Vinile – Il disco come opera d’arte

Vinile - Il disco come opera d'arteUno dei libri fondamentali per capire l’arte nel mondo moderno, “L‘opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” del filosofo Walter Benjamin, oltre ad essere figlio del suo tempo (1936) in cui imperavano i totalitarismi, è un grande spunto per riflettere sull’effettivo valore dell’arte quando l’unicità diviene sempre più rara e la massificazione dell’utilizzo delle opere ne ha ridotto spesso praticamente a zero il valore materiale.
Un esempio da manuale della prima legge del mercato, quella della domanda e dell’offerta, lo abbiamo avuto con la digitalizzazione della musica e la sua diffusione incontrollata sulla rete. Oggi la musica registrata ha un valore ai minimi storici e non sappiamo se e quando tornerà a crescere.

Paradossalmente però un fenomeno interessante si è rafforzato in questi ultimi dieci-quindici anni: la rinascita del vinile. Possiamo dire che sia per la qualità audio del vinile? Direi proprio di no, chiunque intellettualmente onesto e con due orecchie sane sa che i CD ed i nuovi formati digitali sono qualitativamente superiori ai dischi vinilici. E’ dunque una questione soggettiva, un romantico innamoramento del formato, del rito dell’ascolto, del contorno grafico e della tangibilità imperfetta del disco rotondo che va consumandosi un poco alla volta con l’uso.
Paradossalmente l’arte musicale torna ad avere più valore non per il contenuto, che ha comunque una sua importanza, ma per il suo contenitore. Un fenomeno che oserei definire barocco. Ed altrettanto barocco è il contorno olistico con cui i feticisti del vinile spiegano e giustificano la loro passione.
C’è tutto quel che serve per farne un fenomeno di mercato.

A tutti coloro che questa passione la stanno coltivando, ma anche per chi proprio non la capisce per nulla, consiglio questo bel libro di Mike Evans intitolato “Vinile – Il disco come opera d’arte”, che vi traghetterà nel mondo dei 33 giri, ripercorrendone la storia nel racconto delle etichette più importanti, gli artisti più stampati, gli album che assolutamente non potete non avere nella vostra discoteca, le testimonianze e le evoluzioni tecnologiche che l’hanno portato al successo e poi ‘quasi’ all’estinzione.

Mike Evans è un autore americano molto prolifico che ha scritto diversi libri sulla musica, tra cui anche “Bowie Treasures”, “Woodstock: Tre Giorni che Hanno Cambiato il Mondo”, “Neil Young: La Storia Definitiva”, “Fleetwood Mac: La Storia Definitiva” e molti altri.

Ovviamente parlando di un libro sui dischi non poteva che avere anch’esso il classico formato 30×30 cm e un suo lato A e lato B. E sapete qual è la cosa migliore di leggerlo? La cosa migliore è che finalmente non sarete tagliati fuori dalle discussioni dei vostri amici ‘discofili’ che parlano per ore senza mai stancarsi della storia di queste ‘pizze di plastica nera’ e dell’ultima incredibile scoperta che hanno fatto in quel tal mercatino delle pulci. Anzi, potrete salire in cattedra.

“Vinile – Il disco come opera d’arte”

Autore: Mike Evans (autore), L. Audiello (Traduttore), M. Cincopan (Traduttore), A. Faidutti (Traduttore)
Formato: Copertina rigida, 256 pagine
Editore: Atlante (18 febbraio 2016)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8874551282
ISBN-13: 978-8874551286
Prezzo: prezzo copertina 29.5€, Amazon 25.08€

Info: www.librimondadori.it

 

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

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