Intervista – Thomas Lang – Parte 1

Ho guardato sempre con ammirazione il batterista austriaco Thomas Lang. Non solo suonava con uno dei miei idoli di gioventù, ovvero l’artista viennese “Falco”, ma in seguito ha costruito con grande determinazione la sua carriera, spostandosi prima a Londra e poi a Los Angeles, lavorando come session-man con un’impressionante quantità di artisti internazionali di tutti i generi musicali. Per citarne solo una ventina (dei mille): John Wetton, Robert Fripp, Glenn Hughes, Peter Gabriel, Asia, Nik Kershaw, Tina Turner, Robbie Williams, Spice Girls, Steve Hackett, 911, Nina Hagen, Steve Jones, The Commodores, George Michael, Westlife, Kylie Minogue, the Blockheads, Vienna Art Orchestra, Bonnie Tyler, Paul Gilbert e… Gianna Nannini.

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Come compositore, scrittore e produttore Thomas Lang ha rilasciato una serie di album da solista, ma è anche molto attivo come scrittore e produttore su album di altri artisti. Pluridecorato come “best all-around drummer”, “best studio drummer”, “best clinician” da riviste importanti come Modern Drummer e altre, è apprezzatissimo come insegnante ed ha pubblicato tanto materiale didattico, tra cui libri e DVD, alcuni dei quali divenuti veri riferimenti dell’insegnamento batteristico. Inoltre porta continuamente nel mondo il suo sapere attraverso i suoi Drumming Bootcamp, clinic e manifestazioni come l’annuale campus “The Big Drum Bonanza” in California.

In occasione della sua clinic da Percussion Village a Milano, grazie al mio amico svizzero Dieti Zurbriggen, batterista e drum tech, sono riuscito ad incontrare Thomas Lang nel pomeriggio per concordare un’intervista. Personalmente ero molto curioso di conoscerlo, e per il fatto che suona così bene, ha avuto tanto successo ed è pure alto e di bell’aspetto, speravo che fosse almeno un po’ antipatico. ‘Purtroppo’ sono rimasto deluso, perché Thomas Lang è una persona simpaticissima, molto aperta e disponibile, dotato di grande intelligenza ed ironia.

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ZioMusic.it: Quando e come sei stato colpito dal ‘virus della batteria’? Qual è stato il tuo percorso educativo? Suoni anche altri strumenti?

Thomas Lang: Sono stato morso e per sempre infettato dal “drum bug” all’età di 4 anni nel mio piccolo paese natale di Stockerau in Austria. Ho visto suonare un batterista in tv e sono rimasto incuriosito dalla sua apparente autorità e il potere di comando che aveva sulla band. Sembrava avere un ruolo speciale perché era l’unico del gruppo a poter stare seduto. Dava l’attacco per i brani e tutti sembravano prestare particolare attenzione a lui. Pochi giorni dopo ho visto nella mia città locale un’esibizione di un gruppo dal vivo. A un certo punto sono andato dritto verso la batteria e mi sono aggrappato al cerchio della grancassa dalla parte anteriore. Quel momento ha cambiato la mia vita. Ero stato catturato. La potenza dello strumento, le grande dimensioni e l’aspetto molto “cool” con tutto quel cromo luccicante mi affascinavano. Non solo ascoltavo, ma sentivo fisicamente il suono della grancassa e da quel momento “l’accordo era siglato”: volevo suonare la batteria.
Dopo aver assillato mia madre per un paio di mesi, mi ha comprato un rullante e mi ha mandato dall’insegnante di batteria del nostro paese. Era un bravo maestro, che dall’età di 5 anni mi ha insegnato la tecnica corretta, come studiare e come leggere. Sono rimasto con lui per circa 6 o 7 anni. Mia madre mi permetteva di suonare la batteria solo se avessi imparato anche uno strumento ‘vero’, così in parallelo ho iniziato a suonare il pianoforte. Nella mia adolescenza ho anche cominciato a studiare e suonare il basso e un po’ di chitarra. A un certo punto ho pure preso lezioni di tromba per un po’ di mesi, ma ho lasciato  perdere quasi subito! Odiavo dover infilarmi uno strumento in bocca e non essere in grado di parlare o cantare mentre suonavo. Ho poi frequentato il Conservatorio di Musica di Vienna e preso lezioni private ogni volta che potevo, da batteristi che ammiravo.

ZioMusic.it: Che tipo di musica e quali batteristi ti hanno influenzato maggiormente nell’infanzia?

Thomas Lang: Sono stato in gran parte influenzato dalla musica rock inglese degli anni ’70. Sono cresciuto negli anni ’70 e tutto quello che era in classifica alla radio in quel periodo mi piaceva. Ero anche un grande fan di tutta la musica Disco che veniva dagli Stati Uniti, perché le canzoni avevano un gran ritmo e dei suoni potenti di batteria. A metà/fine anni ’70 e nei primi anni ’80 ho scoperto i Deep Purple, Rainbow, Genesis, Pink Floyd, The Police, Frank Zappa e tutte le altre grandi band di quel periodo. Mi piaceva tutto: dagli Abba a Zappa. I miei eroi della batteria erano Buddy Rich, Billy Cobham, Stewart Copeland, Ringo Starr, Cozy Powell, Steve Gadd, Vinnie Colaiuta, Terry Bozzio, Tony Williams e Alphonse Mouzon. Mi piaceva praticamente qualsiasi batterista che vedevo suonare in televisione o dal vivo. Ero veramente innamorato della batteria e qualsiasi disco con un grande suono di batteria era come una droga per me!

ZioMusic.it: Hai iniziato la tua carriera professionale con la superstar internazionale austriaca Falco. Deve essere stato incredibile suonare in posti enormi davanti a migliaia di persone, all’età di soli 18 anni. E’ stato difficile rimanere con i piedi per terra?

Thomas Lang: No, non è stato affatto difficile per me. Sono sempre stato interessato più alla musica ed al suonare la batteria, piuttosto che ai vantaggi superficiali e temporanei di un successo commerciale. Ero totalmente concentrato sulla pratica, il miglioramento, l’apprendimento e lo sviluppo delle mie capacità. Non sono mai stato interessato alle feste o le droghe. Quella roba mi annoiava a morte. Ho sempre trovato la droga e le feste eccessive davvero noiose, inutili ed estenuanti. Personalmente mi sono sempre divertito di più suonando, facendo esercizio, o passando del tempo con gli amici intimi o la ragazza che avevo in quel momento. Il successo mi ha fatto concentrare ancora di più sull’essenza di quello che stavo facendo, cioè suonare! Più sperimentavo il successo, più volevo lavorare e suonare con più persone possibili di tutti gli stili di musica. Il successo mi ha dato la possibilità di perseguire la mia passione ancora di più e mi ha permesso di trasferirmi a Londra con una certa sicurezza finanziaria, così ho potuto prendermi del tempo per stabilirmi lì. Volevo assolutamente trasferirmi a Londra, perché tutta la musica che amavo da bambino veniva da lì e il successo come giovane musicista mi ha permesso di realizzare questo obiettivo.
Suonare nei grandi eventi non era intimidatorio per me, perché ho iniziato a lavorare professionalmente subito a un grande livello di successo, perciò mi appariva come uno scenario “normale”. Ho imparato molto più tardi che suonare in venue grandi è davvero un privilegio molto speciale e non la “norma” per la maggior parte dei musicisti! Credo di essere stato un po’ delirante all’epoca! Ho iniziato la mia carriera sulla cima ed è stata una discesa costante da allora!! [ride, ndr]

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ZioMusic.it: Alla fine quanto è stato importante per te andare via dall’Austria, prima a Londra e poi a Los Angeles? Senza tenere in considerazione le condizioni climatiche, quale delle due città preferisci riguardo la musica, le persone e il business?

Thomas Lang: Per me è stato un passo essenziale e necessario. Ha cambiato la mia carriera e me stesso e la mia visione della vita, della musica e del music business. Vienna e l’Austria semplicemente non erano in grado di darmi quello che stavo cercando. Volevo lavorare a livello internazionale e globale, e in Austria avevo già raggiunto l’apice del successo molto presto. Non c’era nessuno più grande di Falco, non solo in Austria, ma in tutto il mondo in quel momento. Volevo suonare con musicisti migliori e musica di lingua inglese.
Non riesco nemmeno a confrontare le due città, Londra e Los Angeles. Musicalmente e per quanto riguarda il settore dello spettacolo entrambe le città hanno cose interessanti da offrire, ma preferisco di gran lunga Los Angeles per molte ragioni. La qualità della vita, il tempo, la varietà degli stili musicali presenti, il livello di talento musicale, le dimensioni enormi della scena musicale, l’industria discografica e delle infrastrutture a Los Angeles, il fatto che l’industria cinematografica di Hollywood sta proprio lì, l’ottimo cibo fresco, il paesaggio, le spiagge … potrei andare avanti per ore. L.A. spesso ha una immagine superficiale, ma io l’ho trovata completamente sbagliata. Le persone sono genuine, con i piedi per terra e molto cosmopolite. Si tratta di un pool incredibile di persone creative provenienti da tutto il mondo che si sono tutte spostate a Los Angeles per le stesse ragioni: per avere successo e perseguire i loro sogni, ma anche per godersi la vita. Londra ha il suo fascino, ma l’ho trovata abbastanza spietata e superficiale, molto più di quanto si pensi. Ne ho sofferto molto il clima ed il fatto che la gente sembrava infelice, stressata del lavoro e sotto-pagata. Londra mi svuotava, invece Los Angeles mi da energia.

ZioMusic.it: Dare un’occhiata alla tua biografia e la tua carriera è abbastanza impressionante. Oltre al fatto di amare veramente quello che stai facendo, c’è qualche altro approccio mentale o atteggiamento che ha contribuito e aiuta ad essere così prolifico?

Thomas Lang: Penso che essere il tuo peggior critico è utile. Mi sento sempre come se non avessi davvero ancora raggiunto nulla e come se avessi appena scalfito la superficie di ciò che è possibile in termini di batteria. Questo atteggiamento mi ha sempre spinto in avanti, a cercare e lavorare di più. Voglio migliorare a tutti i livelli: per quello che riguarda il drumming, musicalmente in generale, in modo creativo, nello scrivere canzoni, la composizione, la produzione e artisticamente nel suo complesso. So che lo sviluppo personale nella musica e nell’arte non finisce mai e non si può mai essere “il migliore”, o anche “abbastanza buono”, ma si può cercare di evolvere costantemente, crescere e migliorare. Amare quello che stai facendo è naturalmente una parte enorme di questo. Penso che mio padre mi abbia trasmesso un’etica del lavoro molto sana e mia madre mi ha spinto a perseguire e coltivare la mia passione. Questa combinazione mi ha aiutato ad arrivare dove sono oggi, e per quello che riguarda i miei successi mi sento ancora come quando ero un adolescente, ci sono ancora così tante cose da imparare, da fare e realizzare.

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Il set up della batteria di Thomas Lang, con fusti DW e piatti Meinl, per la clinic organizzata dal distributore italiano di Meinl, Master Music, in collaborazione con il negozio Percussion Village di Milano

ZioMusic.it: Durante il sound-check pomeridiano per la tua clinic da Percussion Village a Milano, una delle date del tuo clinic tour europeo di due mesi, mi hai semplicemente ‘ucciso’. Sono rimasto particolarmente impressionato dal suono enorme che hai. Con solo le due grancasse microfonate, il suono dei tamburi acustici era incredibilmente forte, fermo e pulito! Puoi dare qualche consiglio su come raggiungere un suono così potente?

Thomas Lang: Grazie davvero! Sono orgoglioso di avere un suono molto grosso e potente. Ho trascorso anni concentrandomi su precisione e micro-timing e mi piace ‘parlare chiaro’ alla batteria. Ho sempre puntato molto sulla articolazione ed il suono. Trovo un drumming ‘fangoso’ interessante e ‘idiomaticamente corretto’ solo in un contesto musicale ben preciso. Nella maggior parte delle situazioni i tamburi devono essere suonati in modo molto preciso e chiaro. Se distribuisci le note correttamente e presti attenzione ad ogni suo valore, non importa quanto è piccolo, allora ogni nota ha il suo spazio ben designato nel contesto di ciò che si sta suonando. Questa attenzione ai dettagli da ad ogni nota più peso, scopo e significato, e così il suono sarà più grande. Precisione e senso dello spazio sono la chiave per un suono potente. Cerco di non suonare mai nulla in modo timido o per caso. Se sai sempre che cosa hai intenzione di suonare prima di farlo, allora ogni nota ha determinazione e diventa importante.
Sento molti musicisti che semplicemente ‘lasciano accadere le cose’ e questo spesso porta ad un’espressione molto casuale e un’esecuzione poco potente, con un suono incoerente. Questo modo di suonare trova comunque il suo spazio nella musica, soprattutto nell’improvvisazione, ma il suono ne sarà spesso influenzato negativamente.
Naturalmente l’intonazione e la scelta delle attrezzature è un fattore importante in questo, ma non così tanto quanto si possa pensare. Io scelgo tutte le mie attrezzature per produrre un suono caldo, potente e focalizzato. Tuttavia, tutte queste scelte sostengono solo il mio gusto e l’atteggiamento quando suono. Scelgo tamburi e piatti che migliorano il mio approccio e sostengono la mia intenzione e le idee. Spesso parti del mio equipment infatti sono più difficili da suonare rispetto ad altre, ma suonano meglio. Farò sempre dei compromessi al “playing comfort”, se posso ottenere un suono migliore. Il suono traduce e trasporta le idee e l’espressione. Poche note con un grande suono possono essere più efficaci di molte note con un suono mediocre. Mi viene in mente il modo di dire tedesco: “E’ il suono che fa la musica”. Comunque non importa quali attrezzature usi (perché in molte situazioni non uso i miei tamburi e piatti), mi concentro sulla precisione, dinamica, espressione, potenza e un sound pieno, e qui calza il proverbio: “Quello che rende grande una storia non è la penna ma lo scrittore“.

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L’intervista continuerà nel prossimo articolo che potete leggere seguendo questo LINK. Restate su ZioMusic.it!

Thomas Lang è endorser di batterie e hardware DW, piatti e percussioni Meinl, bacchette Vic Firth, pelli Remo, Roland V-drums, custodie Ahead Armor, cordiere per rullanti Puresound, battenti Bigfoot, practice pedals Hansenfutz, e microfoni Audix.

Photo by F.Desmaele
www.desmaele.com
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Info Thomas Lang:

Thomas Lang su Instagram: @thomaslangdrum
Thomas Lang su Twitter: @thomaslangdrum

www.facebook.com/ThomasLangDrummer
www.facebook.com/OfficalThomasLang?ref=tn_tnmn
www.thomaslangdrummer.com/
www.bigdrumbonanza.com/

www.thomaslangdrumcamp.com/
www.muso-mart.com/

 

Guido Block
Redazione ZioMusic.it

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