Estate 2016. Dove andranno a svernare i clubbers?

Siamo ormai alle porte dell’estate e, da che mondo è mondo, lo stereotipo di clubber che si rispetti ha già ampiamente pianificato il programma degli eventi imperdibili e la lista dei club migliori per andare a sgranchirsi le gambe e le orecchie in questa (speriamo) calda Summer Season 2016.

Dando uno sguardo alla nostra scena europea, saltano subito agli occhi i diversi cambi e le molteplici inversioni di tendenza proprio nella popolare Isla Balearica che, alla vigilia delle aperture, fa parlare di se tra polemiche e indiscrezioni. Una su tutte è quella che possiamo definire la vera e propria fine di un era per lo Space di Ibiza che, conclusa questa stagione, chiuderà i battenti definitivamente (almeno nella formula in cui lo conosciamo) e vedrà l’abbandono del suo pionieristico capitano: Carl Cox. Il sorridente orsacchiottone inglese, da ormai 14 anni padrone di casa del famosissimo club di Playa d’en Bossa, molla le redini e le molla con grande stile, rilasciando un’intervista a nostro avviso illuminante alla rivista australiana “In the Mix” che immediatamente ci ricolloca Coxy lontano da quell’alone inflazionato e main stream che tanto ce lo aveva fatto venire a noia in questi ultimi anni.
Io e lo Space siamo stati come una coppia sposata e durante gli anni non abbiamo nemmeno avuto molti litigi, è stato semplicemente fantastico. Scenderanno molte lacrime quando tutto questo finirà.

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Carl Cox @ Space – Ibiza

Lo Space passerà nelle mani del gruppo Ushuaïa e quindi le sorti del club sono già in linea di massima segnate. La proprietà ha proposto a Cox di restare ma il DJ ha rifiutato in maniera netta: “Se anche fossi rimasto, qui ve lo dico, sarebbe stato solamente perché mi avevano proposto un milione di euro per fare il DJ. Sarei stato della serie “Wooo!” ogni notte, mi sarei alzato per mixare 90 minuti e avrei avuto un milione di euro in tasca suonando tracce prese da Beatport. E ci sarebbe stato il maggior numero di tavoli VIP possibile. Avrei sorriso tutto il tempo fino ad arrivare alla banca.
Al grido di “Oh Yes, Oh Yes!” stringiamo forte Chubby Carl che prende le distanze da una realtà tutta tavoli e lustrini dove i prezzi continuano a salire e la musica passa spesso in secondo piano, a discapito ahimè della qualità (Paris Hilton docet).

E’ quindi ancora così cool andare a ballare ad Ibiza?
A risponderci è Alex Neri, un’istituzione nel mondo del clubbing, DJ di fama internazionale e orgoglio italiano nel mondo da parecchi anni, che torna a far girare i suoi dischi ad Ibiza proprio quest’anno.
Nell’estate 2004 mi trovavo per ferragosto al Pacha insieme a Darren Emerson. Fu una serata incredibilmente piena di pubblico al punto che il proprietario del Pacha ci invitò a cena per complimentarsi con noi e in quella occasione parlammo di Ibiza. Non mi dimenticherò mai le sue parole: “Fotografate nella vostra memoria Ibiza come la vedete adesso perché tra 10 anni quest’ isola diventerà Miami!”. Mi è sempre rimasta impressa questa frase e devo ammettere che si è rivelata veritiera. Quella che era l’isola dei clubbers per eccellenza si è trasformata in una meta per turisti di massa. Nulla da dire contro questo fenomeno di turismo, ma sappiamo bene che la massa rispetto alla musica da club ha altre esigenze.

Alex Neri

Alex Neri

Ma come vede l’evolversi della club culture in quella che era la mecca della house music mondiale un DJ come lui che ha vissuto da protagonista gli anni d’oro di questo movimento?
C’è poco da dire ormai sulla Isla Blanca. Per quanto mi riguarda sono rimaste pochissime le realtà dove si può ancora suonare un certo tipo di musica. Sicuramente il Dc 10, che continua fortunatamente a portare avanti una filosofia di club e di musica sperimentale di altissima qualità, e qualche altra piccola realtà sparsa che ha però poca risonanza. 
Io, che come altri ho vissuto Ibiza in tempi differenti da questo, non riesco più a fare parte dei locali main stream poiché sarebbe impossibile per me accontentare il pubblico. Da pochi anni però è nata una nuova realtà che si chiama Heart, che ha l’intento primario di coinvolgere e convogliare in un club tutto quello che rientra nel vasto e affascinante mondo dell’arte. Musica ed arte contemporanea infatti si andranno a fondere assieme ed è per questo che ho accettato con grande piacere di far parte di questo progetto.”

Noi ne siamo ben contenti e ci segniamo in agenda questo appuntamento prendendo atto che la scena alternativa è in grande fermento (sospiro di sollievo). Nella bella stagione come sappiamo è tempo degli Open Air ed anche nei grandi festival sembra che qualcosa pian piano stia cambiando. Non ce ne vogliano per l’amor del cielo gli amanti della EDM, ma questa estate le cose più interessanti e di spessore tornano a muoversi al suono di House Music (finalmente). Basti pensare a realtà in costante ascesa come Malta o la bella Croazia, che presenta produzioni tipo Movement o Sonus con line-up di tutto rispetto, prezzi competitivi e tanti servizi che potrebbero negli anni a venire mettere in seria difficoltà l’affluenza di mete più inflazionate.

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Il Sonus Festival, Zrce Beach, Pag Island, Croazia.

Negli States invece la ‘cassa in 4’ ha invaso festival di proporzioni enormi come il Coachella, il Lollapalooza o il fighissimo Burning Man e la scelta di presentare line-up davvero strong di musica underground ha avuto la meglio sulle più scontate sonorità di Electronic Dance Music. Che i promoter e gli organizzatori di grandi eventi avessero captato questa inversione di tendenza ci era chiaro già da qualche tempo e forse il segnale più eclatante è partito proprio dal Tomorrowland, il padre di tutti i festival EDM, che è andato via via sempre più ad incrementare nella programmazione nomi di DJs estranei allo “zanzaroso” suono nord europeo.
Da qui a dire che in questi festival il clubber esigente possa trovare solo musica ricercata o il nome dell’artista profilato ce ne passa, però esistono sempre eccezioni che confermano la regola, come il Sonar di Barcellona che nel mese di giugno continua ad imporsi come uno degli appuntamenti ai quali sarebbe un peccato imperdonabile mancare, sfoggiando succulente “bombette” come: The Black Madonna, Kolsh, Laurent Garnier, Kerri Chandler, Soichi Terada, Jean Michel Jarre, Kenny Dope, Fatboy Slim, Jackmaster, ecc.

Sonar Festival - Barcellona

Sonar Festival – Barcellona

Anche la Germania non si smentisce e certamente si conferma una delle mete più importanti per chi segue il mondo del clubbing in tutte le stagioni. Date un occhio al Fusion Festival di Berlino o, se siete tipi da andare sul sicuro, al rinomato Love Family Park a Mainz dove “Papa” Sven Väth chiude ormai da diverse estati un carrozzone che quest’anno vede al suo interno trenta artisti del calibro di Ricardo Villalobos, Solomon, David Mayer, Carl Cox, ecc.

E nel nostro Bel Paese che succede all’aria aperta? Per chi vuole tenersi a debita distanza dalle famigerate feste in spiaggia con trenini versione capodanno estivo, urlatori seriali di “Su le mani/Benvenuti” ed Alvaro Soler a trapanare i cosiddetti (timpani ovviamente) le alternative non mancano di certo, portafogli permettendo.
Il Kappa Music Festival di Torino presenta nella sua line-up artisti che ci piacciono assai come: Danny Tenaglia, Lil Louis, Raresh, Kings Of House, Apollonia, ecc. A Firenze invece, per il secondo anno consecutivo, viene proposto da Tenax l’ Xl Day nella magnifica cornice dell’Ippodromo del Visarno. Dietro la consolle Nina Kraviz, The Martinez Brother, Hunter/Game, Marco Faraone, Santè b2b Sidney Charles ed un prezzo veramente degno di nota: 30 euro circa per 12 ore di musica. Figata!
Da vedere anche l’Open Festival di Milano che quest’anno si sposta al Circolo Magnolia e promette una line-up di alto livello, così come ISF Infestazioni Soniche nella strepitosa spiaggia di Portonuovo a Lido Odissea in Puglia con Spencer Parker, Robert Babicz, Heroes, DJ Wild e tanti altri.
Anche in Italia quindi ci difendiamo bene, per non parlare dei tanti party più profilati che prendono vita in estate in location strepitose come quella di Lost in a Moment TuscanyEleva in Emilia. Anche perché, diciamocelo pure, non a tutti piace stare nella calca tipica del festival, tra mandrie inferocite di ormoni e t-shirt pezzate della tribù danzante.

ISF - Infestazioni Soniche

ISF – Infestazioni Soniche

A ribadircelo è Marco Paiola, secondo noi una delle voci più autorevoli in rappresentanza del mondo dei Clubbers con la “C” maiuscola, che da Rovigo ogni settimana ormai da anni si sposta in lungo e in largo nello stivale (e non solo) alla ricerca delle line-up di qualità più allettanti per muovere anca e bacino fino all’alba rigorosamente sotto cassa.
Ad essere sincero non amo molto i festival per svariati motivi. Preferisco infatti ambienti più piccoli e con meno gente piuttosto che le maree umane perché, come ben sai, spesso e volentieri il set che un DJ propone in un club è generalmente diverso rispetto a quello che propone quando invece suona davanti a migliaia di persone.
E come possiamo dare torto al nostro Marco che continua: “Spesso i festival hanno una lunga lista di Super Guests proposta solamente per massimizzare il numero dei partecipanti e di biglietti venduti. Con questo non voglio dire che tutti i festival siano così. Riguardo Ibiza non mi sento di esprimere giudizi perché non ci sono mai stato. Posso solo dire che ci vanno tanti italiani ed io invece preferisco i posti poco frequentati dai nostri connazionali. Parlando di Berlino dico che non è solo il Berghain ma molto altro! Ci sono tanti artisti che vorrei sentire e risentire quest’estate: come DJ Harvey, vorrei godermi un bel Freerange showcase, risentire anche KiNK live e moltissimi altri…”.

Parlare con una persona che dice ancora “voglio andare a sentire” piuttosto che “voglio andare a vedere” riferendosi ad un DJ ci fa commuovere e ben sperare. In un mondo sempre più popolato da zombie che ‘assimilano’ i suoni dei propri beniamini attraverso lo schermo di uno smartphone, sembra che qualcosa stia davvero cambiando. Ormai in tanti eventi infatti si sta vietando l’uso del cellulare in pista, per tornare a godere della musica senza distrazioni e per tornare ad apprezzare ed emozionarsi vivendo il momento.
Insomma che sia un festival, un club o un party esclusivo, lasciate a casa il cellulare, mettetevi le scarpe comode ed andate a ballare ragazzi, che ballare buona musica, si sa, fa bene allo spirito.

 

Matteo Zarcone
Drummer/dj/producer
Redazione ZioMusic.it

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