Intervista a Vince Pàstano

ZioMusic.it è andato a cercare per voi un chitarrista che dire ‘poliedrico’ è davvero poco. E’ Vince Pàstano, ed è veramente difficile descrivere la sua carriera ed il suo curriculum musicale. Una lista notevole di dischi, lavori in studio, collaborazioni, band, live sessions e progetti che rasentano la ‘follia’ musicale (ovviamente in senso buono).
Questo nome alla gran parte di voi richiamerà subito alla memoria il chitarrista che dal 2014 è divenuto parte della band del più grande fenomeno musicale italiano: Vasco Rossi.
Vince Pàstano però è anche molto, molto altro. Un musicista e produttore tutto da scoprire, che può sicuramente insegnare, con la sua filosofia onnivora verso la musica, ai giovani che vogliono ‘fare i chitarristi’ come non accontentarsi mai e fare più musica possibile.

vince pastano

Vince Pàstano con i suoi Pulp Dogs. (Foto di Saetti Nino)

Ecco la nostra chiacchierata con Vince Pàstano.

ZioMusic.it: Ciao Vince, la tua biografia parla di un chitarrista fondamentalmente rock che però non si è mai accontentato di restare all’interno di confini predeterminati. Da oltre dieci anni sei chitarrista per Luca Carboni, dall’anno scorso sei entrato nella mega band di Vasco Rossi, sei produttore ed hai una tua casa discografica (Liquido Rec). Come ti definiresti oggi?

Vince: Mi rendo conto di quanta musica io riesca a ‘realizzare’ solo quando me lo fa notare qualcuno; ho un confine mentale infinito in termini di ricerca musicale, una fame che vuole alimentare la mia conoscenza. Questo ha sempre aiutato il mio percorso (chitarristico e da produttore artistico) ed oggi sento di avere entrambe le anime che corrono parallelamente verso la stessa ‘sintesti armonica e sonora’.

ZioMusic.it: Si dice anche che ami definirti un “chitarrista sonico”, un chitarrista dall’approccio più inglese e ritmico alla chitarra. Questo però ti ha portato anche ad essere molto sperimentale ed esperto in termini di suoni e ricerca timbrica. Da dove nasce questa tua esigenza e quali sono stati i tuoi riferimenti?

Vince: Mi mancava la ‘spazialità’ nel suono della mia chitarra. E’ nato tutto da questa esigenza. Mi sono immaginato spettatore di me stesso (ho sbadigliato!) e mi è venuta come una visione; immaginate un film con gli attori che per un’ora e mezzo recitano con la stessa mimica facciale, una noia mortale. Siamo pieni di sentimenti, anche estremi, che siamo in grado di sintetizzare in volto o con la gestualità, quindi non capisco perché un musicista non possa farlo con i suoni. Da lì in avanti ho sviluppato il mio senso ‘sonico’.

ZioMusic.it: Prima di parlare delle tue chitarre e della tua strumentazione vorrei parlare di uno strumento in particolare che l’anno scorso ha debuttato sul palco di Vasco e che ha fatto molto parlare e discutere. Si sa che quando si parla di Vasco tutto si ingigantisce, ma una chitarra sette corde per un’artista italiano mainstream non si era proprio mai vista! Com’è andata?

Vince: L’idea è stata del produttore Guido Elmi; entrambi abbiamo la passione per il doom, sludge, goth e sonorità con accordature ‘basse’. Abbiamo solo cercato di aggiornare lo spettro musicale di alcuni brani di Vasco che nel rock italico è sempre stato vent’anni avanti a tutti.

vince pastano

Vince Pàstano in una data del Live Kom 014 di Vasco Rossi. (Foto di Saetti Nino)

ZioMusic.it: Ripeterete questo esperimento “metal” per Vasco? Ti ha contagiato la sette corde, hai intenzione di utilizzarla anche in altri progetti futuri?

Vince: Sicuramente ci sarà ancora spazio per qualche brano con la sette corde. Suono chitarre così specifiche in progetti altrettanto specifici quindi…non so…vedremo.

ZioMusic.it: Finalmente la domanda sulle chitarre. Sappiamo che da circa un anno hai stretto una partnership con Schecter. Quali sono le tue chitarre storiche e quali quelle che utilizzi ora?

Vince: La Schecter ha una serie esagerata di modelli pronta a ‘modellarsi’ su ogni stile. Ho scelto chitarre simili e diverse allo stesso tempo: la serie Solo 6 Custom con i Seymour Duncan passivi offre un feeling retrò ma con una sonorità ferma (grazie alla tastiera in ebano). La serie Blackjack Solo 6 ATX è sicuramente una chitarra piu rock ma ha dei pickup Seymour Duncan attivi che mi hanno lasciato a bocca aperta per la cristallinità dei suoni puliti. Per la sette corde volevo un manico sottile che mi aiutasse sui soli, la scelta è caduta sulla serie Blackjack; lo scorso anno avevo l’esigenza opposta, un manico piu spesso che mi tenesse piu ‘ancorato’ alla ritmica.

ZioMusic.it: Sei un chitarrista collezionista oppure uno più pragmatico che tiene solo gli strumenti che utilizza?

Vince: Suonando tanto in sala registrazione sono ‘costretto’ ad avere sonorità diverse pronte a soddisfare produttori e artisti. Non sono un collezionista ma ne ho varie; invidio chi riesce a suonare uno strumento per tutta la vita.

ZioMusic.it: E visto che nei tuoi lavori c’è un grande utilizzo di effetti sia per ottenere atmosfere raffinate che per suoni particolari e quasi alieni, non posso non chiederti quanti pedali possiedi, quali sono i tuoi effetti “must-have” e quali le tue ultime passioni in questo campo?

Vince: Il discorso qui si fa piu complesso, ma sintetizzando direi che in sala registrazione mi piace usare esclusivamente pedali analogici perché sono la forza motrice dell’inventiva; ne ho tantissimi, al limite della ossessione, dai ‘colorati’ e fedeli Boss (tutta la serie), i boost e compressori Xotic, Ac Tone e Plexitone Carl Martin, tutti i drive dell’italiana Gurus, il mio fedele Echo Park Line 6, whammy Morpheus, il precisissimo compressore Diamond, vari pedali Strymon, il bellissimo vibrato Tc Electronic, gli inimitabili Electro Harmonix (una serie infinita..), sino ai boutique Fuzzy Boy o gli italiani T-Pedals, i migliori fuzz in assoluto per me. Dal vivo ricreo tutto cio che ho suonato in studio su delle semplici pedaliere digitali Boss GT100 o Line 6 POD HD500X perché voglio godermi il palco e non pensare a ballare il tip tap o ai mille cavetti che da un momento all’altro ti ‘mollano’.

ZioMusic.it: Sei un musicista e produttore, ti occupi anche della parte tecnica delle tue produzioni, come la registrazione in studio e il mix, oppure ti affidi a tecnici di fiducia?

Vince: Io mi occupo soprattutto degli arrangiamenti mentre della parte tecnica si occupa il bravissimo Antonello D’Urso, che oltre ad essere un grandioso chitarrista è anche un ingeniere del suono dalle idee molto ‘fresche’; è lui la parte tecnologica della nostra etichetta discografica Liquido Rec.

ZioMusic.it: Qual’è il tuo rapporto con la tecnologia che ha rivoluzionato il mondo della musica suonata e che sempre di più la cambierà nei prossimi anni? Se parliamo di amplificatori a modelli fisici, amplificatori profiler, synth per chitarra, effetti e amplificazione via tablet e smartphone; tu come la vedi?

Vince: Mi piacciono alcune cose digitali ma che comunque devo poter pestare, quindi pedali a modelli fisici. Dal vivo non riuscirei a usare un tablet, potrei morire all’idea!

ZioMusic.it: Da progetti strumentali con suoni ‘spaziali’ a progetti che si ispirano a Tarantino o Robert Rodriguez come i Pulp Dogs, passando per Carboni e Vasco. Abbiamo capito che non è possibile etichettarti facilmente. Allora parliamo di quello che stai facendo in questo momento e dei progetti che ti riguarderanno nel prossimo futuro.

Vince: E’ di questi giorni una sorpresa on line che riguarda il produttore Guido Elmi; io mi sono occupato degli arrangiamenti ma non svelo altro (e ve lo sveliamo noi alloraè infatti stato annunciato il primo singolo di Elmi come artista, “It’s a beautiful life”,ndr). Dopo il tour di Vasco mi piacerebbe registrare l’album della mia band Pulp Dogs, con la quale abbiamo iniziato la pre-produzione, e seguire alcuni progetti live dei cantautori della Liquido Rec. Poi ci sarà il tour con Luca Carboni e altre news (non posso svelare molto) che riguardano la Stef Burns League.

vince pastano e guido elmi

Vince Pàstano e Guido Elmi, nel backstage per il video del singolo “It’s a beautiful life”. (Foto di Saetti Nino)

ZioMusic.it: Avendo aperto anche una casa discografica, la Liquido Records, non posso esimermi da una domanda che facciamo spesso ai musicisti sulle nostre pagine: come guardi all’evoluzione della discografia, a fenomeni globali come Spotify, Pandora e lo streaming in generale, ed alla necessità dei musicisti di fare dischi ma non contare più molto sui proventi dei dischi?

Vince: Al momento fa tutto schifo, sia l’atteggiamento di chi coordina il nuovo business musicale che di molti acquirenti che preferiscono ascoltare musica da YouTube. Si è perso il valore della musica come forma d’arte e sono pure riusciti ad innescare, a livello culturale, l’idea che la musica si ottiene gratis. In generale l’acquisto online di un brano non fa diventare ricco nessun musicista, ma se continuano a specularci sopra (Spotify in primis!) allora è proprio finita.

ZioMusic.it: Ti ringraziamo molto di questa intervista e possiamo invitare tutti i nostri lettori a seguirti sui tuoi canali principali e nei tuoi prossimi progetti e appuntamenti.

Vince: Potete seguire i miei innumerevoli progetti su questi canali:

www.facebook.com/vincepastanoofficial
www.vincepastano.com
www.liquidorecords.com 

 

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

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