Intervista: Racer Café

Come vi sarete accorti, ultimamente pubblichiamo veramente poche recensioni di dischi.  Diciamo che ci deve essere proprio una buona ragione per farlo. Beh, l’abbiamo trovata! Anche se quello che state per leggere non è una vera e propria recensione, è più una presentazione di un nuovo progetto, anzi, una nuova band, che ha colpito “lo Zio”: i Racer Cafè.

Copertina Disco

Racer Café è una band di quattro elementi, nata dall’incontro di due guitar-heroes nostrani come Giacomo Castellano e Gianni Rojatti, e una sezione ritmica di riguardo: Erik Tulissio alla batteria e Dado Neri al basso.
Non vorrei perdermi adesso nei soliti panegirici biografici sui componenti singoli, basta magari dire che Giacomo è uno dei turnisti più quotati d’Italia (Raf, Nannini, Grandi, Rossi, Celentano, Mannoia, Noemi) nonchè uno dei docenti Lizard della prima ora, che Gianni e Erik suonano insieme anche nella nota band “Dolcetti”, e che Dado ha suonato con Celentano, la Nannini, e con Giacomo nel suo disco “Cutting Bridges”. Potremmo ora anche dilungarci e menzionare una certa passione per la didattica, contratti di endorsement con marchi illustri di alcuni dei membri del gruppo, e invece no.
Preferiamo parlare della loro musica e del primo lavoro discografico che è stato pubblicato poco fa per l’etichetta indipendente Red Cat Inst Fringe. L’omonimo EP di debutto dei Racer Café include quattro brani strumentali pieni di riff violenti, ritmiche cattivissime  e assoli di chitarra senza esclusione di colpi. Ma, chi meglio di Giacomo Castellano e Gianni Rojatti potrebbero spiegare cosa sta dietro alla nuova band e l’EP “Racer Café”?

Gianni & Giacomo 2

ZioMusic.it: Ho appena ascoltato il vostro EP “Racer Café” e la prima domanda che mi è venuta in mente è: “Ma cosa gli sarà saltato in mente di fare nel 2014 un disco così?

Gianni Rojatti: Nulla di troppo pianificato. Io e Giacomo ci siamo trovati per lavorare a dei comuni progetti didattici e tra una registrazione e l’altra ci siamo persi a jammare come pazzi, scoprendo un sacco di gusti in comune. Non solo cose molto chitarristiche ma anche tanta musica pop, alternative, grunge, punk. Cose che magari la gente non si aspetterebbe da due chitarristi come noi! Il divertimento e la voglia di suonare a tutto volume le cose folli che ci eccitavano sono stati la scintilla che ha fatto partire questo disco.

ZioMusic.it: Racer Café è sicuramente azzeccato come nome per una band che propone brani che pullulano di parti chitarristiche piuttosto “sprint”, con due chitarristi che effettivamente sembrano due macchine sportive lanciate a tutta velocità su un autostrada tedesca (NO speedlimit!). Ma se qualcuno (tipo io) definisse il vostro EP di esordio “shredder-oriented”, vi offendereste?

Giacomo Castellano: Assolutamente no, per me ognuno deve essere libero di definire un cd come preferisce, è una necessità umana e talvolta anche commerciale. Sono definizioni che però non devono necessariamente essere riferite alle reali capacità espressive degli artisti coinvolti. Questo disco sicuramente è shred-oriented e mi piace da matti la tua analogia con le macchine sulle autostrade tedesche! Ma chissà, magari il prossimo cd sarà completamente diverso! Siamo molto aperti agli stimoli che il background individuale di ognuno di noi può portare e non è difficile trovare territori comuni a tutti e quattro!

Gianni Rojatti:  No, perché mai? Mi sono consumato mani, orecchie e una bella fetta di adolescenza per imparare a suonare certe cose: Gilbert, Becker, Vai. Ci mancherebbe che ora non fossi orgoglioso di essere associato a questa scena. Inoltre lo shred, la musica strumentale, sono un contenitore talmente ampio e generico che puoi contaminare la tua musica con qualunque cosa: elettronica, progressive, alternative, fusion …poche altre dimensioni musicali offrono così tanta libertà.

ZioMusic.it: Come si è svolto il processo di songwriting?

Giacomo Castellano: Avevo già scritto “The Core”qualche anno fa ma non avevo mai trovato il giusto progetto discografico dove includerla, finalmente con Racer Cafè ho trovato la giusta collocazione! Ho rimaneggiato gli arrangiamenti per poter dare il giusto spazio alla chitarra di Gianni, il quale mi ha ripagato con uno dei soli più belli che abbia mai sentito! Il branto “Artifakt” è invece stato scritto proprio per questo progetto, tenendo conto del playing dei quattro musicisti coinvolti!

Gianni Rojatti: Ho scritto “Cafè Indiano” e “Sagatava” apposta per questo progetto. Pensando a una struttura dove le due chitarre avrebbero potuto dialogare, armonizzarsi e intrecciarsi negli assolo. L’unico paletto artistico che mi sono imposto è stato cercare di essere più duro e cattivo possibile. Cercando di spingere me e Giacomo in una dimensione tutto sommato per noi inedita. Questo è stato molto stimolante e divertente!

ZioMusic.it: Presumo che per registrare le vostre chitarre in studio, avete usato stack altissimi di testate e muri di cabinet di ogni tipo?

Giacomo Castellano: Da tempo utilizzo un isobox di mia costruzione, che mi permette di registrare a volumi decenti senza per questo far venire giù il palazzo!
Per questo disco ho utilizzato la mia Masotti X100M Custom, un ampli eccezionale con una personalità prorompente che, accoppiato alle mie Ibanez, mi ha permesso di trovare il suono che cercavo per questo progetto!

Gianni Rojatti: Io volevo fare qualcosa di totalmente nuovo per questo progetto. E così, nonostante io sia un fissato di valvole, preamplificatori e microfoni, ho sperimentato esclusivamente con riprese in diretta. Per tutte le ritmiche ho usato esclusivamente uno Zoom G3 dritto  nella scheda audio dopo essere passato per un preamplfificatore API;  per gli assolo ancora questo Zoom G3 ma spesso in combinazione a un Laney Studio Ironheart, sempre in diretta. Imprescindibile per il mio suono solista in fase di registrazione un Ibanez Jemini: lo uso appena aperto per dare calore e rotondità in più.

Gianni & Giacomo 1


ZioMusic.it:
Che chitarre avete usato?

Giacomo Castellano:  Ibanez RG 1670, Iceman, RG 1527 sette corde, una Artwood acustica e un mandolino che nel mix  sento solo io!

Gianni Rojatti: Tutte chitarre Ibanez, di cui sono orgoglioso di condividere con Giacomo l’endorsment. Quasi tutti gli assolo li ho registrati con una RG 465. Poi per temi e ritmiche la RG 1670, una RG 550 e una otto corde, sempre dell’Ibanez. Tutte le mie Ibanez montano humbucker DiMarzio.

ZioMusic.it: Chi ha curato la produzione?

Giacomo Castellano: Ho messo a disposizione l’esperienza di una vita passata registrando dischi, ho quindi editato, mixato e supervisionato l’intero progetto qui nel mio home studio toscano, sempre in totale collaborazione con gli altri membri della band. E’ stato facile, ci siamo trovati subito d’accordo su tutto: scelte sonore, nome, immagine e via dicendo!  Il disco è uscito per Red Cat Records, di Firenze

Gianni Rojatti:  Giacomo ha fatto un lavoro di produzione eccellente. Nei due brani scritti da me ho ovviamente impostato io l’estetica di suono ma di base mi è sembrata la cosa migliore affidare il timone del grosso della produzione a Giacomo per dare maggiore omogeneità e coerenza al progetto. Ho imparato moltissimo vedendo Giacomo all’opera.

ZioMusic.it: Visto che Racer Café non è solo un progetto, ma si tratta di una vera band, avrete sicuramente l’intenzione di suonare anche dal vivo. Dove e quando?

Giacomo Castellano: Stiamo pensando ad un mini-tour per questo autunno-inverno! Vi terremo informatissimi!

Gianni Rojatti: Certo, siamo una band: Erik Tulissio alla batteria e Dado Neri sono elementi imprescindibili di questo progetto. Anzi, hanno loro il vero merito di aver dato un’impronta particolarmente originale e alternative a questo disco. Non vediamo l’ora di suonare dal vivo e di farvi sanguinare le orecchie!

Info: www.racercafeband.com
Info: www.facebook.com/RACERCAFEBAND
Info: www.youtube.com/user/racercafeband
Info: www.redcatpromotion.com/ita_rc_instfringe

Guido Block
Redazione ZioMusic.it

 

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