Recensione sistema audio Bose F1

Bose da tempo insegue una strategia personale: progettare sistemi audio che siano in grado di rendere al meglio in base alla location nei quali vengono impiegati. E’ importante dirlo poichè evidenzia come il marchio americano abbia effettivamente capito il tempo in cui viviamo ed abbia adattato le sue linee alle esigenze contemporanee.
Proprio per questo fin dalla sua presentazione alla fiera di Francoforte volevamo poter provare sul campo il nuovo Bose F1, un impianto PA portatile che sposa in pieno questa filosofia e promette prestazioni di alto livello.

Bose - F1 flexible array 1

 

Presentazione

F1 è definito come “Flexible Array”: un sistema audio portatile, assemblabile ed ‘ibrido’, che permette di controllare la copertura della dispersione verticale con precisione. Ciò avviene grazie all’impostazione meccanica dei diversi pattern, cambiando semplicemente l’inclinazione delle tre sezioni di diffusori presenti nei moduli stessi. Il sistema riconosce automaticamente la curvatura impostata ed è in grado di configurarsi, anche con un adattamento del processing audio, in 4 schemi di copertura: “Straight”, “J”, “Reverse J” o “C”.Bose F1

Altro aspetto fondamentale, sul quale la casa costruttrice ha chiaramente improntato il progetto, è la semplicità di utilizzo. Fatto salvo per il cablaggio delle alimentazioni di corrente e dei segnali audio, tutto quello che rimane da fare è agire sui pochi e semplici controlli presenti nel pannello posteriore.

Bose - F1 flexible array - rear

Caratteristiche

Andiamo al ‘ripasso’ e vediamo quali sono le componenti e le caratteristiche principali del sistema e perchè si tratta di una delle novità più discusse del 2015 nell’ambito audio PA.
Nel diffusore superiore dell’ F1 troviamo otto driver per le alte e medie frequenze disposti verticalmente a formare un mini line-array a geometria variabile, mentre nel subwoofer F1 sono montati invece due coni da 10”.
Oltre a questo è presente anche un mixer due canali con ingressi XLR da 0,25″ e connessioni RCA, nonché la possibilità di controllare tramite filtro EQ la frequenza di taglio del crossover, impostando su THRU (gamma completa) o HPF (filtro passa alto) a seconda se stiamo utilizzando il sistema con o senza subwoofer abbinato.

Recensione Bose F1

La Prova del Dancefloor (by Matteo Zarcone)

Ci sono sound systems e sistemi audio che spiccano per le proprietà tecniche e per la qualità sonora, ce ne sono altri che si distinguono per la comodità di trasporto e la facilità di installazione, altri ancora che puntano sul design e danno molta importanza alla componente estetica, poi c’è il Bose F1.

Recensione Bose F1

La casa americana da anni leader nel settore hi-fi questa volta ha fatto davvero centro realizzando un prodotto che ha soddisfatto a pieno regime tutti i nostri capricci e sfizi.
Abbiamo testato il sistema F1 durante la one night nell’edificio Calibratura del complesso Nova (ex ceramiche Vaccari a La Spezia) della nostra creatura GoldFish, un private party che prende vita in venue sempre diverse, dal sapore incredibilmente affascinante, nel quale la musica e l’arte visuale sono i veri protagonisti. Era quindi essenziale avere un suono importante e Bose, che da subito ha sposato con entusiasmo il progetto assieme ai colleghi di Allen & Heath (dei quali ci occuperemo presto), ci ha regalato emozioni.

Abbiamo forse peccato di presunzione quando, vista l’imponenza della location, si è scelto di utilizzare solo due sistemi top e sub da 1000 W ciascuno, perché col senno di poi l’ideale sarebbe stato avere 4 sistemi e magari averli montati con una configurazione quadrifonica per essere così avvolti a pieno dalla musica ed avere un po’ più di pressione sulle basse.
Per un party dove si girano dischi di pure House Music, Bose può sembrare una scelta azzardata paragonata a sistemi più blasonati ed inflazionati nel mondo del clubbing, ma la sonorità precisa, pulita e tagliente sulle medio-alte e altrettanta definizione e grande calore sulle medio-basse e basse di queste casse ci hanno lasciato con un sorrisino post-orgasmico (mettete a letto i bambini) sulle labbra e con un grande mal di piedi per chi il dancefloor l’ha battuto e ribattuto tutta la notte.

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Entriamo ora veramente nel ‘red district’ di questa recensione (avete rimboccato le coperte ai pupi?): il design di questo speaker è da sturbo.
Look total-black con fregio silver dell’inconfondibile brand americano, come fosse una donna bellissima ed elegante ad un appuntamento in notturna, abito da sera e rossetto Chanel sulle labbra che lascia poco all’immaginazione.
La linea è essenziale e sinuosa, il peso di una piuma e le curve ben definite ed armoniche la rendono unica e quasi inarrivabile, non fosse altro che per il prezzo. Ma fidatevi, sono soldi spesi bene!

Insomma facile innamorarsene al primo appuntamento. Stiamo parlando del nostro F1 non fatevi strane idee.
Questo è un sistema per tutti i gusti, molto versatile e dalle grandi prestazioni grazie anche alla chicca dei top direzionabili che consentono all’impianto di adattarsi ai più disparati set up.
Dal nostro canto invece, per gli amanti della kick drum, possiamo ammettere con entusiasmo che queste casse hanno anche un grande potenziale nel club.
E adesso una bella doccia fredda e tutti a nanna, magari con un sottofondo di Miles Davis per stemperare i bollenti spiriti.

Conclusioni

Non è mistero che la casa americana, da anni leader nel consumer e hi-fi, voglia entrare anche nel mondo dell’audio professionale e, nella fattispecie, nel mondo del clubbing.
Il vantaggio di avere un reparto R&D efficiente e da anni foriero di idee e progetti non può che rappresentare un plus notevole. Bose F1 è un sistema utile, ben costruito e con prestazioni di alto livello. Esistono in commercio prodotti simili, ma certamente non uguali, a prezzi anche decisamente inferiori, a voi la scelta. Sicuramente il Bose F1 ha tutte le caratteristiche per ritagliarsi uno spazio di rispetto in questo mondo.

Info: www.bose.it

 

Aldo Chiappini
Redazione ZioGiorgio.it

Matteo Zarcone
Drummer/dj/producer
Redazione ZioMusic.it

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