Gli 8 pedali da avere assolutamente nella propria pedaliera – 1

Sapete che il numero ‘8’ è il numero più fortunato per i cinesi? Forse non molti cinesi lo leggeranno, ma questo articolo vi darà dei consigli veloci e utili per costruire la vostra pedaliera con gli elementi giusti, o quanto meno per programmare il vostro piano acquisti se state pensando di farvene una.
E forse sarete anche più fortunati seguendoli, perchè si sa, la fortuna cerca chi la cerca.

Pedalboard EXample

Cosa dovete assolutamente avere nella vostra pedaliera? Andiamo con ordine!

1. Un buon Compressore
Partendo dal fatto che ogni chitarrista possiede solitamente diverse chitarre e che ogni pickup ha livello di segnale diverso, un trucco per avere un suono sempre a posto e far lavorare il nostro amplificatore al meglio nella zona di dinamica migliore, o che ci piace di più, è quello di mettere davanti a tutti gli altri pedali, prima dell’input nell’ampli un compressore (se anche booster meglio). Ne guadagnerete in definizione in ogni tipo di esecuzione, controllerete meglio le dinamiche e le saturazioni successive saranno guidate proprio dove danno il meglio.
Ovviamente essendo primo nella catena del suono vi conviene optare per un compressore/booster più trasparente possibile.

Qualche consiglio: Strymon OB.1 (compressore ottico/booster super-trasparente); Carl Martin Compressor-Limiter (tra i migliori nella gestione delle dinamiche); Mooer Yellow Comp (ovviamente non al livello dei primi ma si difende benone, è piccolo e costa un quarto).

2. Un bell’Overdrive
Praticamente se avete un buon ampli combo o una testata monocanale con un riverbero integrato e volete fare rock, blues o affini, un bell’overdrive di alta qualità potrebbe essere l’unico pedale davvero indispensabile.
A seconda del genere potete scegliere qualcosa di più o meno carico in quanto a saturazione. Come regola del pollice: se dopo avete un altro distorsore state su di un Overdrive molto leggero ma che scolpisca bene suono e attacco, se invece preferite un solo pedale saturazione sceglietene uno più versatile che magari raggiunga anche sonorità crunch spinte.

Qualche consiglio: Walrus Audio Messner (tra i migliori soft-overdrive in assoluto); Xotic SL Drive (grande pedale per le sonorità British alla Jimmy Page e compagnia bella); Ibanez TS9 Tube Screamer (è talmente un classico che se non lo cito poi devo rispondere a 300 commenti sul perchè non l’ho messo).

3. Un Distorsore Cattivo
Per quanto noi chitarristi, e bassisti, ci proviamo a nasconderlo, la distorsione ci piace, ma tanto. Dai chitarristi jazz a quelli thrash metal non si può non avere almeno un distorsore che quando lo premi ti faccia venire la pelle d’oca. Vuoi usarlo solo per gli assoli ispirati per allungare il sustain? Lo usi per tutto, anche come saponetta sotto la doccia? Non ti ricordi più nemmeno com’è il suono pulito del tuo ampli? La risposta è sempre un distorsore cattivo. Si badi bene che cattivo però non vuole dire, distorsione a non finire, ma un distorsore che permetta di gestire bene gli attacchi, non faccia solo rumore ed aggiunga un generoso set di armoniche interessante.

Qualche consiglio: Carl Martin Single Channel PlexiTone (da il suono di una Plexi, quando lo senti lo vuoi subito, ho detto tutto); Electro-Harmonix Big Muff Pi (è un mito, super-dirty, l’hanno usato Hendrix, Santana, Pink Floyd, The White Stripes, vi basta?); Bogner Uberschall (cattivissimo, sustain senza fine e brutalmente bello).

4. Un Delay epico
Dico provocatoriamente che al limite un chitarrista, soprattutto se suona dal vivo e può sfruttare un po’ di ambiente naturale, potrebbe anche fare a meno del riverbero, ma di certo se è degno di chiamarsi chitarrista non può non avere un delay.
Ora ci sono delay di ogni tipo: analogico, digitale, a nastro, multi-delay, con modulazione, con pitch-processing e chi più ne ha ne metta. E’ uno dei pedali più frequentati dai marchi di effetti.
Un delay epico, quello da avere assolutamente, però è quello ti lascia il tuo suono di chitarra, non incasina e regala ripetizioni e code belle naturali. Insomma, quello che potresti usare praticamente su qualsiasi assolo. Potete spendere tanto o poco, ma poi alla fine il 90% del tempo è questo che vorrete.

Qualche consiglio: T-Rex Replica (è molto caldo ed il suo suono analog è divenuto famoso);  Eventide TimeFactor (è un classico dei delay digitali ad algoritmi che fanno veramente di tutto, oltre a suonare molto bene); Strymon Timeline (altro multi-delay super, forse un po’ più innovativo dell’Eventide sui suoni moderni); MXR M169 Carbon Copy (non troppo costoso e semplice semplice, e suona come dovrebbe un delay analogico).

Ci vediamo tra qualche giorno per la seconda parte, che ovviamente non potete ‘assolutamente’ perdervi!

 

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

 

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