Recensione: AKG C314

Circa un mese fa ho accolto con grande interesse la notizia arrivata in redazione dal distributore Leading Technologies che ci informava della disponibilità del nuovo microfono a condensatore multi-pattern con 4 diagrammi polari, AKG C314.

AKG C314_front_nogrill_bigSiccome sono un grande fan di tutta la famiglia “414” del produttore austriaco, ero molto curioso di provare il nuovo arrivato, che si colloca tra il modello C214 e i due modelli C414 attualmente disponibili nel portfolio AKG: il C414 XLS e il C414 XL II. Personalmente ho la fortuna di avere due C414 B-ULS nel mio parco microfoni, modello che è rimasto in produzione dal 1986 fino al 2004. Questo microfono è molto versatile, in studio lo utilizzo su strumenti di tutti i tipi e per la voce, e per me rimarrà sempre uno dei migliori microfoni a condensatore a diaframma largo e multi-pattern che ci sia. Quando ho letto nelle specifiche, che il C314 monta la stessa capsula low-noise a doppio diaframma del C414 XLS, che come carattere dovrebbe richiamare appunto il mio amato B-ULS, mi sono subito attivato per averlo in prova.

L’AKG C314 è un microfono professionale a condensatore multi-pattern, con 4 diagrammi polari, il che vuol dire che le figure cardioide, super cardioide, omnidirezionale, figura a otto sono selezionabili, permettendo così di trovare sempre una soluzione ottimale per la ripresa dei vari strumenti, in base anche a che tipo di registrazione sto per effettuare, considerando lo spazio dove si registra e altri fattori ambientali o/e di applicazione.

L’elettronica del C314 è stata ridisegnata, cercando di raggiungere il massimo della dinamica e la completa linearità di tutti i parametri elettronici. Il risultato è un circuito estremamente silenzioso e una headroom molto elevata, con range dinamico intorno ai 147 dBA.

La capsula, come abbiamo già detto, è quella del C414 XLS, con doppio diaframma largo da 1”, e vanta l’utilizzo della tecnologia “backplate”, con diaframma placcato in oro solo da un lato, che aiuta ad evitare la messa in corto con l’elettrodo retrostante anche a pressioni sonore molto forti. La capsula è sospesa con un sistema innovativo all’interno dell’invoucro  di filo di metallo intrecciato, per evitare rumori meccanici e risonanze. Questo cestino è diviso in due parti, dal lato frontale (quello con il logo AKG) è d’orato, invece sul lato retrostante è laccato di nero. Qui si trova anche l’interruttore a quattro posizioni per l’impostazione delle figure polari.

AKG C314_front_side_back_side2

Tra le features del C314 c’è anche un LED di segnalazione “overload”, che si colora di rosso nel caso ci fosse una pressione sonora eccessiva, e uno switch per un pad di attenuazione di 20 dB, che serve AKG C314_LED redappunto quando si registrano strumenti (o altri fonti sonore) con elevate pressioni sonore, come per esempio la chitarra elettrica, la grancassa o lo scarico di una Harley. In più c’è anche un bass-cut filter (filtro passa-alto) con frequenza cut-off a 100 Hz e riduzione di 12 dB per ogni ottava, molto utile per “tagliare” rumori molesti su frequenze molto basse, come magari il rumore dei piedi o il vento. Aiuta inoltre anche a ridurre l’effetto prossimità quando si registra a distanze ravvicinate.
Il LED posizionato sotto lo switch del pad, appena si collega il microfono all’alimentazione phantom (48V), diventa per pochi secondi rosso, per poi diventare verde, il suo colore di servizio, almeno che in fase di ripresa non ci siano pressioni sonore tali da far scattare la segnalazione di overload.

Come vuole la tradizione AKG, il design del C314 è sempre “biscottoso”, ma con uno styling moderno e molto simile a quello del C214. I bordi sono elegantemente smussati e danno una bella sensazione al tatto. Tutto lo chassis è di metallo, molto importante non solo a livello di robustezza, ma anche per la reiezione di interferenze radio o altro equipment di comunicazione. Anche se la costruzione è molto solida, il microfono pesa solo 300 grammi. Gli interruttori per il pad e il filtro passa-alto, come anche il LED overload, sono posizionati sui lati stretti del corpo, raggiungibili anche quando il microfono è montato sul suo shockmount.
A proposito di accessori: il C314 arriva in una bella valigetta di metallo brandizzata AKG, dove oltre al microfono sono alloggiati nella gommapiuma anche gli accessori inclusi, come la tipica sospensione AKG, un supporto clip per asta e un filtro anti-pop.

In prova
Ho testato il C314 per un mese in tutte le situazioni da studio e mi sono trovato benissimo. Il microfono è estremamente silenzioso e riesce a captare con molta definizione tutte le sfumature timbriche dei vari strumenti. I quattro diagrammi polari selezionabili e le altre caratteristiche descritte in questo articolo fanno del C314 un microfono estremamente versatile. La leggera attenuazione dai 1.000 ai 3.000 Hz e il boost dai 4.000 ai 15.000 Hz (che sui 10.000 Hz arriva anche a + 4 dB) risulta in un suono aperto, arioso, molto piacevole all’orecchio. Sulla voce mi piace tantissimo. L’effetto prossimità che si avverte avvicinandosi a meno di 15 cm dalla capsula può effettivamente essere smorzato con il passa-alto. La headroom del microfono è già di per se elevata, comunque grazie al LED overload si riesce a capire subito se è necessario aumentarla ulteriormente usando il pad di attenuazione. In generale il C314 si comporta molto bene sia in applicazioni di microfonazione di prossimità, che con tutte le riprese più “ambientali”. A livello meccanico e di manifattura siamo a livelli alti, e l’elettronica mi è sembrata formidabile. La sospensione (lo shockmount) dedicata di AKG mi è sempre piaciuta, perché è munita di un sistema che permette con un movimento rotativo minimo della mano di serrare saldamente il microfono in posizione.

Per farvi capire meglio, ho registrato un brano ad hoc, utilizzando solo ed esclusivamente il C314, su voce, chitarra acustica e elettrica, ed una serie di strumenti percussivi, come timpano, shaker, pandeiro e un mazzo di chiavi. Ho registrato in flat tutti gli strumenti con un preamplificatore microfonico di riferimento (Prism Sound Maselec MMA-4), estremamente pulito e non colora per niente. Vi faccio notare che non ho usato nessun tipo di equalizzazione, ne in fase di registrazione che in post-produzione, cercando di posizionare il microfono in modo ottimale per ottenere il suono che volevo, sfruttando i diagrammi polari diversi e aiutandomi quando era necessario esclusivamente con il pad e il filtro passa-alto incorporato.
Ho avuto occasione anche di registrare un assolo di sassofono tenore e uno di armonica a bocca (grazie a Nick Rizzi) per due brani di un mio cliente, che butto nella mischia dei file da ascoltare.
Per curiosità ho messo a confronto anche il 414 B-ULS e il C314, posizionandoli in modo che potessero riprendere ambedue la stessa take di voce. Viene confermata l’impressione che mi ero già fatto studiando i rispettivi diagrammi di risposta in frequenza dei due microfoni: c’è giustamente una bella differenza tra le due capsule. Ascoltate e valutate anche voi.

Eccovi i file audio in 24bit – 44,1 kHz. Sono anche in free download. Come sempre vi consiglio di ascoltarli con dei monitor decenti o una buona cuffia.

Valutazione finale
L’AKG C314 è un gran bel microfono, che posso raccomandare a tutti coloro che cercano un condenser multi-pattern professionale, molto versatile, che suoni bene e non costi troppo. Per non costare troppo intendo intorno alle 700,00 euro, prezzo per me adeguato per un microfono di questo livello.

Le specifiche tecniche potete trovare QUI.

Info: www.leadingtech.it
Info: www.akg.com

  1. […] C314, che ha ampiamente passato il nostro test con giudizi molto positivi dal nostro Guido Block (Vai alla recensione). E’ quindi con piacere che parliamo oggi dell’arrivo sul mercato di questo microfono […]

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