La Storia del Blues

Hoepli - La Storia del BluesRoberto Caselli ha scritto in italiano la prima grande storia del Blues, dalle origini africane alle ultime evoluzioni stilistiche degli anni duemila: “La Storia del Blues”.
Storico speaker di Radio Popolare, affermato giornalista, e critico musicale, Caselli è stato direttore responsabile di JAM ed è, ovviamente, un grande esperto di blues. Ha inoltre all’attivo lunghe collaborazioni con quotidiani e news magazine.

Avete mai sentito dire “...to have the blue devils” (letteralmente “avere i diavoli blu“)? Tradotto in italiano può assomigliare a “essere triste“. Questa è l’essenza che vuole trasmettere la Musica del Diavolo. Questo libro riesce alla perfezione a trasportarci in questo mood ed a raccontarne l’atmosfera.
Un testo che non può mancare al fanatico di Blues, ma anche a chi si avvicina per la prima volta a questo stile di vita, a questa cultura.
Un libro ben fatto e articolato in nove capitoli che seguono un senso logico e cronologico. Ciò nonostante, i capitoli sono indipendenti, quindi anche chi volesse ‘saltare’ al periodo storico preferito avrà una facile consultazione. Io però vi consiglio caldamente di partire dall’inizio per non perdere nessuna nozione, nessuna chicca! La lettura non è mai noiosa o scontata, scorre piacevolmente come farebbe una barca di pescatori di gamberi lungo il Mississippi.
Il libro è corredato da una prefazione di John Hammond Jr. nonchè da un’introduzione di Eugenio Finardi.

L’autore riesce a far risuonare nella nostra testa le blue notes fin dall’inizio, raccontandoci le tradizioni africane, la loro storia, lo schiavismo a cui si è dovuto sottomettere il popolo africano, la deportazione in America, descrivendo con cura particolare anche i movimenti geografici di questa deplorevole tratta di esseri umani.
Lungo le sponde del Grande Fiume, si sviluppano i campi di cotone ed i grandi latifondi agricoli. Africa e America si fondono in un connubio tra sacro e profano, il bianco e il nero, il diavolo e l’acqua santa: temi spesso ricorrenti nelle canzoni blues.

Sapevate che in qualche modo, inavvertitamente, la popolazione bianca ha influenzato alcuni testi blues che parlano del peccato e della religiosità? Da quel momento in poi si sono sviluppate tutte le credenze, le superstizioni, si sono adottati talismani e antidoti scaccia sfortuna (vedi ‘mojo’), hanno visto la luce le cerimonie Voodoo e sono nate le prime regine contro il malocchio, le Voodoo Queen.
L’autore riesce ad addentrarsi nelle paludi della Luisiana descrivendo bene i ministrel show, i medicine show dove molti bluesman hanno avuto la fortuna di muovere i loro primi passi, raccontando le loro storie, le storie di vita nelle piantagioni di cotone.

Vengono messe in risalto le prime interpreti blues : Bessie Smith, Ma Raney, Alberta Hunter, che lavorò come attrice anche in Europa. I francesi e gli inglesi ebbero modo di conoscere il Blues attraverso il suo repertorio.
E se non sapete cosa siano i race records, o cosa sia l’Hokum (mettete i bambini a nanna prima di leggere e di ascoltare le relative canzoni…) è il momento buono per approfondire! E termini come Holler, Cry e Shout, non avranno più segreti per i lettori!

Ogni capitolo ha una sua connotazione storica, arricchito da una linea temporale con le date più significative (non solo riguardanti il Blues) del periodo narrato; il tutto corredato da piccoli box tra un paragrafo e l’altro che raccontano aneddoti e non solo, come ad esempio la più vecchia trasmissione radiofonica sul Blues che vanta più di 117,000 puntate (!!!!!), il museo del Blues a Clarksdale e molto altro.
Nell’opera c’è spazio anche per i bluesman nostrani: Eddie Lang, nome d’arte di Salvatore Massaro del primo ‘900, o il mitico Puma di Lambrate, Fabio Treves, che ancora oggi porta con orgoglio e onore il “Blues alle Masse”.

Volete sapere quando è stato fatto il primo concerto ufficiale con la presenza sullo stesso palco di uomini bianche e neri? E da chi è stato organizzato? Ecco il libro che fa per voi!
Oltre a cantanti, chitarristi e armonicisti, ampio spazio viene dato anche ai pianisti, pionieri del boogie woogie.
Non mancano approfondimenti sul Blues acustico del Delta fino ad arrivare a quello elettrico di Chicago, passando da New Orleans tra lo Zydeco e il Cayoun, con una vastissima e consigliata selezione di dischi “Must Have”.
Per chiudere, Roberto Caselli cita il Blues degli anni ’90 e 2000, quello formato essenzialmente da chitarra e batteria, insomma un ritorno alle origini: nulla si crea e nulla si distrugge…
“From the cradle to the grave”.

Good mornin’ blues, blues how do yo do?
Good mornin’ blues, blues how do yo do?
Well I’m doin’ alright this mornin’, how are you?
– Leadbelly –

La Storia del Blues

Autore : Roberto Caselli
Casa editrice: Edizioni Hoepli
Formato: libro
Pagine:  290
Prezzo al pubblico: copertina 24,90 euro, Hoepli.it 21.17 euro

 

Roberto Rossetti
Vocal Coach / Musicoterapista

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