Recensione Monitor Mackie MRmk3 Series

Come tutti sappiamo, l’ascolto in studio di registrazione è uno dei fattori di maggiore criticità, nonché di fondamentale importanza per la resa finale di un mixaggio. Questo settore del mercato pro audio è affollato di proposte per qualsiasi budget e tipologia, spaziando da grandi monitor da migliaia di Euro ciascuno a modelli quasi tascabili e molto meno traumatici per il portafoglio. Ovviamente le differenze in termini di resa del materiale audio sono spesso clamorose, ma ciò poco ci stupisce.

Per un’azienda che decide di lanciare un prodotto “come Dio comanda”, una delle difficoltà consiste nel sapere bilanciare le caratteristiche e la resa del sistema di monitoraggio e il costo dello stesso, senza dovere scendere a troppi compromessi che inficerebbero l’utilità di quanto proposto qualora la qualità dovesse calare al di sotto di un certo standard.

I nuovi monitor di Mackie, MRmk3 Series, si inseriscono proprio in questo contesto in cui l’azienda cerca di offrire un prodotto di qualità a fronte di un prezzo decisamente contenuto. Abbiamo quindi accolto con piacere la proposta di M. Casale Bauer (distributore Mackie per l’Italia) di effettuare una recensione di questo nuovo prodotto, così da poterlo mettere sotto stress in condizioni di lavoro reali e compararlo a monitor di aziende competitor nel settore.

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Technicalities

La serie MRmk3 è composta da tre diversi modelli di monitor (MR5mk3, MR6mk3 e MR8mk3) completati da un subwoofer (MR10mk3) per la gestione delle basse frequenze.

I tre modelli si differenziano essenzialmente per la dimensione del woofer in propilene montato (rispettivamente 5.25”, 6.5” e 8”) e per la potenza erogata dall’amplificatore integrato in Classe A/B (50W, 65We 85W), mentre il tweeter resta un modello silk-dome (a cupola in seta) con guida d’onda e risposta estremamente veloce ai transienti.

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Il pannello posteriore presenta il tubo di accordo del sistema bass reflex, tre tipi di connettori di ingresso (bilanciato XLR, bilanciato ¼” TRS e sbilanciato RCA), uno switch a tre posizione per i bassi (0, +2dB, +4dB) e un ulteriore switch a tre posizione per gli acuti (-2/0/+2dB) settato a 3kHz o 3.25kHz a seconda del modello. La dotazione è completata da un controllo rotativo del livello del segnale di ingresso, dall’interruttore e dalla presa di alimentazione.

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La risposta in frequenza è piuttosto estesa per monitor di queste dimensioni, essendo dichiarata 38/46/57 Hz – 20kHz, mentre la SPL @ 1 metro, con ingresso bilanciato +4 dBu si attesta a 108/111/113 dB a coppia, a seconda del modello.

Il cabinet è interamente realizzato in legno finito con materiale anti-graffio, dall’aspetto hi-tech ed elegante allo stesso tempo. Il peso è decisamente contenuto (da un minimo di 5.5 kg ad un massimo di 10.8 kg), come pure le dimensioni.

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Il subwoofer MR10mk3 include un woofer da 10″ “glass aramid composite” (fibra di vetro/aramide), gestito da un amplificatore in Classe A/B da 120W, frequenza di crossover settabile tra 40 e 180 Hz, inversione di fase, ed include connessioni bilanciate XLR o ¼” TRS, potenziometri per la selezione della frequenza del crossover e del livello del segnale di ingresso, un switch con funzionalità “On/Off/Auto” del subwoofer con relativo LED (in posizione Auto il subwoofer si attiva solo in presenza di segnale al di sotto della frequenza di taglio del crossover) e interruttore e presa di alimentazione. La risposta in frequenza dichiarata in campo aperto è 35-180 Hz, con 119 dB di SPL @ 1 metro, con ingresso bilanciato +4 dBu.
Il tutto per un peso di 12,4 kg.

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In prova

Ho avuto modo di provare questi monitor per circa un mese, sottoponendoli ad un costante confronto con i monitor già presenti nel mio studio (Adam A7 e Dynaudio Audience 52), così da potere effettuare un paragone con ascolti a cui sono abituato e di cui “mi fido”. La sala regia ha una classica risposta “LEDE” (Live End-Dead End), per cui molto assorbente dietro ai monitor e riflettente dal lato di emissione, e caratterizzata da una risposta bilanciata in tutto lo spettro.

L’installazione è stata semplicissima, mentre il posizionamento e la taratura del subwoofer hanno richiesto qualche tempo; ad un primo posizionamento centrale infatti i bassi risultavano estremamente invasivi e poco definiti. Ho iniziato quindi a sperimentare con il taglio del crossover, fino ad assestarmi sui 70 Hz circa e per un posizionamento laterale sinistro (fatto brutalmente a occhio e orecchio), che ha portato ad ottenere un bilanciamento corretto tra il sub e i monitor.

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Il primissimo ascolto a cui ho sottoposto i monitor è stato il “Requiem in Re minore K626” di W.A. Mozart, in una edizione della Deutsche Grammophone con i Berliner Philarmoniker diretti dal grande Herbert von Karajan. L’obiettivo era capire le parole cantate dal coro e individuare i dettagli orchestrali della composizione. Il primo bilancio è stato piuttosto positivo, ho potuto apprezzare buona parte di quanto mi aspettavo di sentire, tenuto conto della mia abitudine alle Adam A7 che grazie al tweeter a nastro sono in grado di riportare dettagli che spesso altrove si perdono.

Sono passato quindi all’ascolto dei miei CD preferiti (Toto, Pink Floyd, Chick Corea…). Che dire, è stato un ascolto diverso, ma assolutamente egregio, in cui ho riscontrato un buon equilibrio tra i vari range di frequenze, con una leggera tendenza delle medio-basse a caricarsi un po’ in brani che so avere suoni molto “grossi”, senza però causare eccessivo fastidio.

Sono quindi passato al mixaggio di tre lavori in opera nel mio studio: un progetto di folk acustico (coro, chitarra barocca, flauto barocco, violoncello, darbouka… sì, lo so, che centra la darbouka???), un’orchestra anni ’40 (voce, archi, legni e ottoni, pianoforte, basso elettrico, batteria) e un gruppo metal.

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In generale, ho riscontrato di nuovo un buon bilanciamento delle frequenze, una pronta e agile resa di cassa e basso (grazie anche al subwoofer), mai slabbrati o indistinti, e ottime medio-alte. Ottima la resa sul metal, con un sound tosto e compatto anche a volumi contenuti. Durante il mixaggio degli strumenti acustici, in particolare di quelli antichi, mi è mancata leggermente la definizione delle Adam, ma tenuto conto delle differenze di tipologia costruttiva e soprattutto del prezzo di questi monitor, il risultato è stato più che apprezzabile.

Conclusioni

Ritengo che la Mackie abbia “colto nel segno”, nel senso che questi monitor si presentano e si dimostrano un prodotto valido, solido e affidabile, in grado di avvicinarsi a quanto offerto dai nomi che ormai tutti conosciamo e ci attendiamo in uno studio di registrazione, sempre tenuto conto delle diverse fasce di mercato a cui appartengono e del prezzo assolutamente competitivo. Consigliato a tutti gli home-studio e alle regie mid-pro che vogliono aggiungere un nuovo ascolto.

  • MR5mk3 – € 155 + IVA
  • MR6mk3 – € 195 + IVA
  • MR8mk3 – € 255 + IVA
  • MR10mk3 – € 399 + IVA

Info: www.mackie.com

Info: www.casalebauer.com

Alex Panella
Redazione ZioMusic.it

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