Recensione Duesenberg Starplayer TV

Duesenberg StarplayerTV - web001Era tanto tempo che, fiera dopo fiera, vedevo queste splendide chitarre appese al muro nelle teche ed avevo una gran voglia di provarne una per un test. Sono le Duesenberg, chitarre realizzate in Germania che però nascondono un’ispirazione del tutto americana, di quell’america dal gusto retrò tutta lustrini e jukebox, muscle-car e drive-in. Erano gli anni d’oro delle chitarre hollow-body, della Gibson 335 e di chitarristi come Chuck Berry e John Lee Hooker.
Per la storia di questo marchio vi lascio all’articolo con cui avevamo salutato con piacere la nuova distribuzione delle Duesenberg da parte di Aramini. Ed è proprio grazie al nuovo distributore emiliano che abbiamo potuto mettere le mani su di una Duesenberg Starplayer TV, protagonista del nostro test di questa settimana.

Presentazione

La Duesenberg Starplayer TV è una chitarra semi-hollow body a singola spalla mancante, il che significa che è una semi-acustica, con mezza cassa di risonanza con la classica buca a “f” ed un blocco sustain in legno centrale. Il top è in abete laminato ed è piacevolmente bombato, mentre il fondo e le fasce sono in acero fiammato laminato. La finitura ‘sparkle’ è stilossissima, con un effetto super-brillante che fa risaltare ancora di più il color blu elettrico. Si aggiunge il battipenna dorato, anche questo glitterato, e le finiture cromate in stile automobilistico anni ’20-’30, quindi il ponte Duesenberg Deluxe Tremola in stile Bigsby tutto cromato con la leva e molla ‘over-size’. Tutto questo crea un effetto modern-retrò che chiaramente si ispira agli anni ruggenti delle hollow body, ma non manca di un tocco contemporaneo che la rende molto attuale.

Duesenberg - Starplayer TV all body

Il manico è incollato, come da tradizione, ed è realizzato in un solo pezzo di acero. Il profilo “D”, invece che “C”, è uno dei dettagli di attualità, assieme al truss-rod dual-action e la laccatura in poliestere. La larghezza del manico fa: 42,5 mm (nut)/52 mm (12° tasto); così come lo spessore, sono leggermente più sottili rispetto ad una classica 335, quindi un po’ più scorrevole. Particolare la scelta della scala, 25,6″, molto più simile ad una Strato che ad una Gibson 335, che invece ha sempre adottato la scala da 24,75″. Questo rende la Starplayer più brillante e vivace nell’attacco, ma anche un po’ più dura, soprattutto se si usano scalature di corde ‘alte’ (di serie la Starplayer TV monta una muta Duesenberg 10-50, media sulle corde fini e spessa sulle gravi quindi).
La tastiera in palissandro indiano è un classico, come anche  i 22 tasti canonici per questo tipo di chitarre.

Le meccaniche sono Duesenberg Z-Tuners “Art Diego” autobloccanti, morbide e precise, mentre il resto della meccanica è di stampo vintage, con un tremolo ed una risposta alla leva particolarissimi, che restituiscono un vibrato metallico e immediatamente riconoscibile.
Parlando della parte elettronica, questa chitarra monta dei Duesenberg Domino P-90 al manico, con il nome che già tradisce l’ispirazione PAF ed un suono praticamente identico ai famosi pickup vintage Gibson. Al ponte invece c’è un Duesenberg Grand Vintage Humbucker, un pickup che ha un suono compresso, abbastanza aggressivo ed in grado di saturare molto facilmente anche i suoni clean. Questo però non ne toglie dinamica, entrambi i pickup infatti sono estremamente responsivi ai transienti, ricchi di armoniche e, pur nella loro mediosità, in grado di offrire un buon numero di sfumature.
Il resto dell’elettronica è molto semplice: un selettore a tre vie, dallo scatto un po’ duro a dire il vero, un potenziometro volume ed un potenziometro per il tono.

La Prova

Provata e riprovata per un paio di settimane, questa Starplayer è una chitarra particolarmente adatta a tutti i generi anni ’50-’60, blues, rock&roll, be-bop e dintorni. Tuttavia l’approccio moderno di Duesenberg ed il costante ritorno di molti artisti (citiamo per esempio i Black Keys come riferimento) a sonorità retrò ne fa un’ottima scelta anche per chi vuole una chitarra per fare rock, anche con distorsioni aggressive, ma sempre con una risonanza e reminiscenza vintage.

I pickup sono molto dinamici, restituiscono bene tutte le sfumature ed in particolare sono in grado di catturare perfettamente i transienti rapidi ed il sustain molto lungo di questa semi-hollow. La risonanza e la pasta sonora peculiare di questo tipo di corpo, si sentono particolarmente quando si seleziona la posizione centrale del selettore, che usa una bobina dell’humbucker ed il pickup al manico. Qui il suono semi-acustico da il suo meglio e con i puliti si trovano suoni superbi. Le altre due posizioni sono più nasali, con l’humbucker che sembra in qualsiasi situazione sempre chiederti di poter avere quel pizzico di gain per saturare e regalare un suono leggermente acido e sabbiato che sa molto di anni ’50. Su distorsioni più spinte il P-90 al manico diventa pastoso, mentre il Grand Vintage al ponte graffia parecchio.

Tutta la chitarra è molto curata, l’estetica è semplicemente bellissima, sempre che vi piaccia il genere e non siate chitarristi timidi. Questa chitarra vuole essere vista, è fatta per musicisti che non sanno stare in un angolo. Le meccaniche sono estremamente precise e la chitarra rimane sorprendentemente ben accordata. Il manico rifinito Plek (una macchina computerizzata che elimina le imperfezioni dei tasti rendendo la resa molto omogeneea su tutta la tastiera) suona preciso su tutti i tasti.
Non è una chitarra super-morbida, è una chitarra da conquistare e da domare con una certa forza, soprattutto se amate i bending energici. Questo fa si che sia però molto ferma e precisa sugli accordi, e sensibile sui vibrati. Per lo stesso motivo il volume, anche ad ampli spento, è ottimo, anche sulle note alte. Non ha quindi nessuna difficoltà a sbucare dal mix, e negli assoli anche con il pulito si fa sempre rispettare.

Ascolto

Nel box Soundcloud vi ho messo, oltre al mix completo che è la registrazione audio del video in ripresa diretta, anche le tracce singole della chitarra ritmica e della chitarra solista. In questo modo potete avere un ascolto più critico e selettivo del suono della chitarra.
Nella traccia di chitarra ritmica ho utilizzato solo la posizione centrale, utilizzando il pickup humbucker splittato assieme al single coil al ponte per ottenere un suono più semi-acustico e risonante. Si sentono infatti bene le corde e l’attacco è un po’ meno presente rispetto alla parte solista.
Nella parte solista invece ho utilizzato sia l’humbucker al ponte sia il single coil al manico, per far sentire entrambe le sonorità. Prevalentemente ho usato l’humbucker sulle parti del tema basse e medie per avere attacco e un po’ di saturazione in più, sulle parti alte invece ho preferito il P-90 che ha un timbro più morbido e rotondo. Ho usato il P-90 anche sul tema ad ottave iniziale per lo stesso motivo, per ottenere un sound leggermente più ‘jazzy’.

“Technicolor Waves” è un pezzo che ho scritto per questa recensione per evidenziare quanti più aspetti possibili di questa chitarra. Sentirete infatti suonare tutta la tastiera, sentirete spesso l’intervento molto riconoscibile del vibrato ed il suono molto distinto dei due pickup con il loro attacco molto definito.

Conclusioni

Duesenberg è un marchio eccellente, che non a caso ha trovato estimatori eccellenti del calibro di Joe Walsh (Eagles), Jeith Richards e Ron Wood (Rolling Stones), Billy Gibbons (ZZ Top), Johnny Depp, Ligabue e molti altri ancora. Questo sia per la sua estetica affascinante che per il suono vintage ma comunque personale.
Ho già avuto modo di dirlo in passato e lo ribadisco anche qui, rispetto a delle repliche della 335 e simili, io preferisco i marchi che hanno saputo trovare una loro via, pur imparando dai grandi classici. Questa Starplayer TV è sicuramente una di queste, perchè di personalità ne ha da vendere.

Non è certamente una chitarra da shredder, non è nemmeno una chitarra che ti darà tutti i suoni del mondo. E’ una chitarra che ha il suo carattere e nel suo ambito fa tutto molto bene. Ho amato in particolar modo il suono ultra-caratteristico del tremolo, con quel glissato metallico che ricorda quasi una chitarra resofonica.

Il prezzo si aggira attorno ai 1600€. Non capisco quindi perchè ci sia questo alone da chitarra d’elite che accompagna il nome Duesenberg. Esistono modelli Custom che superano anche i 2 mila, ma qui abbiamo una chitarra che per questo prezzo ha una qualità nei dettagli, nelle meccaniche ed elettronica, nell’estetica, da chitarra di fascia superiore.

Info: www.aramini.net

Info: duesenberg.de/en

 

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

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