Musikmesse: nel 2016 un cambio per andare avanti

Fin dallo scorso anno, alla fine del Musikmesse 2014, era evidente che la marea era cambiata e, per continuare con questa metafora, quando l’acqua sale se non traslochi anneghi. Il Musikmesse 2015 ha ulteriormente confermato le difficoltà di un settore musicale che fa fatica a risollvarsi dalla crisi ed allo stesso tempo cambiare d’abito per non risultare troppo datato.

Il segnale di ottimismo c’è, poichè i marchi presenti hanno dimostrato una capacità di reagire lodevole con la presentazione di un pattern di prodotti molto interessante, come non si vedeva da qualche anno. Anche i piccoli, che forse hanno voluto sfruttare al meglio le defaillance di alcune grosse case non presenti a Francoforte, ci hanno piacevolmente sorpreso con strumenti, tecnologie ed idee di ottimo livello.

Detto ciò, anche senza aspettare il finale, o gli entusiastici comunicati conclusivi con tanto di dati e formule autocelebrative, è opinione di tutti quanti, noi compresi, che con questi numeri così bassi di pubblico, espositori ed operatori, non si può mandare avanti una macchina così complessa e costosa. L’organizzazione di Musikmesse, in cooperazione con Messe Frankfurt (ente fieristico di Francoforte), ha forse voluto giocare d’anticipo annunciando un grande cambiamento per il 2016 anche senza attendere i dati finali, impietosi o meno che fossero.

Il comunicato reso pubblico già giovedì parla di una rivoluzione che coinvolgerà tutti e due gli eventi contemporanei del settore, Musikmesse e Prolight + Sound. Se il primo scende, il secondo regge e anzi amplia il suo mercato. La prima mossa è quindi stata la decisione di invertire la geografia storica della fiera, con il Musikmesse che si sposterà nell’ala più esterna del polo fieristico (padiglioni 8,9 e 11 per chi ci è già stato) ed allo stesso tempo cederà i suoi spazi nobili al Prolight + Sound, che prenderà la parte centrale con tanto di piazza e spazi per grandi palchi ed eventi.

L’altra novità sono i giorni. Le due fiere, fino a quest’anno sempre di quattro giorni in contemporanea, saranno dal 2016 sfalsate: Prolight + Sound partirà il martedì e finirà il venerdì, con un evento principalmente dedicato al business to business; Musikmesse invece sarà aperto quattro giorni al pubblico e durerà da giovedì a domenica.

Oltre al cambio di giorni, c’è in vista anche un cambio di formato piuttosto radicale. Non ci saranno più padiglioni divisi per tipologie di strumento ma tre grandi aree tematiche: “Classical meets Jazz“, “Rock meets Pop” e “Electro meets Recording“. Un formato quindi che vuole scendere maggiormamente a compromessi con il calo dei marchi, essere più flessibile e mirato all’intrattenimento. Il tutto sarà contornato da palchi per la musica live, ristoranti a tema e zone lounge sia per i visitatori che per il business to business.

Rimane centrale anche uno degli aspetti attrattivi principali della fiera. La possibilità di provare ed ascoltare gli strumenti musicali resterà il nucleo del formato e come sempre il numero di personalità del mondo musicale e le celebrità saranno il termometro di quanto il settore sta reagendo.

Inutile dire che tra operatori e commentatori ci sono già diverse voci e giudizi contrastanti riguardo questa decisione. La mia opinone è che un qualche cambiamento fosse in ogni caso necessario, senza il quale si rischia di fare la fine del topo. Se questa soluzione sia quella giusta non è certo, quello che però mi pare di vedere è che per ora non ci siano dei veri elementi di evoluzione ma solo un adattamento. Noi italiani abbiamo memoria delle nostre fiere musicali e sappiamo che certe soluzioni non hanno funzionato. Per il bene di questo settore, dopo che ognuno avrà espresso dubbi, critiche ed opinioni, dovremo augurarci e parteggiare perchè un mercato più esteso ed un operatore molto più forte e ramificato nel mondo riesca in questa sfida.

 

 

 

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