Io sono Ozzy

io sono ozzyDopo aver parlato di un grande della musica, un grand’uomo, un buono della musica jazz come George Benson e della sua autobiografia, oggi voglio passare al lato oscuro, prendermi una pausa dal buonismo imperante e raccontare di un’artista rock che la vita l’ha affrontata come un incontro di pugilato contro un peso massimo, camminando sempre al limite vertiginoso tra trionfo e sconfitta, tra una vita al massimo ed una morte ingloriosa: Ozzy Osbourne.

John Michael Osbourne è un ragazzino della periferia di Birmingham un po’ secco, senza troppe qualità evidenti. Cerca solo un modo per sfuggire alla monotonia di una vita grigia come il fumo delle ciminiere inglesi, che ti scrive già dalla nascita una storia fatta di lavoro in fabbrica, pub, casa, moglie conosciuta all’elementari e figli che ripeteranno il tuo stesso copione.

In questo incipit di “Io sono Ozzy“, la autobiografia forse più diretta e completa del “Principe delle Tenebre”, in poco più di dieci righe Ozzy riassume quattro decadi di rock, follie e vita spericolata, meglio di chiunque altro. Il suo stile è diretto, proprio come un pugno in faccia e piacerà sicuramente a tutti i rocker e non solo per la sua schiettezza. Ozzy non ha mezzi termini, nemmeno per se stesso.

La gente mi chiede com’è che sono ancora vivo, e io non so cosa rispondere. Se da ragazzino mi avessero messo contro una parete coi miei coetanei del quartiere e mi avessero domandato chi di noi ce l’avrebbe fatta ad arrivare ai sessant’anni, chi di noi si sarebbe ritrovato con cinque figli e quattro nipoti e due case in California e nel Buckinghamshire, col cazzo che avrei scommesso su di me. Invece eccomi qua: pronto a raccontare la mia storia, a parole mie, per la prima volta. Ogni singolo giorno della mia vita è stato un evento. Ho assunto miscele letali di alcol e droghe per trent’anni. Sono sopravvissuto a un tamponamento aereo, ai tentativi di suicidio per overdose, alle MST. Sono stato accusato di tentato omicidio. E ho pure rischiato di morire andando a sbattere con un quad a due all’ora. Non tutto è stato piacevole. Ho fatto delle brutte cose in vita mia. Sono sempre stato attratto dal lato oscuro, io. Ma non sono il demonio. Sono solo John Osbourne: un ragazzino della classe operaia di Aston che ha lasciato il lavoro in fabbrica e ha cercato di spassarsela.

Questo libro, edito da Arcana edizioni nel 2011, non è quindi una novità, anche se la seconda edizione è proprio di un mese fa. Però dovremmo anche finirla di trattare sempre le cose come se fossero il quotidiano del giorno prima.
“Io sono Ozzy” è un libro leggero, che probabilmente contiene tante contraddizioni quante ne ha impersonate lo stesso protagonista che nel libro si racconta. E’ un po’ come entrare in una di quelle case degli spettri, dove ci sono specchi da tutte le parti ed ogni cosa ne esce deformata. Quando ci entri da bambino ne sei terrorizzato, ma da grande l’illusione appare per quella che è, e allora sta a noi prendere tutto alla leggera, per quello che sembra, oppure strappare anche l’ultimo velo di finzione e lasciarsi certe cose alle spalle.

Ozzy molte cose, ora che ha sessanta sei anni, se le è lasciate dietro, ma di certo una cosa non ha mai smesso. Non ha mai smesso di prendere la vita come un gioco.

“Io sono Ozzy”

  • Autori: Ozzy Osbourne , Chris Ayres , A. Polenti
  • Copertina flessibile: 383 pagine
  • Editore: Arcana (riedizione 30 aprile 2014)
  • Collana: Universale Arcana
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8862313683
  • ISBN-13: 978-8862313681
  • Prezzo:  copertina 18,50€, Amazon.it 15,73€

 

Info:  Arcana Edizioni

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