Recensione controller CME XKey

Da tempo avevo davvero voglia di testare uno di questi controller portatili di nuova generazione. Fare di necessità virtù è una delle caratteristiche migliori che un musicista può avere oggi. Spostarsi agevolmente, sfruttare i tempi morti e portarsi dietro sempre un minimo di strumentazione per scrivere, comporre e dimostrare le proprie idee può essere davvero importante. Le caratteristiche di nuova generazione, che reputo personalmente imprescindibili ormai per questo tipo di prodotto, sono l’universalità di connessione su tutte le piattaforme (PC, Mac, laptop e tablet iOS e Android), la connessione USB senza alimentazione esterna, la sensibilità alla velocity e l’aftertouch. CME Xkey - angled full best Recentemente è uscita la mini-tastiera XKey di CME, una tastiera portatile, in fascia di prezzo bassa, che garantisce però funzionalità presenti solo in tastiere controller di buon livello, ed ho subito pensato che fosse un’ottima candidata per la recensione che avevo in mente.  Presentazione La XKey è una tastiera molto semplice, proprio perchè di dimensioni estremamente ridotte. Giusto due dati per capire:

  • Dimensioni: 388 mm x 135 mm x 16 mm
  • Peso: 600g

Nella pratica la tastiera ha due ottave di estensione, per un totale di 25 tasti bianchi e neri rigidi, in plastica lucidata. La sezione laterale destra ospita 6 pulsanti funzione in gomma morbida: un tasto pedale, che simula il classico pedale sustain del piano; due tasti pitch (verso l’alto e verso il basso), che sostituiscono di fatto la pitch wheel; un tasto vibrato o modulazione, che sostituisce la modulation wheel; due tasti ottava (verso il basso e verso l’alto), per estendere la copertura alle canoniche 8 ottave. CME Xkey - soft buttons Tutti i tasti sono sensibili alla velocity (la pressione con cui si batte sul tasto) e, cosa rara per un prodotto di questa portabilità e prezzo, all’aftertouch (i tasti sono quindi sensibili alla pressione anche dopo la battuta). Un punto positivo in più glielo do per l’aftertouch polifonico. La XKey infatti calcola l’aftertouch per ogni tasto in modo indipendente, anche sugli accordi, consentendo quindi un controllo ed un espressione superiore ai controller con aftertouch monofonico. L’utilizzo di strumenti virtuali sarà quindi più semplice ed allo stesso tempo più professionale, potendo sfruttare dinamiche, modulazioni e parametri assegnabili all’aftertouch. CME Xkey - keys Dal punto di vista estetico mi piace molto il design sottile e minimale dello chassis in alluminio satinato, molto in stile Apple. La parte posteriore è in plastica ed ha tre piedini in gomma che appoggiano la tastiera in modo sicuro prevenendone lo scivolamento anche sulle superfici lisce. Molto Apple-oriented è anche l’output mini-USB, nascosto sotto il tacco, che permette l’innesto del cavetto (incluso) in modo che non sia d’ingombro. CME Xkey - USB rear port Non sono richiesti driver o alimentatori esterni, è sufficiente collegarla al device che si preferisce ed è pronta all’uso. Una nota a margine, che è tra i motivi che mi hanno convinto a realizzare questo test, è il buon elenco di endorser di livello che hanno adottato la ‘tastierina’ CME. Tra i tanti endorser che hanno da subito creduto nel prodotto (Empire of the Sun, Geoff Downes, etc.) uno in particolare ha apprezzato talmente tanto la Xkey da essere poi assunto dalla stessa CME come Chief Musical Officer. Si tratta di Jordan Rudess, tastierista dei Dream Theater nonchè tra i migliori tastieristi al mondo. CME Xkey - cable La Prova Ho testato la XKey per un paio di settimane in diverse situazioni di produzione sia in studio che fuori, su piattaforme Mac, Windows e iOS con iPad. La prima cosa che mi fa piacere poter dire è che, a differenza di altri controller anche più costosi e professionali, non ho mai dovuto installare nulla o armeggiare con driver e configurazioni. La tastiera è realmente plug&play ed ha attaccato a funzionare dopo pochi secondi che avevo inserito la presa USB. CME Xkey - back   L’ho utilizzata con diversi software, diverse DAW e diverse applicazioni tra cui: Cubase, Kontakt, Garage Band, Massive, Ableton Live su computer e Notion e SampleTank per iPad. Non ha mai avuto nessun problema di riconoscimento. Nelle DAW è bastato attivarlo tra i controller MIDI. C’è un LED rosso che si accende dietro l’unità per indicarne l’avvenuta connessione, che rimane acceso per tutta la durata dell’utilizzo. Il riconoscimento immediato non è solo della tastiera, ma anche dei suoi tasti funzione, che sono automaticamente assegnati alle funzioni che vanno a sostituire rispetto alle tastiere più grandi. Quindi modulazione, pedale e pitch sono subito disponibili, senza mappare niente. CME Xkey - cable plugs La risposta al tocco è abbastanza buona, ovviamente non vi dirò che la tastiera ha la stessa sensibilità di una tastiera pesata o semi-pesata. Non è nemmeno una tastiera con i tasti imperniati, quindi i tasti scendono a pulsante invece si essere imperniati in alto come per le tastiere tradizionali, per motivi di spazio e mancanza delle meccaniche. La corsa dei tasti è corta ma offre comunque una piccola resistenza ed il ritorno è molto rapido. Si può suonare quindi senza problemi anche materiale di una certa velocità o arpeggi complessi, tenuto conto sempre delle due ottave. La sensibilità alla velocity è buona per una tastiera di questo prezzo, anche se tende ad avere un’escursione piuttosto brusca da piano a forte e bisogna farci un po’ l’abitudine. Utilizzando Xkey Plus, una app gratuita disponibile per iOS ma anche per PC e Mac, che consente di intervenire su tutti i parametri della tastiera, potendo persino modificare le curve di velocity e la sensibilità dei tasti, le cose migliorano parecchio diminuendo la sensibilità.  CME Xkey - keyboard hand on Lo stesso discorso vale per i pulsanti pitch e modulazione. Non sono super-lineari ma fanno quello che ci si aspetta ed aiutano a creare parti più espressive o realistiche, potendo editare poi eventualmente le automazioni in un secondo momento. Il grande vantaggio nell’avere i tasti a larghezza naturale è quello di poter fare accordi e scale senza troppi problemi anche per chi non ha dita da Pollicino. L’altro grande vantaggio, potendo sempre portare con se la tastiera nello zaino o la borsa del laptop, ad esempio, è quello di diminuire il tempo di scrittura delle partiture in viaggio o fuori casa in modo drammatico rispetto a quando si era costretti a farlo con mouse e tasti, o ancora peggio, con il trackpad di un portatile. Scrivere una parte in step-by-step è rapidissimo e le due ottave piene permettono di immettere accordi con estensioni e ottave in un solo colpo. CME Xkey - side profile Conclusioni

La CME XKey è uno di quegli oggetti che entra a far parte del bagaglio di un musicista viaggiatore e non ne esce più, a mio giudizio. Ho avuto modo di comporre una base al volo per studiare con la chitarra su alcune progressioni. L’immissione a mano che avrebbe richiesto almeno 20 minuti, con la XKey ne ha richiesti al massimo 5.

Tra i punti migliorabili metterei forse una maggiore gradualità nella velocity e nell’aftertouch, soprattutto dei pulsanti pitch e modulazione. Utilizzando soprattutto i synth si sente il passaggio un po’ rapido da 0 a 100.
Se possibile avrei desiderato un cavetto USB un po’ più lungo, perchè so che molti inizieranno ad utilizzarla anche live come trigger o tastiera aggiuntiva per pad o layer, e mezzo metro in più non guasterebbe.
Per il resto è nettamente superiore ai prodotti della sua categoria.

Il rapporto qualità/prezzo comunque conferma la mia impressione iniziale ed i pareri degli endorser che ho letto sul web: molto elevato.
La CME XKEY (listino 109 €.) è ora disponibile in abbinamento con la DAW software PreSonus StudioOne Artist2 (listino 99 €.), incluso nella confezione della XKey, al prezzo speciale di 99,00 €. Molto conveniente. 

Info: www.cme-pro.com

Info: www.midiware.it

Luca “Luker” Rossi Redazione ZioMusic.it

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