Recensione chitarra acustica D’Angelico Gramercy SG-200

Quando la scorsa estate siamo andati a Barcellona per la presentazione della nuova gamma di acustiche del marchio americano D’Angelico, ho subito notato questo modello compatto, la D’Angelico Gramercy SG-200. Quando, arrivate in Italia, abbiamo avuto l’opportunità di recensirne una ho scelto questa chitarra perchè da chitarrista che proviene dalla chitarra elettrica, mi interessava testare una acustica che non stravolgesse il mio modo di suonare e che suonasse dal vivo in modo professionale e con un timbro versatile adattabile ad ogni situazione. Il corpo leggermente più sottile, il cutaway profondo ed il sistema di preamplificazione Fishman INK-4 uniti alla silouhette Grand Auditorium sono caratteristiche da chitarra acustica live, ma sentirete nelle mie registrazioni che anche in studio ha un suo carattere apprezzabile.

Prima Impressione

Ricevo questa chitarra nella sua custodia rigida molto stilosa, leggermente bombata e con il marchio dorato D’Angelico che campeggia sul top. La custodia è particolarmente ben fatta, solida e ammortizzata e la chitarra all’interno non si muove di un millimetro. Contiene la chiave per chiudere il lucchetto e la chiave a brugola per regolare il truss rod con le istruzioni per farlo correttamente.

La Gramercy SG-200 VSB (VSB qui sta “Vintage Sunburst”) si presenta subito bene, la prima ispezione è un obbligo e tutti i dettagli sono curati: verniciatura lucida, sunburst ben sfumato e legni senza difetti. I binding a tre strati sono precisi e gli intarsi in madreperla sono veri intarsi e non stampe. Mi fa piacere vedere i pin del ponte in ottone e non in plastica, sicuramente il suono ne beneficerà.
Come per tutte le D’Angelico la paletta è sempre protagonista, ed anche qui non fa eccezione. E’ bella grande, ma le meccaniche Grover Imperial Super Rotomatic dorate ed i dettagli art-deco catturano l’occhio.
E’ indubbio che anche il suo aspetto elegante ed estremamente curato la rende un’ottima scelta per avere una bella presenza scenica sul palco.

Il corpo è effettivamente più sottile di una acustica Grand Auditorium standard e imbracciandola di primo acchito da quasi l’impressione di essere troppo leggera. Suonando però i primi accordi unplugged mi rendo conto che il suono è davvero ricco ed il sustain lunghissimo (quasi 10 secondi). Chiaramente le frequenze basse sono meno cariche rispetto ai modelli più grandi, ma credo si potranno recuperare con un po’ di intervento di equalizzazione se necessita.
La chitarra già così, appena estratta dalla custodia e accordata, suona bene e l’accordatura è perfetta, tutte le ottave sono ben intonate.

Il preamplificatore Fishman INK-4 ha un profilo basso ed una discreta accessibilità dei controlli. Provo l’accordatore integrato e lo trovo discretamente preciso, giusto per un’accordatura veloce tra un pezzo e l’altro. Mi piace anche l’idea dello scasso unico per input jack e alloggiamento della pila assieme al ferma-tracolla inferiore. La pila si può cambiare veramente in un attimo.

Devo dire che le promesse della casa sono mantenute. La cura nella manifattura ed il perfezionamento del progetto da parte di chitarristi e liutai esperti si nota. Monta di fabbrica delle corde 011 che, anche se in prima istanza sono abbastanza spesse specialmente per chi arriva dall’elettrica, fanno risuonare molto la cassa e le note risultano forti e molto ricche di armoniche.

La Prova

Questa chitarra acustica è uno strumento che si adatta a tutte le tipologie di chitarristi, dal fingerstyle ai chitarristi che provengono dall’elettrica. La prima cosa che si apprezza imbracciandola è, come detto, la comodità estrema, sembra quasi di averla già suonata per giorni. Il manico a sezione C è confortevole ed i legni scelti (top in abete e fasce e fondo in palissandro) le danno un suono primario ben bilanciato con una tendenza ad enfatizzare le medie che definisce bene le note singole e gli accordi.
La famosa paletta D’Angelico aumenta parecchio la risonanza ed il sustain, una delle caratteristiche che più mi piacciono di questo modello, proprio perchè tra i più piccoli della gamma e non ci si aspetta un suono così presente e lungo. Anche in studio quindi, con un microfono a condensatore posizionato di fronte, le code delle note risultano splendide, lunghe e sempre intonate.

E’ si leggera ed ergonomica, ma la silhouette Grand Auditorium risulta ben bilanciata e da comunque un ottimo contatto con il corpo. Il body ha una profondità leggermente ridotta rispetto alle acustiche della stessa classe e forma, per cui suonata anche in piedi è comoda da suonare e non ‘taglia’ l’avambraccio come spesso accade con le acustiche voluminose. Per i chitarristi elettrici permette di non variare troppo l’impostazione delle mani, un grosso vantaggio che diminuisce gli errori e rende più sicuro il cambio da uno strumento all’altro. Inoltre il manico a forma arrotondata risulta molto ‘bluesy’, con un’impugnatura facile per la mano simile al manico tipo Strato. Grazie al cutaway profondo tutta la tastiera è abbastanza accessibile e il profilo del manico rende comodi anche i tasti alti, senza stretch esagerati delle dita.

Quando mi sono trovato a suonare delle parti in strumming il suono è risultato compatto e ben intonato; nelle parti arpeggiate, sia col plettro che finger-style, le note sono definite senza mai essere taglienti. Questo, per la mia esperienza, è dovuto anche ai pin in ottone al ponte, che le regalano un timbro brillante, oltre a favorire il sustain.
L’altra cosa che mi ha fatto piacere, dovendo suonare accompagnamenti anche complessi su tutta la tastiera, è l’intonazione stabile su tutte le note del manico. Una cosa molto fastidiosa per noi chitarristi è salire con gli accordi sulla tastiera e sentire che pian piano l’intonazione diventa imprecisa e di conseguenza dover accordare scendendo a compromessi. Con la Gramercy 200 questo non accade, tutte le note e gli accordi, anche in alto, hanno mantenuto un’intonazione precisa e ferma.
Parlando poi del sistema di preamplificazione Fishman INK-4, con solo due piccoli scassi nella fascia laterale restituisce un suono decisamente fedele al suono primario. I controlli a basso profilo mi hanno permesso di sperimentare una grande varietà di sonorità, e di suonare questa chitarra anche direttamente nel mixer o in una cassa PA ed avere comunque un suono professionale. Il controllo Brillance aumenta o diminuisce quella nota metallica nel tono che può far variare il timbro da ‘jazzy’ a ‘rock’ in un attimo, per stare in sottofondo o uscire nel mix anche più affollato. Inoltre questo controllo è perfetto per adattare questa chitarra allo stile del chitarrista: più Brilliance per il fingerstyle solista, i plettri morbidi o in legno; meno Brilliance per lo strumming energico, per i plettri rigidi e per un accompagnamento più discreto. Durante le serate in cui l’ho utilizzata è stato probabilmente il controllo che ho utilizzato di più.

Conclusioni

La D’Angelico Gramercy SG-200 VSB è elegante ed ha presenza scenica. Quando suoni dal vivo la gente ti nota e ti chiede di mostrarla: questo è sempre un buon segno per uno strumento.
La mia esperienza con questa chitarra è stata ottima, con una sensazione di estremo comfort e di un suono che, una volta ben calibrato, ti fa sentire bene ogni dettaglio di ciò che stai eseguendo.
Non vorrei ripetermi ma questa chitarra è consigliabile veramente ad un range molto ampio di chitarristi, e dal mio punto di vista credo che soprattutto i chitarristi elettrici ci si troveranno particolarmente bene.

Per quanto riguarda il prezzo trovo che 999€ siano la dimostrazione di un rapporto qualità/prezzo sicuramente a favore della qualità. I dettagli e la dotazione sono da fascia superiore e fa piacere quindi che molti chitarristi potranno permettersi una chitarra di questo tipo con questo suono.

Info: dangelicoguitars.com

Info: www.face.be

 

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

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