5 Consigli per farvi amare dai fonici live

L’estate è il tempo della musica live per eccellenza, la gente esce più volentieri, i festival abbondano e le piazze, anche se non come una volta, si riempiono di musica e di occasioni per suonare.
Tutti i musicisti hanno qualcosa in comune quando vanno dal vivo, qualcosa da cui non si può prescindere ne sui piccoli ne sui grandi palchi: i fonici che ci faranno il suono.
Tralasciando le piccole situazioni in cui la band fa tutto da sola, per altro molto numerose ma di cui parleremo in un altro articolo, cerchiamo qui di darvi qualche consiglio per farvi amare dai fonici, che sono in definitiva coloro che possono fare eccellere il vostro live, o anche rovinarlo nella peggiore delle ipotesi.

FOH engineer

I fonici sono generalmente persone di poche parole, però potete farvi amare ed ottenere il loro massimo impegno con qualche piccolo accorgimento.
Ecco qualche consiglio.

1. Controllate e Preparate a casa tutta la strumentazione

Non c’è niente di peggio che salire sul palco per un soundcheck, i fonici sono pronti, il resto della band è pronta, e voi? No. Bloccate tutto.
Banalità spesso che fanno ancora più indispettire chi sta lavorando per voi. Una corda che parte, un alimentatore che non si trova o ronza troppo, un cavo che non va, una batteria scarica di un pedale, una batteria completamente scordata.
Impressione poco professionale e tempo perso che state togliendo alla band per fare un suono soddisfacente.
Prima di mettere tutto in macchina quindi controllate ogni dettaglio, fate il check delle cose e segnatevi mentalmente dove sta ogni elemento. Tutto deve essere operativo e al posto giusto ed il montaggio sarà veloce e senza patemi d’animo.

2. Un Ricambio per Tutto

C’è una legge ingegneristica, che potremmo vedere come una riformulazione della legge di Murphy, che vale anche per i musicisti: se qualcosa si può rompere, prima o poi lo farà (e solitamente quando non te lo aspetti, aggiungo io).
Non bisogna aspettare che i problemi si presentino per pensare a risolverli, bisogna anticipare.
Perchè nei tour professionali l’equipaggiamento è tutto doppio? Perchè le cose prima o poi ti lasciano a piedi, e devi avere sempre a portata di mano una soluzione di ricambio.
Quindi, fin dove si può arrivare ragionevolmente, bisogna avere ricambi per tutto e saperli trovare e cambiare rapidamente.
Le cose più semplici e più frequenti?
Un cavo che si spezza? Tenete sempre un cavo di riserva vicino all’ampli.
Una corda che parte? Sempre una chitarra o un basso simile pronti da usare.
Una ciabatta si fulmina? Un ricambio uguale pronto nella borsa.
La pelle del rullante salta? Un rullante di ricambio dietro la batteria.
Se poi avete un fonico di palco a supporto, dategli due dritte sui vostri ricambi e lui vi aiuterà al volo se suonando qualcosa si rompe. Farete una grande impressione di professionalità.

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3. Suoni e Regolazioni Ready-to-Go

Inutile dire che il sound-check è il momento per far si che l’impianto suoni bene ed i suoni della band escano correttamente, non è il momento di fare esperimenti o provare i suoni del nuovo pedale o le patch della nuova tastiera.
Quello che interessa ad un fonico live (uno che non vi conosce) durante il sound-check sono i livelli del vostro suono, le dinamiche e le frequenze che andrete ad occupare. Non dovete spiegargli tutta la filosofia esoterica del vostro suono, dovete dargli gli estremi in alto e in basso di ciò che suonate. Vietato spippolare con la strumentazione per minuti e minuti.
Fatevi amare dal fonico avendo già pronti e chiari in mente questi pochi suoni:

  • il suono più pulito ed il suono più distorto;
  • il suono più debole e quello più forte;
  • la variazione tra suoni standard e assoli;
  • esempio di una ritmica significativa di un pezzo standard ed un pezzo di un assolo.

In uno, due minuti gli avrete dato tutto quello di cui ha bisogno e, se è sveglio, durante la serata non ci saranno sorprese.

4. Aspettate il Vostro Turno in Silenzio

E’ il pubblico quello che dovete impressionare, non il fonico. E’ inutile fare i fenomeni durante il sound-check suonando drum fill in continuazione o riff come se non ci fosse un domani. Il fonico sta cercando di capirci qualcosa e, se non vi ha già mandato a quel paese davanti a tutti, presto vi dirà che è il caso di fare silenzio se non siete interpellati. Le figure da bambini dell’asilo sono sempre dietro l’angolo, il fonico odia i musicisti anarchici, ma in fondo al suo animo non aspetta altro, non dategli l’occasione.

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5. Non Abbiate Paura, Dite Tutto al Momento Giusto

A quanto mi risulta, non ho ancora avuto notizia di fonici incriminati per cannibalismo, quindi non dovete aver paura di dire tutto quello di cui avete bisogno. Gli artisti siete voi, la faccia la mettete voi per primi e quindi dovete chiedere le cose che vi servono.
Tutto parte da una scheda tecnica della band fatta bene, con tutte le necessità e le caratteristiche del vostro show da mandare qualche giorno prima al fonico così che arrivi preparato.
Durante il montaggio fate presente se manca qualcosa o se ci sono peculiarità necessarie alla vostra esibizione.
Durante il sound-check siate veloci ma non abbiate paura di imporvi se il suono non vi piace o se nei monitor non sentite tutto a dovere. Il fonico è lì per voi, e durante la serata sarà estremamente più complesso fargli capire a gesti cosa non va.

Ecco dunque, questi sono alcuni consigli che, soprattutto ai neofiti o meno esperti della vita da musicista live potrebbero fare comodo. Non preoccupatevi se poi tutto non va come previsto, spesso succede, quindi armatevi di pazienza, perchè gli imprevisti capitano, sempre. L’esperienza, la preparazione e un po’ di sangue freddo vi faranno diventare professionisti navigati del live.

 

 

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

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