Ibanez Day 2015

Domenica 15 febbraio siamo stati alla Salumeria della Musica di Milano, dove Mogar Music, distributore italiano del marchio giapponese Ibanez, ha organizzato il primo Ibanez Day.
L’Ibanez Day è stato pensato, come sempre nella filosofia molto rock&roll di Mogar, per essere un appuntamento per chi ama la chitarra, vuole vederle, vuole toccarle, ma soprattutto vuole sentirle suonare da grandi chitarristi e bassisti italiani e di fama internazionale.
Sul palco della Salumeria si sono avvicendati nell’ordine Diego Budicin, Stefano “Sebo” Xotta, Gianni Rojatti, Giacomo Castellano, Marco Sfogli e Cesareo, prima del leggendario bassista statunitense Gary Willis (Tribal Tech) e dell’eccelso chitarrista degli Angra Kiko Loureiro. 

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Prima di questo, assieme a qualche birra e ai saluti degli amici di ZioMusic.it presenti in grande quantità a questo appuntamento, siamo saliti al piano superiore del locale, dove è stata allestita per l’occasione l’area espositiva.
In quest’area, che potete vedere ampiamente documentata nelle nostre gallery, abbiamo trovato tutte le principali novità in quanto a chitarre e bassi di Ibanez per il 2015. Una gran bella rassegna di chitarre elettriche, acustiche e bassi per ogni genere e tasca, pronti ad essere provati. Ma non è tutto. Abbiamo molto gradito anche alcuni dei modelli più pregiati della collezione Mogar, selezionati nel caveau segreto del distributore milanese e messi successivamente a disposizione dei chitarristi d’eccezione sul palco.

In bella mostra abbiamo potuto ammirare per esempio la famosa Ibanez Joe Satriani “Black Dog”, le due iconiche signature Steve Vai e Paul Gilbert realizzate qualche anno fa per il 90-esimo anniversario del gruppo Hoshino (proprietario di Ibanez), la chitarra a doppio manico di John McLaughlin, nonchè la recente LGB300 firmata dallo stesso George Benson, la fantastica SHRG1Z realizzata con la collaborazione del disegnatore H.R.Giger (creatore di Alien), e poi ancora l’indimenticabile Steve Vai Ibanez JEM 20th anniversary realizzata con l’inconfondibile corpo in plexiglass e LED luminescenti nel 2007 per celebrare i due decenni di questo best-seller che non sembra cedere in attrattiva nonostante gli anni.

Alle ore 20 è iniziato poi il concerto, che è durato fino a mezzanotte in una esaltante escalation di chitarristi e bassisti di alto livello. La prima parte live è stata una bella esibizione di chitarristi solisti, con la graditissima eccezione di Gary Willis (Tribal Tech). Ogni musicista si è esibito suonando tre o quattro brani tra i più celebri del suo repertorio. Tutti si sono distinti, e la bellezza del confronto di questa giornata ha portato in rapida successione stili musicali molto differenti che hanno comunque trovato un alto tasso di gradimento dal pubblico. Dal giovane Diego Budicin con il suo rock moderno e di classe, passando per “Sebo” Xotta che ha spettinato letteralmente tutti con la sua testata muccata Mesa caricata a pallettoni e pentatoniche; è arrivato poi il momento di un duo che abbiamo avuto l’occasione di intervistare nel 2014, i Racer Cafè (Vai all’Intervista) con Gianni Rojatti e Giacomo Castellano, un duo shred come pochi, con incastri di note a velocità passibili di multe salatissime; quindi è salito sul palco Marco Sfogli, uno che ti lascia a bocca aperta dall’inizio alla fine, la sua capacità melodica è una combinazione rarissima con un chitarrista di questa perfezione tecnica; Cesareo non ha bisogno di molte presentazioni, ha portato alcuni dei più famosi brani di Elio e le Storie Tese, trascinando il pubblico con assoli che ormai sono entrati nella storia della chitarra italiana; dopo di lui lo shred si è preso un momento di pausa con l’entrata di Gary Willis, che ha improvvisato al basso mostrando una versatilità ed esperienza impressionanti nel passaggio tra rock, fusion e jazz; infine non possiamo che tessere lodi di un chitarrista come Kiko Loureiro, un guitar-hero che riconosceresti tra mille e che in pochi pezzi ha ripercorso le perle della sua discografia solista, canzoni diventate già classici dello shred e sempre punteggiate del suo stile unico figlio del matrimonio tra metal e musica tradizionale brasiliana.

La granitica sezione ritmica formata da Alberto Bollati al basso e Roberto Gualdi alla batteria, ha accompagnato tutti gli ospiti in una carrellata di grandi successi, cover tributo ai più celebri paladini del marchio (Vai, Satriani, Timmons e altri ancora). Bella trovata di Mogar è stata quella di far suonare a ciascuno di questi artisti la chitarra dell’artista a cui stavano facendo omaggio. Un piccolo dettaglio molto, molto rock.
La serata è culminata in una mega jam-session con tutti gli artisti sul palco a scambiarsi improvvisazioni sulle note di “Like a Rolling Stones”. Momento tra i migliori di tutta la giornata.

Un appuntamento molto riuscito questo dell’Ibanez Day, che speriamo possa vedere tante altre edizioni, per appassionare nei prossimi anni, come in questo, chitarristi di ieri, oggi e di domani. Dopo una giornata del genere non hai altra voglia che tornare a casa e suonare per ore e ore la tua chitarra.

Info: www.mogarmusic.it

Info: www.ibanez.com

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