Fiera Internazionale della Musica – Il meglio

Come promesso qualche giorno fa, domenica siamo stati a Genova alla Fiera Internazionale della Musica, un evento che ha unito musica live su molti palchi, coinvolto realtà musicali e radiofoniche da tutta Italia e realizzato un’esposizione di alcuni marchi tra grandi firme e piccoli e piccolissimi produttori.
Se siete abituali lettori di ZioMusic.it saprete già che spesso vi portiamo alla scoperta di novità e strumenti interessanti. Anche per il FIM non siamo da meno.
Ecco quindi la nostra selezione di quanto di meglio abbiamo trovato e scoperto tra gli stand in riva al Mar Ligure.

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Il marchio senza dubbio più importante ad esporre alla FIM è stato Yamaha, che ha portato il suo stand con tanto di palco demo e postazioni cuffie per un ascolto ottimale del suo intenso programma di dimostrazioni durante la giornata.

La prima demo che ci ha subito catturati allo stand Yamaha è stata quella di Simone Gianlorenzi, ottimo chitarrista e dimostratore in questa occasione per il marchio giapponese della nuova chitarra Pacifica 611 e del piccolo amplificatore portatile THR con il suo nuovo firmware.
La Yamaha Pacifica è una chitarra notevole, ad un prezzo di fascia medio-bassa abbiamo una chitarra di ottima fattura con due pickup Seymour Duncan P-90. Fa davvero bene il suo mestiere e rappresenta una delle chitarre migliori per qualità/prezzo in questa fascia.

Lo Yamaha THR è il piccolo amplificatore portatile dei tre diapason. Un amplificatore fatto per l’home-studio, per studiare e per registrare facilmente. Ebbene il prodotto non è certo nuovo, quello che c’è di nuovo è il firmware aggiornato che ha dato una bella rinfrescata ai suoni del THR, che ora si dimostrano all’altezza e garantiscono una versatilità notevole in tutti i generi. Concettualmente semplice e dall’aspetto di una piccola testata vintage, in realtà questo amplificatore, che può anche essere alimentato a batteria, possiede un cuore tecnologico che sfrutta le moderne tecnologie di modeling per processare il suono della chitarra e ottenere puliti, distorti, crunch ed una serie di effetti molto completa. Il THR inoltre è anche un’interfaccia audio USB che permette di registrare in modo semplicissimo su qualsiasi software sul vostro computer. Simone ci ha fatto provare al volo la registrazione e non abbiamo percepito latenza avvertibile. Inoltre la connessione USB serve anche per accedere all’editor software che consente di entrare nei particolari dei suoni ed effetti, crearli, salvarli nel ampli e se si vuole condividerli.
Dopo l’aggiornamento del nuovo firmware, direi un bel passo avanti.

Andrea Beccaro invece ci ha introdotto alle batterie elettroniche DTX che, anche nei modelli nuovi, dimostrano di essere uno dei prodotti sicuramente da prendere in considerazione per chi vuole una batteria elettronica. Sono infatti dotate non solo di una centralina elettronica piena di suoni sempre aggiornati, ma i pad sono di ottima qualità e reagiscono molto bene sia nell’emulazione delle batterie acustiche che nel dare dinamica ai suoni sintetici, che per altro trasformano queste batterie in vere e proprie armi per la creazione di groove moderni e iper-complessi.
Le DTX inoltre, soprattutto per chi sta imparando e studia batteria, hanno tutta una serie di strumenti molto efficaci ed elementi di supporto da parte di Yamaha come le decine di basi gratuite per suonare pezzi famosi, software per la customizzazione dei suoni e dei drumkit, o le Drum Scores, partiture per i moduli trigger che sono un valido aiuto sia per gli studenti che per gli insegnanti.

Manuele Montesanti, una ‘vecchia’ conoscenza e amico di ZioMusic.it, ha dimostrato le nuove tastiere MOXF6 e MOXF8, i nuovi synth/controller Yamaha che trasportano in un formato più economico i suoni e le tecnologie delle top di gamma MOTIF XF.
Queste tastiere, ad un prezzo sotto i mille euro per la MOXF6 e attorno ai mille euro per la MOXF8, possiedono davvero i suoni migliori delle librerie Yamaha. Tutte le librerie disponibili per MOTIF XF, CP1, e gli altri piano/tastiere Yamaha sono ora compatibili con le MOXF. Il che vuol dire che ad una frazione del prezzo e del peso, un tastierista può andare sul palco con dei suoni professionali. Le MOXF inoltre si connettono via USB al Pc e Mac e sono riconosciute dalle maggiori DAW come controller. Ovviamente l’integrazione con Cubase è ancora più spinta e la tastiera viene immediatamente riconosciuta come virtual-instrument e molto controlli software sono automaticamente trasportati sull’hardware. Notevole.

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Sul fronte applicazioni iOS, invece Yamaha Italia pone l’accento sulla sua suite di applicazioni iOS per iPad e iPhone che consentono di espanedre ulteriormente l’esperienza degli strumenti Yamaha. Sono app con un costo davvero contenuto che si dimostrano molto utili sia per la didattica, per il live, per la composiozione e per lo studio.
Pensiamo a Cloud Audio Recorder per MOTIF XF che consente, tramite la chiavetta USB Wi-Fi Yamaha di registrare su iPad senza fili.
La app Song Beats accoppiata con una batteria elettronica aiuta nell’apprendimento e guida nell’esecuzione dei propri pezzi preferiti con un approccio visivo intuitivo.
Mobile Music Sequencer invece è un sequencer rapido per creare velocemente groove e parti ritmiche efficaci con iPad.
Non le elenchiamo tutte ma ce ne sono diverse altre interessanti da scoprire.

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Chiudiamo la nostra rassegna delle migliori novità viste allo stand Yamaha con i mixer MG. Questa serie è stata presentata al NAMM e poi in Europa al Musikmesse e rappresenta un passo avanti degli onnipresenti mixer live compatti di Yamaha. Confermate tutte le caratteristiche di questa serie, che va dal modello più piccolo a 6 canali ora migliorato con le uscite bilanciate XLR ed effetti digitali, fino ai modelli più grandi a 24 canali. Ottima ad esempio la connessione USB, assente solo sul modello più piccolo, che consente di collegarsi ad un Mac o Pc e registrare in stereo il mix in uscita dal mixer. Una caratteristica decisamente utile solitamente presente su mixer di fascia più alta.

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Alla FIM non ci siamo lasciati scappare qualche chicca come la Gibson Les Paul Goldtop personalmente firmata da Joe Bonamassa ed in bella mostra allo stand del rivenditore Gibson di Genova, Sunburst Guitars, dove abbiamo anche potuto incontrare un altro nostro amico, Sebo Xotta, dimostratore in questo caso per Godin allo stesso stand del negoziante.

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Vogliamo invece ora parlare di un paio di liutai locali, realtà con cui difficilmente si riesce a venire a contatto alle fiere più grandi vuoi per i costi vuoi per la quantità enorme di grandi marchi, che ci hanno mostrato delle belle creazioni nel campo delle chitarre e che noi di ZioMusic.it siamo ben felici di farvi conoscere.

Il primo liutaio è Lallo Guitars, produttore di Savona, che realizza chitarre elettriche di fattura eccellente. I suoi modelli sono personalizzabili al 100%, nelle forme e nelle fogge più particolari scelte dai clienti. I modelli che potete vedere nella nostra gallery invece sono i suoi disegni personali. Ci ha colpito in particolare la scelta dei legni altamente figurati e trattati in modo esemplare, con una cura dei dettagli che non ha nulla da invidiare a custom shop di ben altra fama. Le tastiere in ebano ed ebano bianco che qui potete vedere sono una bellezza per gli occhi. Per le orecchie invece ci sono i pickup Mama, marchio italiano prediletto da Lallo Guitars, che già conoscevamo ed hanno un suono di prima qualità.
Molto bella anche la versione custom della Strato in versione Lallo Guitars, che migliora i classici punti critici della Stratocaster con meccaniche autobloccanti, manico quarter-sawn, nut fatto e regolato a mano, ponte tremolo Wilkinson, elettronica con switch per aumentare il numero degli avvolgimenti del pickup al ponte, ed avere così un single coil più carico e saturo. Il tutto ad un prezzo solo di poco superiore a quello di una Strato Standard.

L’altro liutaio che ci ha colpito è Graal Guitars. Questo piccolo marchio di Alessandria produce sia chitarre elettriche che acustiche, realizzate anche completamente custom. La particolarità di queste chitarre, oltre anche qui alla fattura di pregio, è la costruzione totale a mano di ogni pezzo. L’unico dettaglio acquistato da terzi delle chitarre Graal sono le meccaniche, tutto il resto, dalle sellette in vero osso al ponte fresato appositamente dal pieno, è realizzato su disegno originale e assemblato. Questo approccio fa si che il controllo sugli elementi e la produzione del suono sia davvero vicino al 100%. Persino i pickup, che vengono costruiti anch’essi da zero sotto il marchio G-Coils, sono avvolti a mano e pensati per ottenere il risultato migliore per ogni modello di chitarra.

 

Luca Rossi
Redazione ZioMusic.it

 

 

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