro. Partendo da una parte audio, genera linee melodiche, ritmiche, di basso ed effetti che permettono di partire da un semplice groove crearne un pezzo completo anche solo con questo strumento.
  • Polyplex – Uno strumento molto utile per i groove di batteria e percussioni moderni che consente di mixare più suoni ed effetti per ottenere combinazioni inusuali ed avere un controllo pressochè totale sulle sonorità di batteria elettronica. Molto creativa la funzion Random che ci propone combinazioni casuali da cui partire a creare.
  • DrumLab – Una batteria professionale che accoppia su ogni pezzo un campione acustico ed uno elettronica (a scelta) per portare nel 21-esimo secolo la batteria ed avere groove molto freschi ed ibridi adatti a qualsiasi genere. Molto utile per chi ama lavorare con la batteria tradizionale ma vuole suoni innovativi.
  • Replika XT – Un delay avanzato con funzioni professionali e cinque modalità di ritardo e trattamento delle ripetizioni. Dai suoni classici a quelli distorti e creativi, è un effetto da tenere sempre a mente con il suo suono rotondo, high-quality e ben inseribile nel mix.
  • Reaktor 6 – Con l’introduzione di Blocks il nostro studio virtuale può generare praticamente qualsiasi suono di sintesi grazie ai moduli che ricreano i famosi muri di synth anni ’70 o i nuovi armadi pieni di moduli Eurorack. Per gli amanti della sintesi pura è un parco giochi.
  • Rounds – Un synth molto creativo estremamente adatto a suoni organici, arpeggi e timbriche che si evolvono tra digitale ed analogico. Grazie al continuo cambiare del synth da un’impostazione ad un’altra si ottengono parti molto tridimensionali che prendono vita nel mix.
  • Session Guitarist – Strummed Acoustic – E’ la riproduzione di una chitarra acustica suonata con ritmiche già pronte. Probabilmente se avete la possibilità preferirete registrarne di vostre, ma in brani e produzioni elettroniche e pop, questi suoni molto prodotti di chitarra sono semplici e veloci da usare.
  • Action Strikes – ritmiche di percussioni da orchestra già pronte e suonabili per avere i tipici ritmi da colonna sonora senza dover comporle con i singoli strumenti.
  • Rise & Hit – utilissimo strumento programmabile per colpi di scena e transizioni tipici delle colonne sonore.
  • Damage, Evolve, Evolve Mutations, Evolve Mutations 2 e Kinetic Metal – strumenti che racchiudono in se parti acustiche, parti elettroniche ed effetti tutto combinato assieme per ottenere suoni ritmici, percussivi o melodici d’effetto tipici delle ambientazioni da colonna sonora, degli arrangiamenti moderni e delle orchestre ibride.

Easy Bastard – [Demo Song Uno]

Easy Bastard è un brano di musica elettronica che unisce molti elementi assieme per creare un’atmosfera che passa da momenti quasi ambient a tensioni ritmiche forti. Lo considero un esperimento eclettico in cui ho voluto provare tante sonorità utilizzando il concetto degli spettri complementari, con il quale si cerca di riempire lo spettro aggiungendo via via strumenti posizionati in zone differenti dello spettro di frequenze fino a saturarlo o quasi.

L’inizio e la base del pezzo è costituita da una linea realizzata con Rounds, uno strumento sotto Reaktor, che permette di movimentare moltissimo anche le cose più semplici con questo concetto dei Rounds che ad ogni nota (o ogni trigger per essere più tecnici) cambia impostazioni al suono avendo la disponibilità di una decina di impostazioni di suoni analogici e altrettante variazioni digitali. Queste variazioni possono essere ordinate in modo consapevole e scientifico oppure si può attivare il motore random che li farà circolare casualmente. Per arpeggi e linee è attualmente uno dei miei preferiti.

Con DrumLab ho realizzato una base di batteria ad hoc combinando suoni elettronici e acustici per ottenere un groove che si sposasse bene con questo tipo di ambiente sonoro. Adoro DrumLab perchè con un approccio tradizionale ti restituisce parti di batteria moderne e fresche, con un suono altamente personalizzabile. Qui il lavoro di sound design è d’obbligo, è necessario sperimentare e perderci un po’ di tempo, ma dopo un po’ si impara a capire come realizzare velocemente il suono che si ha in testa e tutto diventa molto efficace.

Per la parte di basso, per la prima volta, ho voluto utilizzare Kontour un sintetizzatore a modulazione di fase che ha delle possibilità interessanti per animare i suoni anche più semplici. Qui una volta scelto il proprio suono, ci sono quattro macro semplici che intervengono a dare più movimento e interesse alla parte. Agendo su più parametri potete scatenarvi a modulare ogni suono in modo anche molto radicale. Io qui ho scelto un basso elettronico con distorsione clipping molto ‘fat’ in cui le modulazioni riescono a darmi più spessore e carattere, ma si può fare decisamente di più in termini di creatività. Un synth che risponde molto ad ogni piccola modifica.

Per creare delle risposte alla linea principale ho inserito una parte di Evolve Mutations 2 che utilizza principalmente suoni di Heavyocity per ottenere layer di grande impatto. Qui potete sovrapporre molti strumenti e farli lavorare assieme per ottenere in una sola nota un mondo di timbri fusi assieme. Io qui per esempio ho unito un’arpa, un dulcimero, una distorsione agressivissima ed un pad per avere questo strumento che non da mai punti di riferimento certi, ma crea atmosfere hi-tech molto belle.

Per movimentare il tutto ho creato un arpeggio semplice con Retro Machines MK2, che utilizza suoni del passato campionati da macchine famose o rare e persino da giocattoli e oggetti elettronici di tutti i giorni. Il bello di questo strumento è che il suo animator può essere automatizzato con uno step sequencer per passare da una variazione all’altra continuamente e rendere l’arpeggio in movimento perpetuo. Il concetto è simile a quello di Rounds ma si parte da presupposti e sonorità molto diverse.

Infine, nella seconda parte del pezzo ho voluto riempire e aprire il pezzo con una ritmica di archi tratta da Action Strings. E’ davvero semplice prendere queste ritmiche e contestualizzarle se il brano lo permette. Diciamo che non si tratta dello strumento più flessibile del mondo, tende ad essere un po’ rigido sulle tonalità ed i cambi, però se messo nel contesto giusto da risultati ottimi in poco tempo con arrangiamenti di archi ben fatti.

Electronic Flesh – [Demo Song Due]

Electronic Flesh è un brano che ho voluto costruire come brano EDM con i classici clichè ma utilizzando gli strumenti e le sonorità moderne di cui Komplete 11 è capace.

La base di questo pezzo è stata creata utilizzando Flesh. Ho dato in pasto a questo particolare synth una serie di groove di batteria così che, come potete sentire nella traccia isolata, Flesh ci costruisse già attorno una serie di effetti e parti armoniche a tempo che costituissero l’ossatura del pezzo. E’ molto interessante l’utilizzo sottrattivo che si può fare di questo strumento, utilizzando il groove, creando tutte le parti attorno con i synth ed infine togliendo il groove originale dal mix. Lo potete sentire proprio all’inizio ed alla fine del brano. Uno strumento molto flessibile che tende a riempire già molto di suo il mix, però che rende veramente super-interessante il lavoro di remix o sintesi proprio perchè mantiene quelle componenti ritmiche dell’originale che vi servono per agganciare il resto.

Per dare al tutto una linea melodica portante iniziale ho creato con Form, usando un mio campione di una voce mediorientale di donna, uno strumento campionato prima più fedele e poi più spezzettato nella seconda parte del tema. Questo tipo di utilizzo delle voci è estremamente di moda oggi. La possibilità di aggiungere una parte synth e lavorare sul suono con inviluppi, modulazioni, LFO e altro crea davvero infinite possibilità di riutizzo anche di un solo campione. Si noti che tutto deriva da soli 3 secondi di campione di voce.

Per dare una base di batteria più intensa al tema numero due, ho usato Polyplex crendo una drum machine EDM classica con le caratteristiche che meglio si adeguavano al sound del pezzo. Polyplex può fare molto più di questo, qui avrei potuto usare un semplice preset di Battery, perchè il concetto è di creare ogni suono con la somma di più campioni, il che vi permette di personalizzare al massimo i groove ed ottenere suoni ritmici signature, come non li avrà nessuno. Cosa molto importante nel mondo dell’elettronica attuale.

Per il tema principale ho chiamato in causa Reaktor 6 Blocks. Con questo tema abbastanza party-oriented il problema era di trovare un suono non piatto ma che potesse campeggiare nel mix e farlo girare nel modo giusto senza però sembrare appiccicato. Blocks mi ha permesso di creare un suono lead distorto che ricorda molto gli anni ’90 con una certa rotondità delle note che non le fa troppo squillanti, vista anche l’estensione relativa del tema.
Le possibilità con Blocks sono notevolissime, e ci si può perdere con automazioni e suoni elettronici che impazziscono e si trasformano continuamente. Ammetto di averlo qui un po’ sotto-utilizzato ma il suo lavoro lo ha fatto egregiamente.

Session Guitarist – Strummed Acoustic ha funzionato perfettamente da riempitivo ritmico per tutto il pezzo. Il suono è già perfettamente prodotto per sedersi all’interno del pezzo e funzionare così com’è, basta scegliere la ritmica giusta e gli accordi.
Come detto avendo il tempo ed un pezzo più dinamico preferirei registrare io stesso le chitarre, ma in questo caso in cinque minuti te la cavi ed ottieni un risultato che richiederebbe una o forse due ore per essere ottenuto da zero. Sentito da solo non è naturalissimo ma nel mix è di grande aiuto. Direi che per produzioni di questo tipo o arrangiamenti veloci torna estremamente utile.

Conclusioni Finali

Komplete Ultimate 11 è sicuramente uno dei package più completi che ci sono sul mercato per quanto riguarda i v-instruments. Il prezzo di 1,199€ è solo una frazione della somma dei costi dei singoli strumenti, quindi se volete tanti ma tanti suoni, la spesa (non da poco lo ammetto) non la rimpiangerete assolutamente.

La parte elettronica dei suoni di Komplete 11 è un mondo praticamente sterminato. Quando ho realizzato quanti erano ho capito che avrei passato diverse notti in studio a sperimentare e giocare con tutti questi synth e strumenti. E’ come aprire la borsa di Mary Poppins, ogni volta sai che ci troverai qualcosa di diverso e interessante. Mentre nel campo degli strumenti reali si va a cercare specificamente questo o quello strumento, qui il limite è solo l’immaginazione. Questo può significare anche tanto tempo perso a volte, ma una grande scelta secondo me non è mai un limite.

Per chi lavora in questo campo è certamente una collezione da avere. Imparando ad usare questi strumenti poi imparerete anche a sentirli nelle produzioni pop, rock, elettroniche, house e molto altro ancora in tutto il mondo.

 

Info: www.native-instruments.com

Info: www.midimusic.it

 

Luca “Luker” Rossi
Musicista/Compositore

Redazione ZioMusic.it

Vai alla barra degli strumenti