Intervista a Victor Wooten

Ho fatto sempre fatica rispondere alla domanda “Chi è il migliore bassista al mondo?”, poiché trovo difficile, se non impossibile, paragonare musicisti di grande livello tra di loro, anche se suonano lo stesso strumento. Di solito la loro bravura o “quella marcia in più”, sta proprio nella capacità di comunicare con una voce propria e uno stile originale e riconoscibile, che va molto oltre la tecnica. Come si fa paragonare Jeff Berlin a Mark King? O Richard Bona a Billie Sheehan?
Comunque, se dovessi per una volta prestarmi al gioco, per quello che riguarda il passato sicuramente non avrei grossi problemi, per fortuna è esistito un certo Jaco Pastorius, che mette tutti d’accordo. Ma attualmente, chi è il re dei bass player? Beh, se proprio devo, forse un pretendente al trono potrei suggerirlo…

ZioMusic.it ha avuto la fortuna di intervistare per voi l’unico bassista che oltre a vincere qualsiasi tipo di riconoscimento, è stato votato per ben tre volte migliore bassista dell’anno dai lettori del Bass Player Magazine, e che nella sua carriera si è portato a casa qualcosa come 5 Grammy Award…

VICTOR WOOTEN

Victor L. Wooten [dove “L.” sta per Lemonte] è nato come il più piccolo di cinque fratelli e ha cominciato a suonare alla dolce età di due anni. Appena riuscì a stare in piedi suo fratello Regi iniziò ad insegnarli la musica e all’età di cinque anni si esibiva già con i suoi fratelli nei nightclub e nei teatri. Quando aveva sei anni (!), apriva con i “Wootens” i concerti del leggendario artista soul Curtis Mayfield. Velocemente il fenomeno dei “Wooten Brothers” cominciò a farsi un nome che gli permise di suonare anche all’estero, un fatto molto importante per la crescita artistica del giovane Victor.
Un incontro fondamentale della sua vita diventa quello con il suonatore di banjo Bela Fleck, con il quale verso la fine dei anni ’80 forma il super gruppo “Bela Fleck and the Flecktones”. Incidono una dozzina di dischi, creando un sound completamente nuovo.
Pochi anni dopo aver cominciato a girare con i Flecktones, Wooten realizza anche il suo primo progetto da solista, “A Show of Hands”, registrato con un solo basso a quattro corde e senza sovvraincisioni. Uno dei più importanti dischi “bassistici” di tutti i tempi e il primo di una lunga serie di incisioni.
La sua tecnica strabiliante e innovativa e il suo micidiale groove lo portano a collaborazioni con artisti importanti come Chick Corea, The Dave Matthews Band, Bootsy Collins, Branford Marsalis, Mike Stern, Prince, India Arie, Keb Mo, Dennis Chambers, Susan Tedeschi, Gov’t Mule, Bruce Hornsby, Stanley Clarke, Marcus Miller, Frank Gambale e tanti altri.

Victor Wooten è sposato e ha quattro figli, e oltre a suonare il basso (e qualsiasi altro strumento che gli capita sotto le mani) e scrivere musica, è un preparatissimo insegnante e naturalista, nonché scrittore, con idee a dir poco rivoluzionarie. Ma di questo è meglio lasciar parlare lui in persona.

ZioMusic.it: Sai che abbiamo almeno tre cose in comune? Suoniamo tutti e due il basso, abbiamo tutti due più o meno 50 anni e siamo ancora uomini molto prestanti…

Victor Wooten: [ride tanto] Questa è la cosa più importante!

ZioMusic.it: Magari suonare il basso è il segreto per rimanere giovani?

Victor Wooten: Aiuta sicuramente. [ride]

ZioMusic.it: A parte gli scherzi, non solo suonare il basso, ma la musica in generale aiuta a rimanere giovane?

Victor Wooten: Assolutamente. Non importa lo strumento. La musica, in particolare se viene approcciata in un certo modo, sicuramente aiuta a mantenere la mente e anche il fisico giovane.

Victor Wooten Blue Note_1

ZioMusic.it: Non sei solo un bassista eccezionale, ma anche un bravissimo ed innovativo educatore e insegnante, anche se ho letto che queste parole ti vanno un po’ strette.

Victor Wooten: Capisco che la parola è solo un titolo. Ma capisco anche che noi insegniamo a noi stessi. L’insegnante è il motivatore, colui che indica una direzione da guardare, ma non può forzarti a vedere. L’insegnante non dovrebbe neanche dire che cosa guardare, ma solo suggerire un punto dove indirizzare lo sguardo. Qualsiasi cosa ti insegno non potrò fartelo capire io, dovrai comprenderlo da te. Non posso comandare le tue dita, dovrai essere tu a farle muovere. In poche parole: tu sei l’insegnante di te stesso. Insegni a te stesso le cose che ti faccio vedere io, o quello che ti ho indicato, ma alla fine sei tu a dover realizzare un processo di comprensione e solo dopo potrai coinvolgere il tuo corpo e la mente. Se alla fine sei tu quello che riesce a farti apprendere le cose, allora chi è l’insegnante?

ZioMusic.it: Tu sei anche padre, come funziona invece con i tuoi figli? So che sei cresciuto in una famiglia di musicisti, sicuramente è stato importante per il tuo approccio alla musica.

Victor Wooten: La mia famiglia è uguale a tutte le altre famiglie. L’unica differenza è che nella mia famiglia si parla “musica”. Se intendiamo la musica come una lingua, allora non sono diverso da gli altri. Tutti coloro che hanno bambini sanno che non gli insegniamo la lingua con esercizi che poi devono studiare nella loro cameretta. Noi gli parliamo semplicemente e i bambini imparano da soli. Non li correggiamo nemmeno se sbagliano, non glielo facciamo neanche notare. Il bambino è insegnante di se stesso ed è un grande insegnante! Noi gli diamo al massimo delle direzioni da seguire, facciamo vedere loro cosa imparare attraverso l’esperienza, parlandogli. Se non c’è qualche problema puoi stare sicuro che il bambino impara. Non solo impara ma impara velocemente e con il suo modo! Così il bambino sviluppa la propria voce, non ha bisogno di andare alla ricerca di un timbro, come fanno i musicisti. E’ un processo naturale. Per quello che riguarda me, la differenza è proprio questa: ho imparato la musica come ho imparato a parlare. Ho mantenuto la mia libertà a livello musicale. Ho sempre avuto la mia voce e la musica è stata sempre piuttosto “easy” per me. Semplicemente come parlare.

ZioMusic.it: Allora anche i tuoi figli sono musicisti?

Victor Wooten: Certo! Quando sei circondato dalla musica, la assimili naturalmente. Tutti i miei fratelli suonano, come anche i miei figli, i miei zii, i cugini. La madre dei miei figli canta, recita e balla. Così i bambini praticamente non hanno scelta: sono molto musicali. Ma se vogliono diventare professionisti o farsi una carriera nel music business è una decisione che spetta solo a loro.

ZioMusic.it: Ieri hai suonato a Vienna, come è andata la serata?

Victor Wooten: E’ stato un bellissimo concerto!

ZioMusic.it: E il tour europeo come sta andando fino ad adesso?

Victor Wooten: Il tour sta andando alla grande, è stato uno dei migliori che abbiamo fatto, con tanti sold-out. Sembra che la gente sia veramente pronta per vederci, e questo mi fa sentire bene.

Victor Wooten Blue Note_2

ZioMusic.it: Stasera e domani suonate con la Victor Wooten Band al Blue Note di Milano. Che cosa ci possiamo aspettare?

Victor Wooten: Sempre più divertimento! [ride] Speriamo che la gente sia entusiasta come lo è stata fino ad adesso nel resto dell’ Europa. Il Blue Note è un bel posto dove la gente viene per ascoltare della buona musica. La cosa positiva è che qui si può suonare anche brani con dinamiche più basse. Perciò potremo dare spazio a tutti gli aspetti della nostra musica e ci sarà spazio per tutte le emozioni e dinamiche.

ZioMusic.it: Che brani avete in scaletta?

Victor Wooten: Suoneremo materiale da diversi dischi che ho fatto in questi anni. Ci saranno alcuni brani dei miei ultimi due CD che ho pubblicato recentemente. Uno con cantanti femminili, si chiama “Words & Tones”, l’altro è praticamente la versione strumentale dello stesso disco, si intitola “Sword & Stones”. Ma faremo anche pezzi dei dischi “Ying-Yang”,”Palmistery”, “What did he say”, “Show of hands” e “Soulcircus”. Mi piace questa specie di retrospettiva, dal passato al presente. Ci saranno anche alcuni classici del r&b e qualche standard jazz. La nostra cantante Krystal Peterson ha appena pubblicato online due pezzi in free download e faremo almeno uno di questi. Ma non si può mai sapere. Serata diversa –  musica diversa. Vediamo cosa succede.

ZioMusic.it: Poi dopo domani vai in Sicilia per altre due serate?

Victor Wooten: Si, a Palermo e Catania.

ZioMusic.it: Ci sei mai stato?

Victor Wooten: Si, ci sono già stato, ma ogni volta è come la prima volta. Un posto bellissimo. La gente, il cibo, non vedo ora di tornarci.

ZioMusic.it: Dopo le due date in Sicilia torni subito negli States. Ho visto sul tuo sito che hai un sacco di impegni prossimamente.

Victor Wooten: Si, sono sempre molto occupato. Appena tornato negli States ho giusto un giorno di riposo prima che parta uno dei miei camp che dura sei giorni.

ZioMusic.it: Ecco, parlami un po’ di questi camp.

Victor Wooten: Questo è il quindicesimo anno che facciamo questi music camp. Li facciamo per tutti gli strumenti e per tutte le età. Di solito ne organizziamo uno ogni mese da marzo ad ottobre a “Wooten Woods”, situato vicino a Nashville.

Wooten Camps

ZioMusic.it: Ho visto le foto, è un posto bellissimo!

Victor Wooten: Grazie! Questi camp sono aperti a tutti. Non ha importanza a che livello di preparazione sei. Sia che tu sei un principiante o professionista totale: sono sicuro che avrai qualcosa da imparare. Facendo questi camp già da quindici anni, sappiamo bene cosa facciamo, anche se aggiungiamo e cambiamo in continuazione delle cose. Non sono l’unico istruttore, ce ne sono tanti, e non solo di musica, ma anche di natura, perché la mia esperienza mi ha fatto capire che la natura è un elemento importante per l’evoluzione e progresso di qualsiasi cosa. Non facciamo niente su questo pianeta senza la natura. Non capire questo è uno sbaglio, che fa muovere le cose più lentamente e in modo meno puro. La natura è un grosso esempio per tutto. La natura rappresenta il flusso naturale della vita e del pianeta. Anche se magari non lo realizzi, ma il nostro obiettivo è essere come la natura. Vogliamo che tutto accade in modo naturale. Sia se sto facendo una conversazione, anche musicale, o guidando la macchina, scrivendo un libro o insegnando a una classe di studenti, non voglio dover spingere forte, mi piace se tutto scorre naturalmente. Quando troviamo magari qualcuno che è veramente bravo a fare una determinata cosa, e sembra pure che la fa senza nessuna fatica e in modo semplice, di solito abbiamo a che fare con una persona che possiede questo “flow”. In quei momenti ci viene spontaneamente dire “Wow! Sei naturale!”, e la parola “naturale” significa appunto che tu sei come la natura.
Perciò io credo che tutti stanno cercando di essere come la natura, ma non tutti sono consapevoli di questa cosa. Così ho realizzato che dovremmo includere la natura come uno dei più grandi insegnanti.

ZioMusic.it: Questo che significato ha per l’approccio verso musica?

Victor Wooten: Se provi ad imparare la musica chiuso in una stanza per dieci ore al giorno, funzionerà, ma è un processo lento e non naturale. La musica è una lingua, se studi tedesco o italiano chiuso da solo in una stanza per otto ore al giorno, imparerai a parlare la lingua, ma impiegherai tanto tempo e parlerai in modo non naturale. Uscirai da quella stanza e tutti diranno “tu non sei madrelingua, parli con un accento”. Ma se segui un processo naturale, imparerai la lingua con la tua stessa voce molto più rapidamente. Dirai le tue parole, e tutti ti capiranno perfettamente. Noi tentiamo di seguire questo processo nei nostri camp.

ZioMusic.it: Ma come ci dobbiamo immaginare queste “lezioni di natura”? Tipo delle escursioni nella foresta o cose simile?

Victor Wooten: Assolutamente si! Ma spiegarlo in questa sede non avrebbe molto senso. Posso però farti un esempio veloce: non so se hai mai incontrato un musicista non vedente. Di solito sono molto bravi. Come mai? Avendo capito la ragione di questo fatto il nostro “nature team” lo esplorerà assieme a te, e magari ti trovi a fare delle attività bendati, senza usare gli occhi. La maggior parte di noi non fa niente nella sua vita senza l’utilizzo degli occhi, a parte dormire ovviamente. Quelli più curiosi cominceranno magari a meditare, ma di solito la meditazione avviene seduti con gli occhi chiusi in una stanza. Nelle nostre classi invece facciamo delle cose, ci muoviamo. Succede poi, che gli altri sensi si risveglino molto rapidamente, e la musica dovrebbe essere suonata con tutti i sensi. Ed è questo che fanno i musicisti non vedenti: sentono, annusano e gustano la musica. E quando anche noi riusciamo a farlo, le persone se ne accorgono, e riescono a loro volta percepire, riconoscere l’odore e gustare la nostra musica. La natura ci aiuta in questo.

Victor Wooten Hartke

ZioMusic.it: Questa mattina ho messo un post su facebook, con l’annuncio che ti avrei incontrato, e ho chiesto agli amici di suggerirmi qualche domanda. Qualcuna riguardava la tua strumentazione. So che sei da lungo tempo un endorser del marchio Hartke, perciò presumo che stasera il tuo rig sarà…

Victor Wooten: …Hartke. Assolutamente. High Drive cabinets.

ZioMusic.it: E la testata è quella da 1000 watt?

Victor Wooten: Sì. Potrebbe essere sia la LH 1000 o forse la Kilo. A questo giro uso tutte e due. Ma non so mai quale. [ride] Il tour manager organizza tutto e decide in base alla venue cosa utilizzare. Sappiamo poi che distributore Italiano è fantastico, ci fornisce tutto l’equipment per gli show italiani, perciò posso essere tranquillo che stasera sarà tutto perfetto.

The Music Lesson

ZioMusic.it: Un’altra domanda riguardava invece l’improvvisazione, e ho pensato di collegarla al tuo libro “The Music Lesson: A Spiritual Search for Growth Through Music”, che ieri, dopo aver letto il capitolo che si può visionare come preview gratuita sul tuo sito online, ho deciso subito di comprare.

Victor Wooten: E l’hai trovato?

ZioMusic.it: Sì! Da Birdland, un negozio carinissimo a Milano, ed era l’ultima copia!

Victor Wooten: Wow, fantastico!

ZioMusic.it: Proprio il capitolo che ho letto sul tuo sito, fa capire in modo illuminante e divertente l’approccio diverso che hai per quello che riguarda l’improvvisazione.

Victor Wooten: E’ un approccio differente verso la musica. Come dicevamo prima, se pensi a come hai imparato la tua prima lingua, è stato molto naturale. Non sono particolarmente brillante o intelligente, tutto quello che faccio è adoperare lo stesso approccio che abbiamo utilizzato imparando la nostra prima lingua, come può essere per me l’inglese e per te il tedesco. Questo è un approccio molto naturale e la gente lo capisce dal libro, solo che non aveva ancora pensato in questi termini per la musica, perché spesso gli insegnanti non ti permettono di pensare in questo modo. Ti costringono a studiare chiusi in una stanza. Dicono: “chiudi la porta e fallo ancora ed ancora”. Sicuramente anche questo metodo funziona, solo che è un processo molto più lungo.

ZioMusic.it: La domanda precisa su Facebook era: “Lui che improvvisa così tanto, chiedigli se ragiona per tonalità, per arpeggi o per modi”, ma mi sembra che hai già dato la risposta.

Victor Wooten: In verità ho dato solo una parte della risposta e se la gente sentirà solo questa parte penserà magari che sia la risposta completa. Tu puoi pensare a quello che vuoi. Quando parli puoi pensare a nomi, verbi, all’alfabeto, se ti piace. Ma il vero processo naturale è di pensare semplicemente a quello che vuoi dire. Io non voglio dire nomi o verbi, voglio esprimere un’emozione, voglio raccontare una storia. Di solito conosco le parole così bene che non devo pensarci, le parole escono da sole e io posso rimanere focalizzato sul quadro intero. Con la musica voglio fare lo stesso ma in qualche modo devo arrivarci. Perciò ho bisogno di sapere le note, le scale, le parole. Aiuta sicuramente se le conosco molto bene, così non devo pensarci. Perciò è importante sapere la teoria ma funziona al meglio quando non devi pensarci. Dovrebbe essere lì, pronto, quando ne hai bisogno. Se non conosci la teoria, magari fai più fatica, magari anche no però. Ci sono tantissimi musicisti meravigliosi, di altissimo livello, che non conoscono la teoria, non sanno leggere la musica, e non sanno nemmeno che note stanno suonando sullo strumento. Ma io credo sia meglio sapere la teoria. Calza sempre il confronto con il saper parlare una lingua: funziona meglio se sai leggere e scrivere.
Ma il problema che ha la maggior parte della gente con l’improvvisazione è che per primo pensano di dover imparare a farlo in un certo modo, anziché farlo semplicemente! In altre parole: un bambino che impara a parlare, dice le cose come gli pare, i tipici “baby words”come “gugu”, “gaga”, “dada”. I bambini non sbagliano, perché comunicano. Comunicare è più importante che dire le parole in modo preciso, e la prova è proprio questa: anche se i bambini non sanno dire le parole giuste, la loro comunicazione è così forte, che noi li capiamo comunque. Sappiamo benissimo cosa vuol dire “gugu” e “gaga”. Capiamo quando un bambino piange in un certo modo e anche il giorno dopo quando piange magari in un modo completamente diverso. Non li costringiamo ad essere precisi. Sappiamo che parleranno in modo più corretto più avanti e li lasciamo semplicemente fare. Cosa succede se ci approcciamo all’improvvisazione in questo modo? Non c’è giusto o sbagliato, “just do it”, liberamente. Più avanti poi possiamo sistemare le cose. Improvvisare significa suonare liberamente, semplicemente esprimere quello che vuoi. Tutti lo fanno quando parlano, e questo mi fa capire che tutti siamo dei bravi improvvisatori. Dobbiamo solo farlo attraverso la musica.

ZioMusic.it: Personalmente riesco a farlo meglio quando canto, mi viene molto naturale, sul basso faccio un po’ più di fatica. So che note voglio fare, ma non avendo la stessa tua abilità tecnica…

Victor Wooten: No! Non si tratta di preparazione tecnica. Un bambino piccolo non ha la destrezza e ci riesce benissimo. Com’è allora? Un neonato può farlo e tu no? [grande risata]
E’ il processo di pensiero che è sbagliato, perché pensi di dover farlo giusto o nel modo come ti ha detto una persona specifica a farlo, con tutte le regole ed insegnamenti. Non ti è permesso suonare delle note sbagliate. A me sì. Improvvisare è libero e facile, e significa semplicemente suonare quello che ti stai inventando al momento, suonarlo nel tuo modo. Non deve essere neanche stato inventato per forza al momento, ma dovrebbe essere libero. Tante persone tolgono questa libertà all’improvvisazione, e tentano di ficcarla in una piccola scatola. L’improvvisazione e come creare un universo, non puoi farlo liberamente con tutte queste regole e restrizioni.
Ti garantisco che in pochi minuti potresti improvvisare in un modo che ti sorprenderebbe, se potessimo stare qualche attimo insieme, e questo senza insegnarti niente di nuovo a livello di scale o tecniche. Solo con quello che hai, già sei un bravo improvvisatore.
Ti chiedo questo: se tu ascolti un improvvisatore, te ne accorgi se è bravo o no?

ZioMusic.it: Certo che me ne accorgo.

Victor Wooten: Vedi? Se sai riconoscere la differenza, vuol dire che lo sai fare. Se tu sai come è qui dentro [indica la testa, ndr], poi è sufficiente farlo fare a le tue dita.

ZioMusic.it: E’ quello il problema. [risata]

Victor Wooten: Quello che ti serve non è più abilità tecnica, ma un cambio nell’approccio mentale. Ancora: da quando un bambino nasce comincia ad improvvisare. Che cosa ci blocca allora? E’ tutto nella testa. Tanti di noi insegnanti di musica, e sottolineo noi, non lo capiscono. Insegniamo che la musica parte dalle mani e poi va al cervello. In verità funziona al contrario. Se riesci a gestire il tuo cervello e le tue emozioni le tue dita faranno quello che gli dici di fare.

Victor Wooten Blue Note_4

ZioMusic.it: Vuol dire che tanto insegnamento viene fatto nel modo sbagliato? O meglio, si potrebbe imparare più rapidamente con il tuo metodo?

Victor Wooten: Hai fatto una giusta correzione. Ribadisco: non voglio chiamarlo il “mio” modo o metodo, perché in fondo si tratta solo di osservare come impariamo a parlare. E’ un approccio diverso e ti può aiutare di progredire più rapidamente, ma la cosa più importante è che è naturale e che ti permette di mantenere una tua voce. Quando insegniamo ai musicisti nel modo standard, normale, tradizionale, si nota che poi tutti hanno un sound simile. I musicisti jazz imparano nelle scuole, e le scuole sono ottimi luoghi dove farlo, ma poi finiscono ad assomigliarsi tutti, ed è facile riconoscere un musicista che si è allenato molto e ha studiato tanto con il metodo tradizionale.
Con un approccio più naturale invece tutto diventa più facile e rapido. Per me significa: partire con le cose che sai già. Possiamo raggiungere qualcosa di buono più velocemente se utilizziamo quello che già abbiamo a disposizione. Anziché provare a insegnare all’allievo per forza qualcosa di nuovo, che magari non è ancora in grado a gestire, si crea qualcosa di nuovo da quello che si ha già.
Prima mi hai detto che hai 50 anni. Significa che hai ascoltato per 50 anni musica. Sai che cosa è la musica. Sai cosa vuol dire ritmo, sai riconoscere un bel groove e una grande melodia. Capisci se una band è brava o no. Sai tantissimo. Perché dimenticare di colpo tutto e ricominciare da capo, solo perché hai deciso di imparare un nuovo strumento? Per me è importante tutto quello che sai. Anche un ragazzo di otto anni che viene al nostro camp, ha ascoltato la musica già da otto anni. Quando parte una canzone e i bambini vogliono ballare, non devono mica chiedere come ballare, e la musica a dirglielo. Spesso pensi che è lo strumento a fare la musica, ma in verità sei tu a farla, e credimi, sai già anche come. Tanti insegnanti diranno che non lo sai, invece è proprio così.

ZioMusic.it: Davvero interessante!

Victor Wooten: Grazie.

ZioMusic.it: Progetti nuovi? So che adesso hai una tua label.

Victor Wooten: Sì, volevo essere semplicemente il proprietario dei miei dischi. Adesso tutti possono avere una record label. Basta fare un disco e pubblicarlo: ecco, sei una record label! A un certo punto ho deciso di prendere in mano la situazione. Adesso possiedo i miei dischi e quando si vendono so dove vanno i soldi, una cosa abbastanza importante. [ride] Poi per il futuro so che i miei figli saranno proprietari della mia musica e non una casa discografica. Mi sono chiesto: perché i proprietari della mia musica dovrebbero essere i bambini dei discografici e non i miei?! [ride]
Perciò continuerò con la mia label, suonerò in giro per il mondo e farò i miei camps. Sto anche scrivendo il seguito di “The Music Lesson”.

ZioMusic.it: Ho visto che il libro c’è anche in download e che hai fatto anche una versione audio book?

Victor Wooten: Sì! Sono io che leggo tutte le parti e faccio tutti i diversi personaggi. C’è anche tantissima musica. Pensa, questa versione audio del libro ha vinto una specie di Grammy per audio book, sono molto onorato di questo. Così, se la gente vuole, può ascoltarsi il libro, magari in macchina.
L’ultima news: sto lavorando a Nashville con una musicista che si chiama Connie Ellisor. Stiamo scrivendo un concerto per basso elettrico che verrà eseguito con il orchestra.

ZioMusic.it: Grazie Victor!

Victor Wooten: E’ stato un piacere!

Victor Wooten Blue Note_salutes
Il concerto al Blue Note è stato uno vero spettacolo. Un Victor Wooten ispirato che con i suoi due fratelli Regi alla chitarra e Joseph alle tastiere, più il batterista Derico Watson e la bravissima cantante Krystal Peterson, ha estasiato il pubblico milanese. Un’ondata di bella musica, molto varia, piena di arrangiamenti sfiziosi, esibizioni funamboliche ma anche tanto, tanto groove.
Sentire e vedere suonare Victor Wooten dopo l’intervista, mi ha fatto uno strano effetto, perché mentre lo ascoltavo pensavo alle parole che mi aveva detto e quello che ho letto nel suo libro “The Music Lesson” (che consiglio vivamente di leggere a tutti!). Sembra che l’approccio naturale alla musica effettivamente gli permetta più di altri di esplorare terreni sempre nuovi. Mentre improvvisa spesso si vede il suo viso illuminarsi di pura gioia e sorpresa per un passaggio o un fraseggio nuovo, ancora sconosciuto anche a lui. Non ha paura di niente quando suona e non gli importa di sbagliare. Le (poche) volte che succede, fa semplicemente una specie di grugnito e continua imperterrito con la musica che sta esplorando in quel momento. Come diceva nell’intervista? “Non ti è permesso di suonare delle note sbagliate. A me sì.”
E’ bello essere il re!

Ringraziamo tantissimo Stefano Xotta e particolarmente Matteo Pirola di Mogar Music per il supporto.

Info: www.victorwooten.com
Info: www.wootenwoods.com
Info: www.themusiclesson.com
Info: www.vixrecords.com
Info: www.facebook.com/victorwootenmusic
Info: www.mogarmusic.it

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