LD System: recensione MAUI 44

A dicembre abbiamo avuto la possibilità di ricevere in prova da Adam Hall, proprietario e distributore LD Systems, il sistema per il rinforzo sonoro MAUI 44. Top di gamma del marchio, con ben 1,600 Watt RMS di potenza ed un design modulare, è molto interessante anche per il trasporto, montaggio e basso impatto visivo.

Queste recensioni sono allo stesso tempo esaltanti e difficili, per diversi motivi: primo, si ha la possibilità di mettere alla prova il meglio della tecnologia attuale in fatto di suono live portatile; secondo, si ha l’opportunità di suonare e conoscere sempre qualcosa in più su come far suonare bene un gruppo; terzo, al tempo stesso bisogna, per come funziona la nostra filosofia di test, testare questi prodotti sul campo, in modo professionale; quarto, ci mettiamo la nostra faccia e la nostra reputazione, poichè da musicisti che fanno questo mestiere spesso decidiamo di portare live con noi i prodotti da recensire; divertimento e rischio allo stesso tempo.

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Questo LD System MAUI 44 è un impianto PA portatile con configurazione a colonna. Questo tipo di impianti negli ultimi anni è divenuto famoso e parecchio utilizzato grazie alla comodità dovuta alla compattezza che permette un’impronta decisamente ristretta rispetto alla classica configurazione a due casse su piantane più subwoofer a terra. Infatti gli impianti a colonna utilizzano il subwoofer a terra come base per il montaggio dei woofer e tweeter montati su uno chassis ad unico asse.
Questa configurazione ovviamente ha pregi e difetti, ma per situazioni live medio-piccole è decisamente conveniente ed efficace, poichè permette di ottenere un audio professionale e copertura su tutta la gamma di frequenze in un ingombro minimo, con un impatto visivo discreto (cosa importante per chi suona in locali attenti all’immagine) ed una gestione personale del suono che spesso elimina anche la necessità di un sistema di monitoring a terra.

D’altra parte ci sono diverse sfide e rischi connessi al voler accorpare in uno spazio così ristretto tutti questi diffusori. L’audio rischia di diventare monodimensionale, confuso e con problemi notevoli relativi ai cross-over in frequenza dei diffusori, per non parlare delle risonanze, la direttività e la diffrazione a causa di guide d’onda spesso troppo sacrificate alla compattezza.
Per questi motivi ero molto curioso di provare questo MAUI 44. Come modello top di gamma promette davvero tanto. Ho deciso quindi di portarlo con me ed il mio trio acustico, il Noble Acoustic Trio, in un paio di bei concerti nel periodo natalizio.

Descrizione

Parliamo di un impianto semplice e complesso allo stesso tempo, per tutti i motivi di cui sopra. La particolarità è la colonna di diffusori in quattro gruppi, per un totale di ben 16 speaker fullrange al neodimio da 3.5″, più due driver per le alte frequenze Celestion da 1″ montati su guida d’onda. Tutti i diffusori sono guidati da 4 amplificatori discreti in Classe D che rispondono ad un processore integrato nel subwoofer che attraverso l’elaborazione digitale del segnale ripartisce al meglio la gamma delle frequenze ai diffusori per ottenere maggiore linearità e una resa ottimale.  Il subwoofer a terra, che monta due coni da 12″ al neodimio e chassis in betulla da 15mm, permette di scendere in profondità nella gamma bassa e dare al suono un bel fondo corposo e vibrante.

Tutto questo permette di avere un impianto che suona dai 40Hz a 20kHz con una potenza di picco di tutto rispetto di 129dB SPL, ampiamente sufficienti per sonorizzare locali di piccole o medie dimensioni per musicisti solisti, piccole formazioni, DJ set o applicazioni fisse e parlato.

Il MAUI 44 ha un sistema di collegamento dei moduli molto intelligente, che elimina completamente il cablaggio dal subwoofer in poi. La connessione dei tre pezzi avviene semplicemente montandoli uno sopra l’altro, attraverso connettori integrati nei moduli che si inseriscono l’uno nell’altro con un solido sistema a guide metalliche. Il montaggio è davvero un gioco da ragazzi.

Tutto il resto avviene nel pannello posteriore del subwoofer, dove troviamo gli input combo XLR/jack e RCA. I livelli di master e del subwoofer sono regolabili individualmente per bilanciare il suono e regolarsi rispetto alle caratteristiche della sala. Il processing digitale interno fa si che il segnale in ingresso venga distribuito al meglio in automatico all’impianto. Non ci sono altri controlli.

Dal punto vista strutturale questo impianto ha una struttura in legno e alluminio per quanto riguarda il sub e i moduli, con un peso complessivo di circa 60Kg. A dire il vero le due colonnine hanno un peso contenuto, il grosso sta nel sub, che può essere sollevato da una persona sola abbastanza ben messa in fatto di muscoli, oppure senza troppo sforzo da due persone tramite le maniglie laterali.

La Prova

Come ho anticipato, ho potuto portare con me in un paio di date con il mio Noble Acoustic Trio il MAUI 44. La prima cosa che ho potuto constatare, dopo un minimo di sconforto iniziale per la mancanza di un paio di roadie, è che tutto l’impianto ha trovato posto sulla mia Nissan Micra, sorprendentemente assieme anche a due monitor, due chitarre acustiche, leggio, aste, una pedaliera e tre borse.
Un punto decisamente a favore. La prova del trasporto è superata.

Arrivato al locale (le foto che potete vedere si riferiscono alla data del 19 dicembre allo Station Cafe di Treviglio (BG)), c’è la prova del montaggio. Anche questa superata senza problemi. Il MAUI 44, di per se, si monta in meno di un minuto.
Tutti i miei settaggi di mixer e strumenti fortunatamente sono stati mantenuti, questo perchè il MAUI possiamo definirlo un impianto ‘rispettoso’ delle sorgenti audio. Non ho notato una colorazione particolare dell’audio. E’ lineare e ben bilanciato, se non si esagera con il livello del sub, che va dosato secondo il genere ed il locale.

La prova comunque decisiva è quella del suono.
Ho già detto che ci sono pochi controlli e che il suono è ben bilanciato di suo. La disposizione verticale dei diffusori mette di fronte all’esigenza di posizionare il MAUI ad almeno 3-4 metri dagli ascoltatori. A distanze minori si ha una percezione un po’ falsata delle frequenze. I tweeter stanno in alto e se si sta seduti troppo vicini il suono si scurisce.
L’altra precauzione, e limitazione naturale di tutti gli impianti a sub+colonna, riguarda l’apertura orizzontale, o angolo di copertura. Il MAUI ha un apertura di 120°, per cui è più indicato per locali dalla conformazione semplice. Nel caso di locali o posizionamento difficile della band, è preferibile piuttosto spostare l’impianto lontano dalla band per coprire la maggior parte della location e affidarsi ad un paio di monitor per sentirsi bene.

Conclusioni

Durante i concerti il MAUI 44 si è comportato bene senza dare problemi. La sua impronta a terra, pulizia nel cablaggio e impatto visivo minimal sono dei bei punti a favore. Il suono è ottimo, la potenza è tanta e sufficiente.
Probabilmente è un impianto che da il meglio se non si tira il collo al subwoofer. Utilizzando dei brani musicali di vario genere ho capito che il suono tende a sbilanciarsi troppo sulle basse se si cerca di ottenere un suono da discoteca. Non è il suo lavoro, meglio stare in una gamma di applicazioni senza eccessi.

Suono di alto livello, portabilità buona e praticità ottima. Con un prezzo di circa 2,400€ non è certo una spesa che un piccolo gruppo o un solista può prendere alla leggera. Tuttavia si tratta di un impianto che può assumere molti ruoli, con intelligenza, per cui essendo un top di gamma non considero il prezzo eccessivo. Lo troverei una scelta molto oculata e lungimirante se acquistato direttamente da un locale di piccole-medie dimensioni che intende fare intrattenimento musicale diversificato.

 

Info: www.adamhall.com

Info: www.ld-systems.com

 

 

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